Fertilità e orologio biologico, la crisi del maschio colpisce anche gli spermatozoi

Gli andrologi confermano: complice uno stile di vita poco sano, l'inquinamento e la tendenza a dribblare i controlli medici, negli ultimi anni la qualità dello sperma è cambiata in peggio

Fertilità maschile
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Stagioni perse a commentare il modo di abbigliarsi o di radersi dei nuovi maschi, a disquisire di metrosexual e normcore, e poi la questione, quella vera, era tutta là dentro. Lo sperma è in pericolo. Un allarme lanciato dalle più autorevoli università e centri di ricerca di tutto il mondo, che avvertono: la concentrazione di sperma (quantità per millilitro) sta diminuendo, il numero degli spermatozoi è in irrefrenabile discesa. Lo dimostrano i dati della meta analisi condotta dal 1973 al 2011 su più di 43.000 uomini dalla scuola di medicina di Icahn e di Hadassah-Braun presso l'Università di Gerusalemme, secondo i quali, nei maschi occidentali, la concentrazione ha avuto un calo complessivo del 52,4 per cento, e il numero totale di spermatozoi del 59,3 (è passato negli ultimi 40 anni da 99 milioni per millilitro a 47,1). Lo specifico italico non va meglio. Secondo la Società italiana di andrologia, gli italiani ipofertili, ovvero con un numero di spermatozoi al di sotto dei 15 milioni e una motilità inferiore al 40 per cento, sarebbero circa 2 milioni. Mentre, già a 18 anni, il 25-30 per cento della popolazione maschile presenterebbe patologie che potrebbero condizionare la fertilità futura. Ma quali sono le cause? E cosa si può fare per aiutare lui nella prevenzione?

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Woody Allen nella famosa scena degli spermatozoi nel film Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere (1972).
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Fertilità maschile: l'importanza del check up

«Purtroppo i maschi, per motivazioni prevalentemente socioculturali, spesso sfuggono ai controlli medici finché non emerge una patologia manifesta. Al punto che fino a un terzo dei tardo-adolescenti e giovani adulti (17-22 anni) presenta un problema di interesse andrologico», afferma Bernardo Rocco, professore di urologia dell'Università di Modena e Reggio Emilia e membro del Comitato scientifico della Fondazione Umberto Veronesi. «Eppure, molte cause di subfertilità sarebbero già identificabili nell'adolescenza: mancata o tardiva discesa dei testicoli, che possono rimanere migranti, varicocele, cioè la dilatazione delle vene dei testicoli, infezioni e infiammazioni trascurate». Sta di fatto che, quando si tratta di testare la propria capacità riproduttiva, il danno è fatto. E nonostante sia sempre la donna a sottoporsi a un numero maggiore di test, nelle coppie infertili la causa è, per almeno il 40 per cento, maschile.

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Fertilità e orologi biologici da sincronizzare

Quando, però, ci si comincia a chiedere i motivi del deterioramento della qualità del seme, le spiegazioni non sono così semplici: «Le indagini sul decadimento seminale sono relativamente recenti», spiega il dottor Luciano Negri, andrologo del Fertility Center di Humanitas. «L'unica vera certezza è che negli ultimi trent'anni anni è successo qualcosa all'apparato riproduttivo maschile: sono aumentati i tumori al testicolo (e si stima che in Italia possano crescere ancora di più entro il 2025), i casi di criptorchidismo (la mancata discesa dei testicoli alla nascita) e di ipospadia (il meato uretrale che si trova non all'apice del glande, ma più in basso). Si tratta di patologie associate a una scarsa fertilità e causate da fattori genetici, ma anche da elementi ambientali che danneggiano il testicolo e agiscono sulla produzione degli spermatozoi.Per esempio, è recente la notizia dell'inquinamento della falda acquifera di Vicenza con sostanze chimiche industriali, i cui effetti sulla fertilità si vedranno nei prossimi decenni», continua Negri.

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Oltre i 40 anni il deterioramento qualitativo del seme giustifica un maggior tasso di aborti, indipendente dall'età della donna

Al fattore inquinamento vanno poi aggiunti l'eccesso di grassi nella dieta e il fumo. Ma anche le abitudini sessuali e i costumi sociali influenzerebbero la fertilità e, quindi, la sua valutazione. Mettersi alla prova a 20 o 25 anni, come succedeva decenni fa, invece che a 35 o 40 non è, infatti, la stessa cosa. «Paradossalmente, oggi si cerca un figlio in un momento della vita dove la pulsione sessuale sembra meno vivace. Da una nostra ricerca su 2.415 coppie, emerge che un terzo di esse ha meno di sei rapporti al mese e un altro terzo ne ha sette o otto. Pochi tengono conto, poi, che l'orologio biologico esiste anche per il maschio: oltre i 40 anni, il deterioramento qualitativo del seme giustifica un maggior tasso di abortività, indipendente dall'età femminile», conclude Negri. Il risultato è, bisogna dirlo, la crescita di un vero e proprio business dell'infertilità. Il cui valore, secondo quanto riportato dal settimanale Newsweek, entro il 2020 salirà a 21 miliardi di dollari.

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Fertilità e stile di vita: la prevenzione mediterranea

In Italia, per esempio, una delle nazioni europee dove si inizia più tardi a "cercare figli", i centri per la procreazione medica assistita sono 369, di cui 225 privati, 122 pubblici e 22 convenzionati. E il numero di coppie trattate è in aumento (più di 70.000 nel 2014 secondo l'Istituto superiore di sanità). Eppure 8.000 di queste potrebbero evitare le cure, con un risparmio di 150 milioni di euro (dati Sia). Ancora una volta, quindi, prevenire sarebbe meglio che curare. «Tutti i giovani, dai 18 anni, dovrebbero fare una visita andrologica per stimare il volume dei testicoli e per escludere disturbi come varicocele, ernie inguinali, fimosi, incurvamenti del pene, infezioni occulte, tumori testicolari, anomalo sviluppo delle mammelle e scarsa androgenizzazione.

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La fertilità dipenda anche dallo stile di vita, dall'abuso di fumo, alcol, droghe, e da sedentarietà e dieta scorretta

Ma si potrebbe anche informare gli interessati delle possibili ripercussioni future e tutelarli proponendo di crioconservare gli spermatozoi», conclude Negri. Spiegando loro, inoltre, di come la fertilità dipenda anche dallo stile di vita, dall'abuso di fumo, alcol, droghe, e da sedentarietà e dieta scorretta. A questo proposito, la stessa Società di andrologia ha indicato nella dieta mediterranea l'alimentazione giusta per migliorare la qualità degli spermatozoi fino al 95 per cento: ortaggi a foglia verde ricchi di vitamina C e A e di acido folico per produrre spermatozoi sani; agrumi e pomodori, che contengono licopene, per aumentarne la motilità; pesce azzurro (e acidi grassi omega3) per la qualità del seme; uova, fagioli, latticini scremati, frutta secca e altri alimenti ricchi di zinco per evitarne l'agglutinazione... Insomma, cari maschi, anche per voi è arrivato il momento di preoccuparvi della vostra salute. 

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Fertilità e controlli: andrologi con il "bollino blu"

Lo stile di vita è importante, ma il primo passo per scongiurare l'infertilità è puntare sulla prevenzione. Questa, però, è una parola poco gradita al genere maschile che, per abitudini culturali, si sottopone malvolentieri ai controlli di routine. A questo proposito, la Società italiana di andrologia ha attivato sul proprio sito web (andrologiaitaliana.it) una mappa di andrologi con il "bollino blu" ai quali potersi rivolgere per discutere di ogni difficoltà. La Fondazione Umberto Veronesi, invece, ha avviato il progetto SAM - Salute al maschile, per informare su come prevenire tutte le patologie, purtroppo in aumento, che si potrebbero evitare intervenendo in modo tempestivo. E anche per sostenere la ricerca scientifica nel campo dei tumori prettamente maschili.

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