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Se il dottore costa troppo per 12 milioni di italiani a dare una mano c'è Emergency

Il 7 aprile è la Giornata mondiale della salute e 12 milioni di italiani non hanno soldi per curarsi: anche per questo il Progetto politruck Italia offre in diverse città italiane cure di base gratuite e farmaci a chi ne ha bisogno

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Courtesy Emergency

Il camion rosso splende sotto il sole della primavera milanese. Sopra, la scritta Emergency in bianco e una frase della Dichiarazione universale dei diritti umani che dice:

«Ogni individuo ha diritto alle cure mediche e ai servizi sociali necessari».

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Non vederlo è praticamente impossibile, non chiedersi che cosa ci faccia un ambulatorio di Emergency a due passi dal centro di Milano, invece che in mezzo a qualche guerra, pure. La risposta è nella scritta sulla fiancata e nella distanza che separa la bellezza dei propositi dalla capacità di applicarli. Emergency è qui perché, anche in una grande città italiana che sta per celebrare la Giornata mondiale della salute (il 7 aprile), potersi curare non è scontato.

Courtesy Emergency

Oggi, in un'ora e mezza sono arrivate qui già 14 persone. «Di solito visitiamo 30-35 pazienti al giorno. Ma dipende dal giorno e dalla zona in cui ci fermiamo», mi spiega Alice Piazza, mediatrice culturale e referente del Progetto politruck Italia che offre in diverse città italiane cure di base gratuite e farmaci a chi è in stato di necessità.

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«In media, qui a Milano, visitiamo 450 persone ogni mese: migranti di passaggio alla Stazione centrale, ma anche stranieri con regolare permesso di soggiorno che avrebbero diritto ad accedere al Servizio sanitario nazionale e rinunciano perché non parlano la nostra lingua, perché si perdono nella burocrazia o perché a casa loro questa possibilità non ce l'hanno e non immaginano che qui invece ci sia. E poi ci sono gli italiani». Spesso, spiega, persone partite bene e finite in strada, stritolate dalle difficoltà economiche.

Courtesy Emergency

«Senza residenza, per esempio, non si può accedere al medico di base: noi forniamo le prime cure e aiutiamo queste persone a iscriversi nel registro dei senza fissa dimora che permette anche di accedere ai servizi sociali, tra cui quelli sanitari. Qui a Milano ci limitiamo alle cure di base. Al poliambulatorio di Marghera vicino a Venezia, invece, offriamo anche visite specialistiche pediatriche e ginecologiche, cure odontoiatriche e oculistiche, e infermieri per iniezioni e terapie specifiche. Lì gli italiani in sala sono tanti». Gli stessi fotografati dal rapporto 2016 sulla povertà sanitaria (cresciuta dell'8,3 per cento in un solo anno): 12 milioni di persone che hanno dovuto limitare gli esami e le visite perché non hanno abbastanza soldi per curarsi.

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