Abbiamo aggiornato la nostra Informativa Privacy. Consulta il nuovo testo qui.

Regali di Natale: meglio farli o riceverli?

Lo scambio di regali è un rito collettivo, un obbligo sociale ma anche l'occasione per fare un dono per il piacere di far sentire l'altro davvero speciale

I regali di Natale fanno bene anche a chi li fa
Getty Images

Il regalo di Natale fa meglio a chi lo fa che a chi lo riceve? Se il senso del Natale sta nel dare, nel donare qualcosa a chi amiamo o a chi ha meritato la nostra stima, allora sì, l'atto del donare può gratificare soprattutto chi lo fa. Perché nel dono ciascuno mette una parte di sé, un'emozione, un ricordo o il segno di un vissuto comune. Con Paola Medde, psicologa e psicoterapeuta dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, cerchiamo di capire qual è il significato profondo dello scambio di doni a Natale.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Quando il regalo di Natale diventa un vero dono

È fondamentale capire che esiste una grande differenza tra un regalo e un dono. Non è solo una questione semantica. Quello che facciamo nelle feste comandate è un regalo, mentre il dono è estemporaneo, è espressione di un rapporto, della relazione unica tra persone. Uno si compra, l'altro, in genere, si crea. Oggi, in parte anche a causa della crisi economica e alla spending-review che ogni famiglia nel suo piccolo si trova a dover fare, si sta recuperando il senso del dono. Formalmente si mantiene il rituale del regalo, ma dichiaratamente non si fa che riciclare, regali o cose che abbiamo accumulato. È un piccolo atto di ribellione dei confronti del consumismo, per non farsi travolgere dalla corsa ai regali inutili.

Quando il regalo di Natale è un obbligo sociale

Getty Images

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Il regalo di Natale ha una funzione sociale, fa parte di un rito collettivo al quale tutti siamo chiamati e al quale tutti, magari in forme diverse, rispondiamo. Un rito che ha le sue regole, le sue tempistiche. In questo periodo siamo presi a compilare liste di regali che ci dobbiamo procurare. Se da una parte questo rito ha una funzione di aggregazione, dall'altra può togliere il piacere di fare un dono, toglie spontaneità. Succede che non abbiamo tempo, o non abbiamo voglia di farlo e in questo si perde il valore relazionale. Invece, quando possiamo fare un dono, in modo del tutto estemporaneo e disinteressato, lo facciamo perché in quel momento abbiamo voglia di farlo, perché ci fa davvero piacere, perché possiamo esprimere qualcosa di noi. Certo, nulla vieta di farlo anche a Natale.

Quando il regalo di Natale è un atto contabile

Getty Images

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Quando facciamo un regalo di Natale pensiamo inevitabilmente anche alla reciprocità e quindi ci sentiamo di dover calibrare il regalo – lo stile, ma anche il valore – in funzione di quello che ci aspettiamo possa essere il ritorno. Insomma, spendiamo quanto l'altra persona – prevedibilmente – spenderà per noi. Il dono invece esula da questo calcolo, il più delle volte è qualcosa di gratuito che magari non ha un vero e proprio valore intrinseco, ma può avere un grande valore simbolico e affettivo. Può essere anche solo un pensiero. Capita che dei regali di Natale ci dimentichiamo poche settimane dopo le feste, mentre i doni li conserviamo per molto tempo, magari per tutta la vita, perché legati ad un ricordo, ad un vissuto comune.

Quando il regalo di Natale mette in crisi la coppia

Getty Images

Mediamente, le donne si lamentano dei regali di Natale dei loro compagni - a meno che non si tratti di qualcosa di davvero prezioso – perché spesso li avvertono come poco pensati, poco curati, spesso non sono regali di Natale originali. Questo succede perché le donne intendono il regalo come dono, come espressione della relazione intima della coppia stessa, che nasce per soddisfare un desiderio, un sogno. Mentre gli uomini, che sono quelli che storicamente hanno sempre tenuto le relazioni sociali, lo intendono in senso più sociale, ovvero meno intimo. Per evitare malintesi, ovvero regali inutili, non graditi, tanto vale fare richieste precise, meglio sfoderare la propria capacità assertiva. Che almeno il regalo abbia un senso di utilità e risparmio. Anche qui è chiara la differenza tra regalo e dono: il regalo è qualcosa che mi posso fare anche da sola, il dono invece no, essendo qualcosa che in genere non si può comprare, implica la sorpresa e, oltre all'oggetto in sé, esprime qualcosa che appartiene al donatore, anche solo il tempo impiegato per realizzarlo o cercarlo.

Quando il regalo di Natale insegna ai bambini a donare

Getty Images

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Con i bambini le cose sono un po' diverse: ai bambini è bene fare il regalo di Natale per far loro capire che i sogni sono realizzabili, per far vivere loro la magia dell'attesa e della sorpresa, elementi essenziali del mondo infantile, e perché nel vedere esaudite le loro richieste costruiscono la propria autostima. Nello stesso tempo, però, se in famiglia, tra gli adulti, mettiamo in atto una modalità diversa dal regalo usa-e-getta, poco alla volta, possiamo offrire loro un modello educativo alternativo a quello che la società consumistica propone.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Natale