Sciare fuori pista è bellissimo, basta che sia sicuro: i consigli di una freerider doc

Giulia Monego, atleta e futura guida alpina, ci spiega come iniziare a fare freeride e quali sono le regole da rispettare per divertirsi in sicurezza

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Klaus Polzer

Giulia Monego scia da sempre, è stata un'atleta professionista e ora sta anche per diventare guida alpina: il freeride è la sua passione, quindi nessuno meglio di lei può spiegarci come sciare fuori pista in sicurezza.

Giulia Monego.
Courtesy photo
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Quest'anno Giulia ha anche partecipato per la prima volta a Click on the mountain 2018, il contest di video e foto dedicato al freeride che si svolge a Courmayeur ed è arrivato alla decima edizione. In gara c'erano 4 team composti da un video maker, un fotografo e 2 riders e quello di Giulia era l'unico con due donne: lei e la freeskier canadese Sophie Lechasseur. La loro foto qui sotto, di Klaus Polzer (come le altre immagini di questo articolo), ha conquistato il premio come Miglior foto.

Klaus Polzer

Ecco invece il video per Instagram realizzato da Flo Albert.

Giulia, ci racconti come ti sei avvicinata al freeride?

Sono nata a Venezia, ma a 13 anni mi sono trasferita a Cortina: ho iniziato a sciare a 3 anni e mezzo e ho fatto gare di sci alpino fino all'età di 20 anni, poi nel 2002 sono diventata maestra di sci e mi sono trasferita in Svizzera, a Verbier. Qui ho scoperto il freeride, che in quegli anni in Italia quasi non esisteva. Un mondo del tutto nuovo che mi ha presto conquistato: per qualche anno ho partecipato al circuito di gare internazionali, poi mi sono dedicata a spedizioni e montagne inesplorate, anche in posti che ho avuto la fortuna di frequentare grazie ai miei sponsor, come per esempio le montagne del nord dell'Alaska. Ora vivo a Chamonix e sto finendo gli ultimi esami per diventare guida alpina.

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Per te il freeride è solo sci o anche snowbord?

Io ho sempre fatto soltanto sci. C'è stato un periodo, negli anni 90, in cui lo sci era un po' stagnante e i giovani che volevano iniziare si davano tutti allo snowbord. In Italia arriviamo sempre un po' in ritardo nelle tendenze rispetto agli Stati Uniti o ad altri Paesi europei, ma a partire dal 2000 c'è stata una rivoluzione nei materiali: sono nati gli sci più larghi che permettono di sciare nella neve fresca e "galleggiare" come con lo snowbord. Con questi sci si può andare veloci, fare curve più larghe: insomma, sciare fuori pista in un modo del tutto nuovo, e questo ha incominciato ad attrarre i ragazzi e le ragazze, tanto che ora lo snowbord è diventato molto meno popolare.

Giulia Monego sulle montagne di Courmayeur Mont Blanc.
Klaus Polzer

Come è cambiato il freeride rispetto al passato?

Un tempo c'era lo sci alpinismo che si praticava soprattutto in primavera, quando la neve era stabile, con le classiche gite. Oggi, e anche in questo caso è stata decisiva l'evoluzione dei materiali, si può fare sci alpinismo un po' alla maniera del freeride: potendo scegliersi il proprio set up di sci, attacchi e scarponi, sciando super veloci e riuscendo ad affrontare pareti un tempo impensabili, come hanno cominciato a fare prima alcuni atleti e poi anche gli entusiasti di questo sport.

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Giulia Monego e Sophie Lechasseur.
Klaus Polzer

Per chi vuole iniziare è meglio partire direttamente con il freeride o imparare prima a sciare in pista?

Una base di sci in pista è necessaria, ma non è obbligatorio il percorso classico che si fa da bambini con lo sci club. Quello che è importante è la formazione sulla sicurezza, perché quando si scia fuori pista ci sono dei rischi che non si trovano normalmente in pista: non solo le valanghe, ma anche sassi, alberi e buche. Quindi bisogna avere sempre con sé l'attrezzatura per il primo soccorso in caso di valanghe e saperla usare: l'Artva (apparecchio di ricerca dei travolti in valanga), la pala e la sonda. Ma c'è anche tutta una parte di prevenzione, per evitare appunto che si verifichino delle valanghe: capire cioè quali sono le zone pericolose.

Dove si fanno questi corsi di formazione sulla sicurezza?

Alcune scuole di sci fanno dei corsi già per i bambini: stiamo parlando di maestri di sci che hanno seguito corsi specializzati per il fuori pista, se poi si vogliono fare gite di sci alpinismo andare accompagnati da una guida è la soluzione migliore, sia in termine di sicurezza che di conoscenza del territorio, per trovare la neve più bella. Il percorso formativo delle guide dura 5 anni ed è riconosciuto a livello internazionale: l'ente che si occupa di dare le certificazioni si chiama Uiagm (Unione internazionale associazioni guide alpine di montagna). Ci sono poi i corsi del Cai, più alla portata di tutti, ma non hanno gli stessi standard qualitativi delle guide. E infine ci sono le scuole di freestyle per i salti che si possono fare negli appositi snowpark.

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Giulia Monego e Sophie Lechasseur.
Klaus Polzer

Esistono dei posti per fare freeride in totale sicurezza?

In montagna il rischio zero non esiste. Ci sono però accorgimenti che ci aiutano, come il bollettino giornaliero sul rischio valanghe - a volte rilasciato anche due volte al giorno - che va sempre consultato perché dà indicazioni sull'evoluzione del manto nevoso. La neve infatti non è statica ma cambia in base a diversi fattori: la temperatura, il vento, l'esposizione, la quota e l'inclinazione del terreno. Poi ci sono zone più sicure perché più frequentate da sciatori: se qualcuno è già passato la neve è più battuta, un po' come avviene sulle piste. Bisogna infine tener conto delle condizioni ambientali e climatiche, cha cambiano di giorno in giorno, se non di ora in ora, e questo può essere valutato solo da chi ha esperienza: i maestri, le guide, i local o gli addetti alla sicurezza.

Ci sono però anche zone in cui è vietato fare fuori pista.

Alcune stazioni sciistiche italiane proibiscono il fuori pista, ma questo può rendere paradossalmente più pericoloso il contesto, perché se qualcuno decide di contravvenire il divieto, il rischio di provocare una valanga è maggiore, visto che la neve non è minimamente pressata. Di solito ci sono delle ordinanze dei sindaci che hanno una durata variabile. In Svizzera o in Francia invece molte stazioni permettono il fuori pista mettendo però prima in sicurezza i pendii potenzialmente pericolosi: provocano le slavine la mattina presto con appositivi dispositivi ad aria compressa, così poi l'area è bonificata. Anche in questo caso la prevenzione è fondamentale.

Giulia Monego.
Klaus Polzer

Quali sono i posti migliori per fare freeride in Italia?

La Valle d'Aosta è una delle regioni che dà più possibilità ai riders, con le zona del Monte Bianco a Courmayeur e del Monte Rosa, anche sul lato del Piemonte, ad Alagna, poiché dove ci sono alte montagne c'è spesso neve buona. Altri posti rinomati sono nelle Dolomiti, che però non sono ancora molto orientate al freeride.

Bisogna essere particolarmente allenati per fare freeride?

Ci vuole chiaramente una buona base sciistica, diciamo saper sciare con tranquillità nelle piste rosse e nere e con una tecnica adeguata. Ma la cosa difficile del fuori pista è che ci si può trovare di fronte qualunque tipo di neve: dura, morbida, con le gobbe, con la crosta o profondissima... Insomma, con il freeride non si finisce mai di imparare!

Klaus Polzer
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