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Papà 2.0: due nuovi libri raccontano come sono cambiati i padri moderni

I genitori di oggi sono disorientati, hanno perso il vecchio modello di riferimento e non ne trovano uno nuovo: una psicologa offre loro tre preziosi consigli e un padre condivide la sua esperienza

Carly Rae Hobbins / unsplash.com

I papà moderni sono migliori dei loro genitori. Lo dice una ricerca di Ipg Mediabrands del 2018: il 67% ritiene che il ruolo di padre e madre siano equivalenti. E lo ripetere un sondaggio di Privalia realizzato su uomini dai 30 ai 50 anni. L’43% dichiara di occuparsi della cena, il 40% fa la spesa per tutta la famiglia, il 72% si ritaglia dei momenti da passare con i figli durante il fine settimana. E lo dimostra il nuovo libro di Paolo Longarini, Tutte le prime volte, (Harper Collins, pp. 249, euro 17).

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Diario di un padre che insegna alle figlie a combattere l’omofobia e le consola dopo una festa di compleanno disastrosa. Tutto bene dunque? Non proprio. Almeno se si ascoltano le storie raccontate dalla psicologa Stefania Andreoli nel libro Papà, fatti sentire, Rizzoli, pp. 251, euro 14. C’è Edoardo, che non riesce ad accettare che sua figlia Katia, 20 anni, dorma fuori casa e la tempesta di messaggi su Facebook, tanto da costringere la ragazza a togliergli l’amicizia. E c’è Leonardo, che dal giorno del divorzio non riesce ad avere un buon rapporto con la figlia Iris, nonostante i tentativi dell’ex moglie di riappacificarli.

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La psicologa Stefania Andreoli.
Cristiano Zabeo

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Perché succede?
Molti padri sono andati in crisi. Hanno perso la sua funzione di dispensatore di regole e punizioni e non ne hanno trovata un’altra. Purtroppo oggi devono conquistarsi la credibilità sul campo, parlando dei loro sentimenti con i figli. Perché solo così il ragazzo potrà confrontarsi con lui.

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Ma se il ragazzo continua a soffrire?
I genitori devono accettare che i figli a un certo punto possano stare male. Fa parte del processo di crescita. Devono fare un passo di lato. Purtroppo succede il contrario: i genitori moderni trattano i bambini come piccoli adulti, ma quando questi diventano pre-adolescenti sono divorati dall’ansia e creano un effetto ventosa. Per questo è fondamentale che il padre intervenga. Serve a placare le ansie materne e a spingere il figlio fuori dal nido. Come avviene nel Nord Europa, dove i giovani sono molto più indipendenti.

E se non rispetta le regole?
L’adolescente per sua natura è un trasgressore. Le mamme tendono a prenderla sul personale, a farne una tragedia. Il padre serve a stemprare l’ansia, a stabilire regole e ad accettare le provocazioni senza lasciarsene sopraffare.

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