Oli essenziali ovvero: il rimedio naturale top per combattere i batteri che resistono agli antibiotici

Nuove ricerche puntano sugli oli essenziali estratti dalle piante per curare le infezioni resistenti agli antibiotici: soluzioni efficaci che tutti possiamo utilizzare

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Hans Vivek / Unsplash.com

Il ritorno di una minaccia che sembrava consegnata per sempre al passato: batteri, anzi, "superbatteri" in grado di resistere a quasi tutti gli antibiotici. Si tratta di un'emergenza di salute pubblica globale, che ha spinto l'Organizzazione mondiale della sanità e l'Assemblea generale dell'Onu a scendere in campo con documenti ad hoc. Negli ultimi anni gli antibiotici, usati troppo e male, hanno perso in parte la loro efficacia contro le infezioni perché molti batteri hanno imparato a "schivarli". Risultato: solo in Italia si contano ben 500.000 casi di infezioni antibiotico resistenti. E 700.000 morti in tutto il mondo. Molti ricercatori sono già impegnati su questo fronte. Tra loro c'è il biologo marocchino Adnane Remmal, che ha sviluppato un farmaco in grado di potenziare gli antibiotici sfruttando le proprietà mediche delle piante. In particolare quelle degli oli essenziali, che i vegetali usano come arma di difesa. Il farmaco, in fase di sperimentazione clinica, ha valso al suo inventore la vittoria dell'European Inventor Award 2017.

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Potenza verde

Possiamo paragonare ogni batterio a una porta chiusa. «Gli antibiotici funzionano come delle chiavi: quando aprono la porta, il batterio muore», spiega il dottor Remmal. «Ma se una mutazione cambia la forma della serratura, la chiave non riesce più ad aprire la porta». È uno dei meccanismi dell'antibiotico resistenza. Il farmaco innovativo messo a punto dal dottor Remmal dal 2014, funziona come una "chiave pass partout", ovvero riesce a essere efficace anche contro alcuni batteri resistenti, perché abbina la forza di antibiotici come pennicillina e cefalosporine alle proprietà antimicrobiche degli oli essenziali. In attesa del farmaco innovativo possiamo già beneficiare della forza degli oli essenziali, soprattutto in questa stagione, per contrastare raffreddori e sindromi parainfluenzali, ma anche contro molti altri disturbi. «L'uso delle essenze aromatiche va sotto il nome di aromaterapia», spiega Daniela Giachetti, presidente della Società italiana di fitoterapia e docente all'Università di Siena. «Questa medicina utilizza le sostanze che le piante producono per difendersi da attacchi di microbi, funghi, e insetti dannosi. Sono complessi ricchi di molecole e molto concentrati».

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L'aromaterapia viene utilizzata proprio per la sua attività antisettica. Per scegliere l'olio essenziale ottimale contro l'infezione si usa il metodo dell'aromatogramma: dopo aver isolato un campione di secrezioni o di sangue del paziente con colonie di batteri, lo si fa entrare in contatto con vari oli essenziali, fino a individuare quello che inibisce la moltiplicazione dei germi, ovvero il più indicato per la terapia. «Proprio in virtù della loro potenza, gli oli essenziali vanno utilizzati sempre attenendosi alle prescrizioni di un esperto, medico o farmacista», spiega la professoressa Daniela Giachetti. «Possono essere irritanti o addirittura tossici, e avere interazioni con altre sostanze e altri farmaci, oltre a essere controindicati in alcune patologie (renali, epatiche),richiedendo particolari cautele in gravidanza e allattamento».

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Aromi che risanano

«Ogni olio essenziale ha proprietà specifiche, ma quella antisettica e antifettiva è pressoché universale», spiega Marco Valussi, esperto in fitoterapia, membro della Società italiana per la ricerca sugli oli essenziali e autore del libro Il grande manuale dell'aromaterapia (Tecniche Nuove). «In alcuni è molto spiccata: i più potenti sono timo, origano e santoreggia, che però hanno anche effetto irritante e, quindi, vanno usati con parsimonia. Più light sono gli oli di tea tree, lavanda, geranio, maggiorana e menta piperita». Come vanno assunti per essere efficaci? «Il modo più semplice è disperderli nell'aria e respirarli: oli essenziali che contengono eucaliptolo (come rosmarino, alloro, mirto, eucalipto) o mentolo (menta piperita) possono agire dove serve, per esempio nei polmoni nel caso di malattie da raffreddamento. Se occorre anche un'azione antisettica, per esempio in caso di bronchite, si possono aggiungere tea tree oil, lavanda, geranio o, in dosi molto ridotte, timo o santoreggia». Gli oli si possono respirare tramite diffusori, nebulizzatori o con l'antico metodo dei suffumigi: «Per evitare irritazioni a occhi e mucose, conviene limitarsi a quattro suffumigi al giorno con cinque gocce di olio essenziale». È una via di somministrazione molto potente: «Circa il 50 per cento degli oli essenziali inalati arriva nel sangue, con effetto su tutto l'organismo».

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Efficacia provata

Altra via di somministrazione, più delicata, è quella cutanea: «Si usa per malattie della pelle come le micosi (tea tree oil, basilico, geranio e lavanda), ma anche infezioni batteriche come acne e impetigine. La terapia naturale può accompagnarsi a quella a base di antibiotici orali per contrastare ceppi di batteri resistenti, come Stafilococco aureo o Escherichia coli. Il tea tree, per la sua attività repellente, è utile per prevenire i pidocchi: basta aggiungerne poche gocce a shampoo o balsamo dei bambini». Infine, gli oli essenziali si possono assumere per bocca, ma è la modalità che richiede cautele maggiori: «L'assorbimento può arrivare fino al 100 per cento. E le dosi devono essere prescritte da un esperto. Esempi? Contro gli spasmi intestinali si può sfruttare l'effetto calmante dell'olio di menta piperita (anche in capsule predosate), da sola o abbinata a Carum carvi, indicato per dispesia e sindrome dell'intestino irritabile. Invece, zenzero, camomilla e menta piperita combattono la nausea». Gli oli essenziali sono utili, poi, per la loro attività sedativa e rilassante: «La lavanda, per esempio, è stata studiata clinicamente contro ansia, tensione nervosa e insonnia».

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Istruzioni per l'uso

Come si assumono gli oli essenziali? Per bocca non vanno mai usati puri: è consigliabile chiedere al farmacista di prepararli nella diluizione corretta, da assumere poi in gocce, eventualmente disciolte su una zolletta di zucchero, come da prescrizione del medico. Dosaggi più alti si possono diluire in un infuso. Per i suffumigi, basta versare da una a cinque gocce in un recipiente con acqua bollente. Per profumare gli ambienti si possono utilizzare gli appositi diffusori di aromi con 5-10 gocce di olio essenziale. Per esempio, 5 gocce di eucalipto sono un ottimo antitosse, anche in caso di bronchite. Le irrigazioni vaginali contro la candida si preparano con quattro gocce di lavanda o di tea tree diluiti in mezzo litro d'acqua di rose. Contro l'untuosità dei capelli basta aggiungere 15 gocce di olio di lavanda in 100 ml di shampoo neutro. Per un bagno rilassante: 10 gocce dell'olio preferito mescolato a un po' di latte o miele.

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