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Pamela Anderson come Brigitte Bardot: è lei l'animalista del 2016

La celebre bagnina di Baywatch è la persona dell'anno per l'associazione animalista Peta: il riconoscimento per aver trascorso il 2016 promuovendo amore e rispetto verso gli animali in tutto il mondo

Pamela Anderson in difesa degli animali
Peta.org

Pamela Anderson, l'iconica bagnina dal fisico esplosivo della serie tv Baywatch (che presto diventerà un film), oggi è molto di più: una paladina dei diritti degli animali che ci mette la faccia e tutto il suo impegno, una nuova Brigitte Bardot. Grazie alla sua fama, infatti, l'attrice riesce a portare l'interesse che i media hanno tuttora nei suoi confronti verso temi importanti come la promozione della dieta vegana, lo sfruttamento degli animali nei circhi, l'orribile e crudele metodo di produzione del fois gras e così via. Proprio per questo l'organizzazione animalista Peta ha deciso che Pamela Anderson è la Persona dell'Anno 2016, riconoscimento animalista che negli anni precedenti è già stato assegnato a Morrissey e a Papa Francesco.

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«Pamela ha aiutato ad aprire occhi, cuori e menti per la difesa degli esseri viventi non umani», spiega Ingrid E Newkirk, Direttrice generale della Peta. «Siamo grati che lei colga ogni occasione per spiegare che gli animali non sono nostri da mangiare, indossare, usare nella sperimentazione, sfruttare nell'intrattenimento, o per abusarne in qualsiasi altro modo».

Peta.org

Pamela Anderson nell'ultimo anno ha compiuto un vero tour de force in giro per il mondo per sostenere le cause animaliste più diverse, da quella in favore dei cani randagi dell'isola di Mauritius (poche settimane fa ha consegnato una petizione all'Alta Commissione di Mauritius firmata da 180.000 persone, sollecitando un programma di sterilizzazione e castrazione per affrontare il problema) alla lotta per vietare gli animali nei circhi.

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«La Brexit è un processo complicato, ma dire addio agli animali da circo è un gioco da ragazzi»: così Pamela all'inizio di ottobre ha esortato Theresa May, premier britannico, affinché sia varata una normativa proprio per vietare i circhi con animali selvatici.

Peta.org

Ma non è tutto: l'instancabile Pamela Anderson si è presentata all'Assemblea nazionale francese per invitarla a vietare il foie gras, prodotto con tecniche che infliggono terribili sofferenze alle oche, ha chiesto aiuto al governo canadese per salvare le foche, cacciate crudelmente per le loro pellicce; ha pubblicizzato la dieta vegana offrendosi di cucinare per i detenuti, ha invitato le donne in Russia a rinunciare alle pellicce («Indossare una pelliccia vera non solo rappresenta un vecchio stile ma costituisce anche una cosa sgradevole e monotona»); e per dimostrare che rispetto degli animali e moda possono convivere, ha aggiunto nuovi modelli alla sua collezione di scarpe vegan, già premiata ai Peta Fashion Award 2016.

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In più, Pamela Anderson ha dato il suo nome a una Fondazione che si propone di difendere il pianeta e tutto ciò che lo abita (pamelaandersonfoundation.org).

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