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Lo stress può provocare il cancro?

Gli studi scientifici fugano ogni dubbio: lo stress non provoca il cancro, ma può purtroppo peggiorare lo stato di salute di un malato di tumore

stress cancro legame
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È il male del nuovo millennio, al punto che gli scienziati si sono posti la domanda: lo stress provoca il cancro? La risposta definitiva, data dalla Fondazione Veronesi, è: no, però favorisce comportamenti non salutari e può incidere negativamente sulla salute di un malato di cancro. Le ricerche sul tema hanno chiarito tutti i dubbi sul legame tra stress e tumore, escludendo che possa esistere un collegamento tra esposizione continua a situazioni di stress e la diagnosi della malattia. Ma, seppure poche e di scarsa qualità, le stesse ricerche hanno rilevato dei dati interessanti a riguardo: è stato dimostrato che l'adrenalina, uno degli ormoni prodotti dall'organismo in situazioni di stress, promuove l'angiogenesi , ovvero lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni che rendono possibile la crescita del tumore e la diffusione di metastasi.

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In altre parole, per chi è già affetto da tumore, lo stress cronico può essere deleterio, anche perché è corresponsabile di molti comportamenti poco salutari quali l'abuso di fumo, di alcol e di junk food. Ma cosa significa soffrire di stress cronico? Si intendono le situazioni di stress costante, che si manifestano quando i livelli di adrenalina e noradrenalina rilasciati dall'organismo sono costantemente elevati, al punto che gli ormoni in circolazione sono alterati, la pressione arteriosa è spesso alta e insorgono disturbi come ansia, depressione, problemi gastrointestinali e persino infertilità.

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Se poi si considera che la malattia in sé è già una fonte primaria di stress sia per il paziente che per i familiari che gli stanno vicino, diventa difficile capire come venire a capo di questo circolo vizioso. È qui che entrano in gioco gli studi sulla qualità della vita del malato. I dati in questo caso sono scientifici e dimostrano quanto sia importante per i malati di cancro la psicoterapia: discipline come lo yoga, la meditazione e il training autogeno sono coadiuvanti del benessere fisico e psicologico del malato. Anche la mindfulness aiuta a gestire lo stress della malattia e a ridurre i livelli di cortisolo (l'ormone dello stress) nel sangue, così come attività di socializzazione e creative quali la pittura, il canto e il cucito.

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