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Sei timida e introversa? Da grande potresti diventare una perfetta leader

La timidezza non è un difetto, ma una caratteristica della personalità: la scrittrice Susan Cain spiega in un libro dedicato agli adolescenti come trasformarla in un punto di forza

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La timidezza non è una malattia, ma una caratteristica della nostra personalità. Purtroppo per molti diventa un problema: ci si sente impacciati, non si trovano le parole giuste per intervenire a una riunione, si vive questo aspetto del carattere come un handicap. Come dimostra l'ultimo saggio che la scrittrice Susan Cain ha dedicato agli adolescenti, Quiet power. I superpoteri degli introversi (Bompiani, pp. 304, euro 17).

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Anche lei ha sofferto molto da ragazza per la sua difficoltà a stare al centro dell'attenzione e a trovarsi in mezzo agli altri senza sentirsi imbarazzata. Con il tempo ha capito che quelli che considerava difetti, erano in realtà qualità: la sua capacità di elaborare gli avvenimenti e di riflettere, crescendo, le sono stati molto utili. Così ha scritto un libro con tanti consigli per quelli come lei.

Come comportarsi quando si è in gruppo

Prima di tutto sappiate che non siete soli e che ci sono persone felici con una festa di compleanno di cento persone e altri che preferiscono avere solo pochi amici accanto. Se siete timidi avrete forse meno conoscenze, ma più amici fidati vicini a voi. Se avete paura di annoiarvi, fatevi accompagnare da un amico fidato, potrete contare su di lui nei momenti di crisi. Usate la postura per comunicare apertura a nuove conoscenze: braccia aperte, mai conserte e un grande sorriso stampato sul volto.

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Chi sa osservare e ascoltare è un leader potenziale

Gli introversi sono hanno una grande capacità di osservazione. E un buon leader valorizza le persone che lavorano con lui e individua le qualità migliori dei suoi collaboratori. Winston Churchill, primo ministro inglese durante la seconda guerra mondiale, diceva spesso: «Serve coraggio per alzarsi in piedi e parlare; ma serve coraggio anche per sedersi e ascoltare». Come dimostra il caso di Davis. Un liceale che si era candidato per fare il rappresentante di classe, ma era impaurito perché il suo avversario era simpatico ed estroverso. Lui però era un grande osservatore. Così mentre l'altro, in campagna elettorale, prometteva di organizzare nuovi balli scolastici, lui aveva notato che i ragazzi erano infastiditi dalle regole della scuola, che imponeva di sedersi in mensa solo vicino ai compagni di classe e non ai propri amici. In più chiese di istituire un sistema di tutoring, per permettere ai ragazzi di confrontarsi fra loro sui punti oscuri delle lezioni. Così potevano chiedere le spiegazioni ai compagni, invece che agli insegnanti. Inutile dire che fu lui a vincere le elezioni.

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Un esempio famoso di introverso vincente

Stephen Wozniak aveva 24 anni quando fondò con Steve Jobs la Apple Computer. Jobs era noto per il carisma e il pallino per gli affari, ma la Apple deve molto della sua fortuna alle capacità di Woz, che completò il prototipo della macchina in perfetta solitudine. Woz e Jobs formarono un team vincente perché erano complementari!

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