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Come superare la paura dell'acqua con 3 dritte preziosissime

Per sconfiggere la talassofobia non è consigliabile frequentare un corso di nuoto, meglio un esperto che ti faccia prendere confidenza con l'acqua

La talassofobia, o paura dell'acqua, si può superare affidandosi a persone con esperienza
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La talassofobia è quella paura irrazionale dell'acqua che priva molte persone del piacere di immergersi nel mare (o in piscina), di farsi cullare dalle onde, di nuotare o anche di salire su una barca. Di solito questa fobia si fa risalire a un trauma infantile non sempre rintracciabile. La buona notizia è che esiste la possibilità di superarlo, anche in età adulta. Basta volerlo, serve solo un po' di coraggio e determinazione, e affidarsi a persone con esperienza. Un corso di nuoto in piscina potrebbe non essere l'attività più idonea, meglio scegliere un percorso specifico e mirato a superare la paura dell'acqua. Ecco alcuni consigli di Paolo Cericola, operatore olistico, che da 30 anni organizza attività mirate per chi vuole scoprire il piacere di farsi cullare dalle onde del mare.

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Per superare la talassofobia impariamo a respirare

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Qualunque sia il trauma che ha causato la paura dell'acqua, la prima cosa da fare per cercare di superarla è quella di riconnettersi con il proprio respiro. In altre parole, direi che occorre re-imparare a respirare, cosa che molti di noi fanno in modo errato, bloccandosi troppe volte, mentre sarebbe bene imparare a respirare in modo fluido, naturale, continuo, eliminando le pause tra inspirazione ed espirazione. A chi vuole superare la paura dell'acqua io consiglio di prendersi una settimana durante la quale fare varie sedute di respirazione di almeno un'ora e iniziare a sperimentare i benefici del respiro consapevole che aiuta a mitigare gli stati ansiosi.

Osserviamo il nostro corpo nell'acqua

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Quando ritengo che la persona abbia imparato a respirare, sia cioè in una condizione di tranquillità, la accompagno in acqua. Preferibilmente le sedute vengono fatte in acqua termale calda per evitare il disagio dello sbalzo termico. L'immersione va fatta per gradi, l'approccio deve essere lento, senza forzature: con me c'è una persona che ha il terrore dell'acqua, che sarà anche irrazionale, ma è un forte disagio. Il più delle volte si tratta di una persona che non è mai stata al mare o in una piscina, quindi va aiutata a controllare l'ansia, a non irrigidirsi in un ambiente che le è del tutto estraneo. Ora che sa gestire il suo respiro, deve, sempre lentamente, prendere confidenza con le apnee, cominciare a immergere il naso, capire che ha a disposizione del tempo per trattenere il respiro. Altrettanto lentamente, deve prendere confidenza con il suo corpo nell'acqua, auto-osservarsi, capire che i movimenti che si fanno sono diversi. Dopo tre o quattro giorni la paura se ne va e alla fine della settimana il problema è davvero risolto. Molti si stupiscono di quanto sia stato semplice e si rammaricano di non averci provato prima. Serve un po' di coraggio, certo. Posso dire che tutte le persone che ho seguito ce l'hanno fatta, del resto erano motivate a farlo. La gioia che provano nello sperimentare il piacere di stare in acqua, di galleggiare, le incoraggia a imparare a nuotare, addirittura a tuffarsi, come se volessero recuperare in fretta tutto il piacere che si sono negati.

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Aiutiamo i bambini a non aver paura con il gioco

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La talassofobia in genere si manifesta nei primi anni di vita, e questa è anche la fase in cui superarla è più facile. Evitate assolutamente le terapie d'urto: gettare un bambino in acqua se ne ha paura potrebbe procurargli un trauma ancora peggiore. Il piccolo che ha diffidenza dell'acqua va accompagnato da un genitore o da una persona di cui ha fiducia a immergersi, a giocare nell'acqua, per fargli provare sensazioni piacevoli che scacceranno progressivamente quelle negative. Attraverso il gioco, il piccolo si accosterà all'acqua in modo naturale e, divertendosi, potrà iniziare a immergersi superando le rigidità che manifestava inizialmente.

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