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Masturbazione maschile: miti e leggende sull'autoerotismo

Masturbazione maschile, quanti miti e leggende conosci che la riguardano? Scopri con noi le storie, le verità e i falsi miti intorno all'autoerotismo maschile

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Sapete qual è, probabilmente, la sciocchezza più grande raccontata in campo medico? Questa: «Masturbarsi fa diventare ciechi». L'espressione, con tanto di monito severo e prove scientifiche a riguardo, era contenuta in un trattato medico del 1712 e ha assunto nei secoli fama universale. 

Ovviamente nel trattato si alludeva soltanto alla masturbazione maschile: a quei tempi non si pensava lontanamente che anche le donne potessero ricercare il piacere da sole, nella propria intimità

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Inutile aggiungere che masturbarsi non rende ciechi. Che anche le donne si masturbano e che non c'è assolutamente nulla di sbagliato in questo. E che tutti i miti, le leggende, i cattivi giudizi che accompagnano l'autoerotismo non hanno nulla di veritiero. 

La masturbazione, anzi, oggi è considerata una pratica normale, addirittura necessaria allo sviluppo di ogni individuo. Di più: uno strumento indispensabile alla conoscenza del proprio corpo, a una corretta maturazione e realizzazione sessuale. Eppure, tabù e pregiudizi resistono. Il principale, appunto, è quello che masturbarsi provochi nei ragazzi cecità, mani pelose, calvizie, acne, caduta di denti e persino il cancro. Niente di più falso. In primis perché il 99% degli esseri umani di sesso maschile dovrebbe essere cieco, sdentato o stempiato (ed evidentemente non è vero, come possiamo constatare ogni giorno), ma soprattutto perché non c'è alcuna relazione tra questi fenomeni e l'autoerotismo maschile

La masturbazione, anzi, può offrire riparo contro lo stress, ridurre l'emicrania e rappresentare una sorta di sfogo alle difficoltà quotidiane. Inoltre, diminuisce il rischio di tumore alla prostata. Certo, non è che debba diventare l'attività principale della giornata, ma – e qui va sfatato un altro mito – non fa male neppure se praticata con grande frequenza.

Masturbarsi più volte nel corso della settimana non influisce sulla libido e non provoca disfunzioni erettili o eiaculazione precoce, allo stesso modo di come non fa male avere rapporti sessuali con la propria partner. Questo è il motivo, inoltre, che spiega perché la masturbazione non influisca sulla conta degli spermatozoi

Negli uomini lo sperma viene rigenerato di continuo, limitare l'autoerotismo può essere consigliato soltanto nei periodi di ovulazione della partner per quegli individui che hanno già una conta di spermatozoi non elevata e che vogliono mettere al mondo un figlio. Per il resto, non c'è alcun bisogno o dovere di limitarsi. 

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Altro mito da sfatare: si masturba solo chi non ha una compagna. Cercare il piacere da soli è invece complementare, non sostituisce il piacere da vivere e da ricercare in coppia. Masturbarsi è un'alternativa, non una sostituzione. Ecco perché potrebbe essere anche un'esperienza intrigante e piacevole da vivere in due, in armonia con la propria partner. Ma c'è un altro tabù: quello secondo cui la masturbazione favorisce le malattie. Anche in questo caso, si tratta di una leggenda metropolitana e neppure troppo originale. A rigor di logica, l'autoerotismo è la forma di piacere più sicura di tutte proprio perché non coinvolge altre persone, a patto ovviamente di rispettare le più elementari norme igieniche come lavarsi le mani ed evitare pratiche estreme

Tra tanti miti negativi, ce n'è pure qualcuno positivo da smentire. Masturbarsi non fa crescere il pene, argomento a cui molti maschietti sono oltremodo sensibili. Non c'è relazione, infatti, tra le misure dei genitali e il numero di volte con cui vengono stimolati. Il ragionamento, ovviamente, vale per l'autoerotismo ma anche per i normali rapporti sessuali con una o più partner: non è detto che stimolare l'organo del piacere in continuazione porti a un aumento delle dimensioni dello stesso, anzi è una bufala bella e buona, anche se a qualcuno piace crederlo.  

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