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Come imparare a dire di no e vivere meglio

Saper dire di no è un modo per affermare la tua personalità e rispettare i tuoi bisogni, senza sensi di colpa

Imparare a dire di no per vivere meglio
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Impara a dire di no. Non accettare proposte perché presa alla sprovvista, o per compiacere o perché in preda al senso del dovere, che è una trappola. Impara piuttosto a chiederti cosa vuoi, quali sono i tuoi desideri e i tuoi bisogni. Non temere di essere etichettata come egoista se dici di no: un rifiuto non innesca un conflitto, semmai, se opportunamente motivato, può alimentare il dialogo. Quando dici di no non fai che affermare la tua personalità e il tuo carattere; al contrario, l'estrema disponibilità può essere interpretata come segno di insicurezza e bisogno di compiacere. Ecco qualche dritta per riuscirci.

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Prima di accettare o rifiutare, guardati dentro

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Dire di sì ti può sembrare la strada più facile per il quieto vivere, per non compromettere amicizie, per essere apprezzata sul lavoro. Il rischio è di compiacere chiunque ad ogni costo. Prima di accettare di fare qualcosa – qualsiasi cosa – è bene che ti interroghi, che ti guardi dentro e ti chiedi se davvero vuoi fare quella cosa: che sia andare al cinema, accettare un incarico, comprare un abito, mangiare un dolce o andare in vacanza con qualcuno. Quante volte senti dire: non so perché l'ho fatto. Ecco perché non sbagliamo a chiederci in continuazione che cosa vogliamo, cosa è bene e cosa è male per noi stessi.

Dire di no per affermare te stessa in perfetta autonomia

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Dire di no non è qualcosa di negativo: quando dici di no stai soltanto ponendo un limite tra te e il mondo. Non è necessario assecondare gli altri in ogni occasione senza affermare il tuo punto di vista. Il rischio è di farti trascinare in situazioni spiacevoli, nelle quali non ti senti a tuo agio, o di infilarti in un rapporto di dipendenza che ti può provocare insoddisfazione. Vale in amore, in amicizia e persino sul lavoro dove è necessario rispettare gerarchie e mansioni, ma può essere apprezzato un punto di vista autonomo.

Per dire di no, impara a spiegare le tue motivazioni

Qualsiasi no verrà accettato meglio se sei in grado di spiegare le tue motivazioni e se sai proporre alternative. Se non te la senti di uscire con la solita compagnia di amici non devi fare altro che spiegare il perché (sei stanca, devi vedere tua madre, etc.) e lanciare un nuovo appuntamento. Un rifiuto motivato è più garbato: non per giustificarti, ma per motivare e affermare il tuo punto di vista. Saper argomentare le tue ragioni ti allena a difenderti in varie situazioni, davanti ai professionisti della manipolazione che sanno prenderti per sfinimento per approfittare di te.

Dire di no senza essere aggressivi

Quando dici di no, fallo con un sorriso. Non serve mostrare aggressività o disappunto, semmai cerca di sfoderare il massimo dell'assertività, ovvero la capacità di difendere il proprio punto di vista in modo calmo e sicuro, di esprimersi con sincerità e disinvoltura, di difendere i propri diritti mostrando comprensione per quelli degli altri.

Impara a dire di no ai figli

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Ai figli è difficile dire di no. Perché ci inteneriscono o perché ci mandano fuori dai gangheri e cediamo alle loro richieste. Per i bambini un no dei genitori è uno strumento di crescita, un confine netto che non possono superare, che dà loro sicurezza e riduce l'ansia di fare e avere tutto. Un no di mamma e papà, malgrado le proteste, li fa sentire protetti, li aiuta a discernere e ad apprezzare quando invece è sì. Però questo vale anche dal loro punto di vista: i no ostinati dei bambini sono una strategia per affermare i loro diritti e i loro desideri, per affermare se stessi, per misurare i propri limiti. Sul confine tra i nostri e i loro no si gioca la costruzione della loro personalità.

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