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Mindfulness: come avere successo senza stress

Carriera e vita senza stress non sono necessariamente in contrapposizione: puoi averle entrambe applicando 7 strumenti di consapevolezza interiore

Mindfulness: come avere successo senza stress
Getty Images

Care amiche,

è lunedì! Potrebbe essere un'affermazione entusiastica, perché inizia una settimana nuova di zecca, piena di tempo e opportunità per fare la differenza nella vita nostra e altrui. Invece, spesso il lunedì è associato a pensieri e sentimenti negativi: c'è la sindrome del lunedì (ansia, irritabilità, mal di testa…), preludio a un malcontento che si stempera nei 5 giorni lavorativi finché il venerdì segna un rialzo dell'umore e una speranza di rilassamento. Peccato che poi arrivi la sindrome del weekend, con il "leisure sickness", malessere che si scatena proprio nel tempo libero, perché lo stress è una droga che ci rende dipendenti, e scatena i sintomi dell'astinenza quando vai in vacanza o ti ritrovi senza il peso di un ruolo, di un impegno, di un senso costruito come un'impalcatura fuori da te stesso. Allora noi donne ci troviamo sempre più spesso davanti a una scelta: qualità di vita o carriera? In realtà, i due elementi non sono necessariamente in opposizione: si possono coltivare entrambi se si costruisce il proprio successo tenendo alla larga lo stress. La letteratura di self empowerment pullula di libri che insegnano come pianificare gli impegni, risparmiare tempo e scalare le vette dell'autorealizzazione, ma secondo la psicologia buddista, la più ricca di conoscenze ormai scientificamente comprovate sul funzionamento della mente e dei fattori che la mettono ko, il punto non sta in un cambio delle modalità d'azione quanto in una presa di coscienza delle proprie modalità di pensiero.

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La domanda da farsi è: come posso usare la mente in modo super efficiente, senza sprecare energia e sentendomi a mio agio anche nelle situazioni di emergenza? Cercando nell'Abhidharma – il corpo dalla psicologia buddista – si distilla un vero e proprio metodo che consente di raggiungere questo obiettivo e che può essere riassunto in 7 punti principali.

1) Non portarti dietro il passato - Quando rimugini su quello che è successo, o semplicemente ti porti dietro le convinzioni che hai maturato, queste occupano un sacco di spazio nella mente e mettono un macigno sulla bilancia di valutazione del presente. La prima cosa quindi è lasciare andare il passato per liberare spazio in cui dispiegare le possibilità del momento attuale. Il passato è passato e non puoi fare più niente per cambiarlo. Puoi invece vivere pienamente il presente, godertelo, gestirlo bene per stare meglio adesso. E siccome il futuro non è altro che un susseguirsi di presenti, se fai del tuo meglio adesso il tuo futuro sarà un successo.

2) Lascia andare - Certe volte la vita professionale diventa davvero difficile e sembra darci, invece che meritate soddisfazioni, solo delusioni: non premi, ma assurdità, ingiustizie e problemi, insomma, un sacco di spazzatura! In questi casi, invece di conservare la spazzatura in cantina (mandar giù il rospo) o buttarla nella pattumiera del vicino (incolpare qualcuno), il suggerimento è prendere atto di essere, per lo meno in questo momento, una sorta di cestino dei rifiuti. Ma con un buco sul fondo. Significa che è saggio accettare la situazione (se mi licenziano, non è disperandomi e lamentando l'ingiustizia di questa decisione che mi riassumeranno) e accogliere tutte le emozioni che scatena in te (frustrazione, rabbia, timore, insicurezza, senso di inadeguatezza, confusione, preoccupazione…) ma senza trattenerne alcuna. Visualizza l'emozione che provi, osservala, poi immagina di schiacciare il tasto CANC sulla tastiera del computer e vederla scomparire. Questo è il più potente rimedio antistress in ogni momento di criticità in cui veniamo messi in discussione: accettare ciò che è successo e come ci sentiamo, per poi lasciar andare tutto senza attaccarci a ciò che proviamo.

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3) Non pensare troppo al futuro. Come i pesi del passato, anche i pensieri per il futuro occupano un sacco di spazio nel cervello e bruciano moltissima energia mentale. Quindi evita di proiettare la mente nel domani in modo da non nutrire le preoccupazioni per ciò che accadrà, le paure per ciò potresti perdere o i desideri e le aspettative per ciò che sì potresti guadagnare, il bisogno di sicurezza o la paura dell'incertezza.

4) Fermati e riposa - Soprattutto nei momenti decisivi, in cui è in gioco la carriera, l'assegnazione di un ruolo o l'approvazione di un progetto, nei momenti in cui dobbiamo superare delle prove importanti, fermarsi è il tassello più importante di qualsiasi preparazione. Fermarsi nel puro presente significa distogliere la mente dall'oggetto delle preoccupazioni e, quindi, recuperare energia pulita per il motore che deve essere spronato al massimo. Come riuscirci? Meditando! Meditare è usare una spugna che lava via l'ansia e ricarica il serbatoio della mente acuendo, oltre alla lucidità mentale, quelle capacità di conoscenza immediata (intuizione, immaginazione) che spesso fanno la differenza tra un gran lavoratore e una persona di successo. Non è la quantità di quello che fai (o dei pensieri che dedichi al problema) ciò che realmente segna lo stacco. Ciò che ti fa fare il grande salto è la qualità dello stato d'animo in cui ti senti e la centratura che riesci a mantenere dentro te stessa. Se non riposi, prima o poi sbaglierai e inciamperai nel tuo percorso, cadendo.

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5) Ascolta il tuo corpo - Se ti fermi ti accorgerai di molte cose! Per esempio dei cambiamenti che lo stress ha già innescato nel tuo corpo: una certa agitazione (come mai fai continuamente oscillare il piede o la gamba quando sei seduta?) o una fame di dolci, un desiderio di mangiare qualcosa, un'ansia muscolare che non ti permette di stare ferma. Attraverso il corpo il tuo cervello sta lanciando uno specifico segnale: sono in riserva! Ma basta fermarsi e stare per un breve periodo senza fare nulla che la mente viene ricaricata di nuova energia. E questa nuova energia porta più chiarezza, più memoria, più concentrazione. Purtroppo il nostro modo di lavorare ci ha abituati a tirare troppo la corda senza più tener conto del valore della stanchezza. Invece di ascoltare questo segnale vitale – la stanchezza - cerchiamo di sopprimerlo assumendo integratori e sostanze eccitanti, senza considerare le terribili conseguenze di questa candidatura quasi certa alla perdita di efficienza. Ricorda: un piccolo peso può diventare enorme se non ti riposi nel momento in cui ne hai bisogno. Prova a prendere in mano un bicchiere che contiene solo un terzo del suo volume in acqua, più o meno 50 grammi. Pesa poco, vero? Ora tienilo sollevato sul palmo della mano, con il braccio teso, per due minuti. Cominci ad essere stanca? Ok, tienilo ancora per 5 minuti: il braccio inizierà a dolere. Presumibilmente dopo 7 minuti non potrai più. Eppure il bicchiere pesa ancora quei miseri 50 grammi! Ora prova ad appoggiarlo sul tavolo e riposare il braccio per qualche minuto: quando lo riprenderai in mano sarà tornato leggero. Ecco perché è importante rilassarsi a intervalli regolari: è stato calcolato che dedicandosi a una forma di riposo consapevole – la meditazione o il rilassamento profondo – dopo solo 10 minuti di pratica si riesce a fare ottimamente in soli 90 minuti il lavoro che prima si svolgeva in 2 ore.

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6) Non pensarci troppo – Davanti a un compito importante o a un impegno gravoso spendiamo moltissima energia… pensandoci su! Non solo ci concentriamo e ci spremiamo le meningi al lavoro, ma tornati a casa, nel tempo libero, continuiamo a pensare e ripensare a come e cosa faremo. Inquiniamo il tempo privato con i pensieri concentrati sui progetti aziendali. E questo non solo non ci consente di riposare la mente, ma spesso ci fa sentire in colpa. E la colpa, a sua volta, ruba altra energia dal serbatoio già mezzo scarico. Il trucco è smettere di pensare a cosa dovremo fare e, semplicemente, farlo quando è il momento. Con questo metodo si annulla in buona parte anche la paura di sbagliare, il timore del fallimento e dell'inadeguatezza.

7) Sorridi e stai a guardare – Quando qualcosa va storto, se lo guardi con mente più aperta, ti accorgi che in realtà non è andato come desideravi o come ti aspettavi che andasse. Storto e dritto sono concetti spesso miopi. Se allarghi lo sguardo riconosci che tutte le volte che si chiude una porta immediatamente la vita te ne presenta un'altra già aperta. Ma non la vedi perché hai gli occhi puntati su quella che è sbarrata. Allora prova a sorridere e girarti tutt'attorno, fiduciosa: qualcosa di nuovo sta arrivando!

Spero che questo piccolo vademecum ti accompagni questa settimana (e nel futuro) tutte le volte che ti sentirai sotto tensione. E ti ricordo che, per aiutarti, puoi memorizzare e poi ripetere a te stessa questa frase: chiudi gli occhi, respira, lascia andare.

Buona settimana!

Con Amore,

Grazia

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Grazia Pallagrosi, giornalista e insegnante di Mindfulness, vive tra l'Italia e la Thailandia, dove conduce ritiri di meditazione e riequilibrio psicofisico.

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