Le storie d'amore finiscono: ecco come uscirne senza soffrire troppo

I consigli pratici per metabolizzare la fine di una storia e andare avanti superando la sofferenza, anche quando ti sembra impossibile riuscirci

rimuginare, pensiero
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L'amore ci svela nel nostro essere nudi, inermi, indifesi. E paradossalmente ancora di più nel tremendo momento in cui finisce perché l'altro se ne va. Alla fine di una storia.

Se la fine arriva inaspettata, improvvisa, imprevista, la prima reazione, di gran lunga la più più comune, è la negazione: non è successo nulla, l'altra persona sta solo vivendo un momento di dubbio e confusione, tutto passerà e lei ritornerà da noi. Ma poi l'altra persona non torna e noi ci ritroviamo a dover fare i conti con l'enorme senso di vuoto che il suo abbandono ci ha lasciato.

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Rifiuto e accettazione

A livello razionale arriviamo perfino ad accettare che tutto è finito, certo, ma questo non ci evita di sprofondare in un dolore cupo e straziante, apparentemente senza rimedio. Di fronte al quale non c'è molto che possiamo fare, se non concederci un periodo per elaborare il lutto. È un lasso di tempo che può durare a lungo, anche dei mesi, durante il quale è fondamentale che buttiamo fuori tutto il nostro dolore, distillato fino all'ultima lacrima. In questo oscuro intermezzo ci potrà aiutare la presenza di un amico, che standoci semplicemente vicino possa raccogliere il nostro dolore e alleggerire un po' la nostra sofferenza. E sarà importante, anche, dare sfogo a tutta la rabbia che proviamo. E ai agli inevitabili sensi di colpa, anche. Ma alla fine di una storia d'amore, come uscirne?

Un taglio netto

Spesso si tenta di mantenere un qualche contatto con l'ex, una qualche relazione con la persona che ci ha lasciato, ma questo è il modo più sbagliato di porre fine a un rapporto, anche perché nasconde la speranza più o meno inconscia di una rappacificazione. No, meglio un taglio netto e radicale con la persona che ci ha abbandonato. Prima che si possa riprendere un rapporto anche minimamente civile con l'altro, occorre tempo, perché prolungare l'agonia?

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Che fare adesso?

Agire. Nel frattempo bisogna agire. Fare qualcosa di positivo per se stessi, per riempire il vuoto insopportabile provocato dalla mancanza della persona amata. Bisogna cercare un nuovo forte interesse: non riempirà appieno la voragine lasciata dal precedente, ma ci aiuterà in ogni caso a risalire in superficie. Piano, piano, e con tanta fatica.

Tieni a mente quanto scrisse Friedrich Nieztsche: «Tutto ciò che non mi uccide mi giova». La fine di un amore è un trauma enorme - tanto che le frasi famose sul cuore spezzato si sprecano - ma anche l'occasione per crescere: se riusciamo a venirne fuori, saremo più forti, più in grado di superare tutte le difficoltà della vita, che certamente non mancheranno.

Le linee guida per affrontare la fine di una storia

Se poi siete di quelli che hanno bisogno di linee guida e decaloghi di comportamento, potete aiutarvi con questi cinque punti.

  1. Farsene una ragione, acquisire consapevolezza, e così potrai rinascere dopo la fine di una storia. Potrai provare rabbia, ribellione, protesta, potrai urlare fino allo sfinimento, ma poi la vita continua. Col tempo arriva la calma: si passa pian piano dalla rassegnazione, al fatalismo, all'accettazione. Si può pensare alla rivincita a lunga scadenza, alla ripresa nel lungo periodo, vivere il tempo come un alleato. È la condizione umana: ogni bene può essere perduto, anche l'amore. A ciascuno è data la sua parte di dolore; contro il muro della realtà non serve battere i pugni. La realtà non cambia, va accettata.
  2. Fare il punto. Se non io, chi? Se non adesso, quando? Se non qui, dove? Scrivere può servire a circoscrivere, ridimensionare, relativizzare. Prendere atto che: «Sembra di morire, ma non si muore».
  3. Non evadere. Non serve assolutamente a nulla e anzi può essere pericoloso rifugiarsi nella fantasia o nella fantasticheria, divertirsi e stordirsi nel piacere immediato, anestetizzarsi con gli psicofarmaci, l'alcol, le droghe. Meglio guardare in faccia la realtà, chiamare le cose col proprio nome: tradimento, perdita, separazione, distacco, cambiamento, morte, lutto.
  4. Trasformare il tempo della separazione in tempo di maturazione. Col tempo si trova un nuovo equilibrio, pian piano si trova un altro significato.
  5. Ridere o almeno sorridere. L'umorismo ridimensiona, sdrammatizza, ridà prospettiva e misura. L'umorismo è il salvataggio del significato, è la capacità di riconquistare il senso della totalità, la visione dell'insieme dell'essere, la capacità di immaginazione dell'insieme. Insomma, serve a relativizzare le nostre piccole vicende mettendole sullo sfondo della gran tragedia universale. Ecco come accettare la fine di una storia.

    La fine di una storia si supera sempre, prenditi del tempo

    Scusate la banalità, ma il tempo è un gran medico. Soffrirete molto, garantito, ma a un certo punto, dopo un mare di lacrime e tanta rabbia, un bel giorno vi accorgerete di essere guariti, che la ferita si è cicatrizzata, che siete ormai pronti a ripartire con la vostra vita. Perché, ricordate, il più grande amore è quello che ancora deve venire.

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