Olimpiadi 2016, storie di atleti che hanno vinto contro la malattia

Da Rio, oltre alle imprese sportive, arrivano anche storie incredibili di uomini e donne che hanno combattuto e vinto contro mali gravissimi: dal nostro Daniele Lupo al tuffatore Chris Mears e altri ancora

Daniele Lupo
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Daniele Lupo ce l'ha fatta: non solo ha sconfitto il tumore che gli era stato diagnosticato nel 2015 mentre si stava preparando ai Mondiali, ma oggi è anche medaglia d'argento alle Olimpiadi 2016, insieme al compagno e amico Paolo Nicolai, nel beach volley. Ecco chi sono gli altri atleti di queste Olimpiadi 2016 che, come lui, sono tornati a gareggiare dopo aver vinto la battaglia più importante, quella contro la malattia.

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1 Daniele Lupo
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25 anni, nato a Fregane, Daniele Lupo è insieme a Paolo Nicolai medaglia d'argento nel beach volley. Solo un anno fa è stato operato d'urgenza per un tumore, a pochi giorni dal ritiro durante il quale avrebbe dovuto prepararsi ai mondiali. Daniele, però, quel match contro la malattia l'ha chiuso quasi subito: niente metastasi, niente chemioterapia, solo tanta voglia di tornare a gareggiare sulla sabbia. Oggi il trionfo definitivo, con il bacio alla medaglia olimpica.

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2 Chris Mears
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Il tuffatore 23enne britannico Chris Mears (a destra nella foto) è il davvero il ragazzo delle imprese epiche di questi giochi olimpici. Sportivamente parlando, infatti, il suo oro dai 3 metri insieme a Jack Laugher è qualcosa di storico, visto che mai prima di loro la Gran Bretagna aveva conquistato il gradino più alto del podio. Ma ancora più incredibile è la sua storia personale, che nel gennaio del 2009 all'età di 16 anni lo aveva visto contrarre il virus di Epstein-Barr, lo stesso responsabile della mononucleosi e di alcuni tipi di linfoma. Il virus gli aveva causato la rottura della milza: ricoverato in ospedale, aveva perso moltissimo sangue ed era entrato in coma. I medici gli avevano dato il 5% di possibilità di sopravvivenza. Guardatelo oggi.

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3 Lawrence Brittain
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Questo 25enne sudafricano (a sinistra nella foto), che oggi ha vinto la medaglia d'argento nel canottaggio insieme a Shaun Keeling, due anni fa ha scoperta di aver contratto il linfoma di Hodgkin, il cancro ai linfonodi. Per lui sono stati necessari sei cicli di chemioterapia, che l'atleta ha voluto raccontare ai fan su Twitter per condividere l'enorme difficoltà: «È stato molto peggio di quanto pensassi.- ha scritto a fine cura - Le prime due settimane dopo il trattamento sei completamente a pezzi. È come avere un gigantesco hangover». Ora però il male è alle spalle e lui si gode la realizzazione del sogno che cullava da quando aveva 13 anni.

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4 Kathleen Baker
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Kathleen Baker ha solo 19 anni ed è già una straordinaria campionessa di nuoto. Solo in queste Olimpiadi 2016 ha vinto l'argento nei 100 metri dorso e l'oro nella staffetta 4X100 mista insieme allo squadrone americano. Kathleen ha fatto tutto ciò pur convivendo con il morbo di Chron, una rara malattia autoimmune e che si manifesta con un'infiammazione cronica dell'intestino e può colpire qualsiasi parte del tratto gastrointestinale. Provoca diarrea, vomito, stanchezza. Non una robetta, insomma, ma lei non si è fatta piegare: «Ci sono state volte in cui ho pensato di non farcela. Ma poi mi dicevo: "Starò meglio e nuoterò bene'". Un desiderio che si è avverato, nel miglior modo possibile».

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5 Inge Dekker
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La 31enne campionessa olandese di nuoto, tra le più forti al mondo, ha sconvolto tutti annunciando questo febbraio che le era stato diagnosticato un tumore alla cervice uterina. Dekker, però, aveva detto da subito che avrebbe lottato con tutte le sue forze per sconfiggere la malattia e volare a Rio per gareggiare. E così è stato: superata l'operazione, il recupero e il sofferto mese fuori dall'acqua, la campionessa con 54 medaglie nel curriculum, si è qualificata per i giochi olimpici.

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6 Valentina Truppa
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E poi c'è la storia della nostra amazzone Valentina Truppa che poco più di un anno fa andò in coma dopo una bruttissima caduta da cavallo. Valentina si è, però, ripresa ed è subito tornata ad allenarsi insieme al suo cavallo da 15 anni Chablis. Due giorni prima della gara di dressage anche Chablis si è infortunato, riprendendosi però velocemente. A fine competizione le lacrime, l'abbraccio al cavallo e un messaggio su Facebook: «Grazie per i risultati dati a me e all'Italia in questi anni. Sarai il mio eroe sempre!».

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