Le fantasie erotiche delle donne sono sempre più hot, ma è meglio raccontarle o tenerle per sé?

Sono diventate fantasie sempre più esplicite, avventurose ed estreme: dirle al partner o provare a realizzarle davvero non è consigliabile, come spiegano gli esperti

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Zoran Nayagam / Unsplash.com

Quante volte, dentro a un letto, avete giocato a immaginarvi qualcun’altra? Quante volte avete tenuto il corpo lì, e con la testa siete volate in un altrove tutto vostro, libero, immorale, onnipotente, dove avete proiettato scene hard, conversazioni oscene, incastri fisici indicibili? Senza le fantasie erotiche, dice chi studia il comportamento sessuale, uomini e donne si condannerebbero a rapporti svogliati e a letti sciatti. Spiegano, sempre gli esperti, che le donne hanno oggi compiuto un salto di immaginazione e che hanno fantasie su situazioni strong, mentre gli uomini scoprono le narrazioni erotiche addolcite dalle emozioni: si tratta, in effetti, di una sorpresa, scrive l’esperto americano Justin J. Lehmiller nel suo nuovo libro dedicato, appunto, alle fantasie: Tell me what you want. The science of sexual desire and how it can help you improve your sex life.

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Mickael Gresset / Unsplash.com

Prima di scriverlo, ha voluto sapere a cosa pensassero gli americani per eccitarsi e perciò ha diffuso in rete un questionario, a cui hanno risposto in 4.000. Quando ha chiesto loro se attivassero mai fantasie sessuali in cui fossero presenti dei bisogni emotivi – per esempio quello di sentirsi rassicurati o emotivamente connessi con il partner – la maggioranza degli uomini ha detto sì, che capita che lo facciano. In realtà, nel teatro delle fantasie di maschi e femmine vanno in scena, sempre e più, mondi sconci e trasgressivi. Mondi che di norma ciascuno tiene per sé, da trasformare in propellente per la propria eccitazione. «Io riscontro che oggi le donne hanno fantasie molto più attive ed esplicite che in passato», aggiunge Roberta Giommi, che dirige l’Istituto internazionale di sessuologia di Firenze e ha una lunga esperienza di ascolto dei pazienti. «E comunque, posso assicurare che la maggior parte delle fantasie, sia degli uomini sia delle donne, non comprende la persona con cui fanno l’amore. Per questo dico che, in una coppia, l’argomento fantasie è delicatissimo, è materiale esplosivo da maneggiare con molta cura».

Quindi andrebbero custodite nel forziere privato dell’immaginazione? O non andrebbero, invece, rivelate all’altra metà del letto? Magari anche liberate dai cancelli della mente e realizzate insieme, fantasie sinergiche che si fanno carne già nell’attimo in cui vengono pensate? La professoressa Giommi ripesca apposta Nancy Friday, la mitica scrittrice americana che, negli anni 70, scrisse il primo saggio sulle fantasie sessuali viste dalla parte delle donne. «La Friday citava il caso di una donna che rivelò al marito il suo sogno a occhi aperti, ovvero immaginava di trovarsi allo stadio e, in mezzo a tutta quella folla, di essere presa da dietro da uno sconosciuto. Il risultato fu che il marito la lasciò. Sono passati ormai cinquant’anni, ma il nocciolo non cambia: rivelare al partner che cosa si pensa per eccitarsi, bisogna ammetterlo, è una responsabilità».

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Brooke Winters / Unsplash.com

Anche perché, a sentire chi le conosce bene, le fantasie femminili sono esplicite, perverse, estreme. Esattamente come quelle degli uomini. «Semplicemente le donne non le ammettono perché non vogliono essere giudicate. Ma sul web, protette dal nickname, gettano la maschera», rivela Barbara Costa, la giornalista che ha scritto lo spudorato saggio Pornage, viaggio nei segreti e nelle ossessioni del sesso contemporaneo (Il Saggiatore). «Perché il web non giudica, anzi, toglie la vergogna e ogni supposta anormalità, giacché in rete si troverà sempre qualcuna con fantasie più forti delle proprie. Per questo, tutto – persino confidare di eccitarsi immaginando che la propria pelle sia percorsa e accarezzata da insetti, o di masturbarsi sognando penetrazioni violente e multiple – sul web acquista legittimità.

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Su Internet vanno poi fortissimo i video di Rocco Siffredi. Perché Rocco è un archetipo-principe delle fantasie femminili, non scatenate dalle sue generose misure intime, assolutamente no, ma dal fatto che Rocco nei porno intriga le donne seducendone il cervello. Le manda in estasi con il modo in cui le guarda, ne prende il corpo, le rende protagoniste non del suo, ma del loro piacere. Rocco dà vita alle fantasie di un esercito di donne che non lo ammetteranno mai a viso aperto, ma che lo adorano per la mascolinità decisa, la sua crudele signorilità.

Poi, certo, ci sono anche coppie che trovano il proprio equilibrio sessuale rivelandosi quello che mentalmente costruiscono: lo usano come preliminare. Coppie che si eccitano raccontandosi le esperienze sessuali passate, estranee a ogni gelosia. E coppie che trasformano il pensiero onirico in azione con fruste, sesso di gruppo, incontri lesbici. Ci sono poi donne che, per concretizzare le proprie fantasie o quelle del partner in sesso reale, si regalano un uomo-escort, cosa molto più diffusa di quanto si pensi. Le donne sono cambiate: i vecchi sogni sull’amore e il sesso non bastano più.

«Certamente alcune narrazioni restano dei classici: per esempio, lui che racconta a lei di immaginarla mentre cucina in grembiulino e tacchi, lei che raccoglie la fantasia e la arricchisce di nuovi spunti», aggiunge Alberto Caputo, psicoterapeuta, sessuologo, presidente dell’Istituto di evoluzione sessuale di Milano e autore, insieme alla moglie, anche lei sessuologa, del divertente manuale Tienilo stretto, segreti per donne irresistibili (Mondadori). «Eccitarsi reciprocamente condividendo le fantasie e costruendone di nuove insieme è tipico di coppie evolute, in cui i due sono entrambi maturi, capaci cioè di attivare tre elementi fondamentali: la reciprocità, l’empatia e l’intimità, e questo vale sia nella relazione di una vita sia nell’incontro di una notte. Sono coppie, queste, che si possono permettere anche di rivelarsi che stanno pensando a un altro e sanno trarre, da questo, grande eccitazione, senza sentirsi offesi o degradati.

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Erik Lucatero / Unsplash.com

Del resto, se c’è un problema sessuale che ormai hanno tutti, uomini e donne, questo è l’assenza di desiderio. Una bramosia che è svaporata dietro a Viagra e affini, che hanno trasformato il sesso dei maschi in un’operazione meccanica, e ancor di più dietro alla pornografia gratuita, quella a gettone, quella che tutti noi possiamo attivare all’istante sul cellulare, appena ci viene la voglia. L’opzione della gratificazione immediata ha estinto l’attesa. Morale: dobbiamo assolutamente tenere in vita le fantasie, che sono il nutrimento del desiderio. Infatti, cosa ci permette di “andare verso le stelle” – è questo il significato etimologico di desiderare – se non la fantasia di farlo?».

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