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Vuoi vincere la timidezza? Impara a conoscerne le virtù

Il primo passo per vincere la timidezza è credere nelle proprie qualità: chi è timido sviluppa emotività, empatia, grandi capacità di introspezione e comprensione dell'animo umano

vincere la timidezza
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Per vincere la timidezza, per essere meno impacciata e trovare le parole giuste (quelle che conosci benissimo, ma… al momento giusto non arrivano) devi imparare a conoscerne anche le virtù. Dietro quella ritrosia, nei gesti esitanti, nell'ansia sociale che contraddistingue le persone più riservate, che appaiono talvolta goffe, c'è in realtà una grande ricchezza emotiva e notevoli qualità relazionali.

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Con l'aiuto della psicoterapeuta Paola Medde, del consiglio dell'Ordine degli psicologi del Lazio, abbiamo stilato l'elenco delle virtù di chi soffre di timidezza.

1. È più flessibile, si adatta meglio alle situazioni

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Il timido è una persona che si protegge e si nasconde perché ha paura del giudizio degli altri e si mette in discussione continuamente. Per il timido è una sofferenza, intendiamoci. Però, in un mondo dove tutti pensano che il proprio punto di vista sia il migliore, dove molti ostentano il propio super-io, chi si mette in discussione dimostra di comprendere meglio la vulnerabilità della natura umana. Il timido è una persona pronta a cambiare idea, dunque è più flessibile e si adatta meglio alle situazioni. E' importante che, chi ne soffre, creda nella qualità della sua timidezza, primo passo per superarla. Dietro una persona estremamente sicura di sé c'è spesso un grande timido che ha lavorato molto su se stesso. La timidezza fa tendere all'introspezione, quindi fa prendere coscienza dei propri limiti, che è il presupposto essenziale per superarli.

2. Sviluppa una notevole dimensione emotiva

Il timido ha una gran voglia di socialità, ma ne ha paura, a differenza dell'introverso che invece dimostra disinteresse ai rapporti sociali. In più, il timido sa tener contro degli altri, fin troppo. Quindi, paradossalmente, è una persona molto sociale che riflette sul valore delle emozioni e sviluppa dunque una tridimensionalità emotiva, mentre chi è più centrato su se stesso, più sicuro di sé, in genere ha una dimensione emotiva più limitata. Inoltre, è un attento osservatore, sa scrutare nell'animo altrui, ha grande capacità di introspezione, quindi di empatia.

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3. Svela il suo senso del pudore

Il timido arrossisce spesso perché ha un elevato senso del pudore e questa è una qualità riconosciuta dalla società. Pensiamo al fatto che il rossore sulle guance risponde ad un canone estetico ancora molto diffuso. Quindi, il timido sappia che arrossire non è un problema, anzi.

4. Ha paura, ma anche coraggio

Il timido è cauto perché ha paura di fallire, ansia di sbagliare. Ma è proprio la paura che dà la possibilità di correggersi, di migliorarsi. Basta non spaventarsi della propria paura. Ricordiamoci che non c'è coraggio senza paura, le due cose vanno sempre insieme. Quindi è dalla paura che nasce il coraggio di cambiare. Il timido deve solo allenarsi più di altri ad affrontare certe situazioni. Deve lavorare sulla respirazione, sulla postura, sulla gestualità. Deve imparare ad imitare modelli, che è quello che hanno fatto i grandi oratori, che non sono nati oratori, ma lo sono diventati. Consiglio a tutti di rivedere il bel film Il discorso del re (regia di Ton Hooper) che narra la storia vera di Giorgio VI d'Inghilterra (il padre della regina Elisabetta) che riuscì a superare i suoi problemi di balbuzie con un gran lavoro di introspezione e allenamento. Tutte le abilità sociali aumentano con la preparazione.

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5. È un amico formidabile

Il timido è più predisposto all'ascolto. Per effetto delle sua insicurezza, è meno distratto e investe di più nelle relazioni. Quando riesce a stabilire un contatto emotivo, un rapporto di fiducia – e non è per niente facile – sa ricambiare con grande lealtà e sincerità, con scambi profondi, in maniera mai strumentale. E' una persona sensibile e attenta alle esigenze altrui, sa sacrificarsi per gli altri e sa essere molto rassicurante.

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