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7 motivi per cui vale la pena partire da sole

Viaggiare in solitaria permettere di godere di un inedito senso di libertà, verificare i propri limiti, sconfiggere le paure e fare incontri più interessanti

viaggiare da soli
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Avete mai provato a viaggiare da sole? Non c'è nulla di meglio che una vacanza in solitudine per fare il pieno di autostima, mettersi alla prova e conoscere aspetti di voi stesse che ignoravate. Ecco, con l'aiuto della psicologa e  travel coach Francesca Di Pietro,  ideatrice di Viaggiaredasoli.net e autrice del libro Come viaggiare da soli, sette validi motivi per cui vale davvero la pena provarci. 

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1. Grande senso di libertà

Che lo si faccia per motivi contingenti (problemi di programmazione ferie, gli amici hanno cambiato idea, siamo rimasti single) o per scelta precisa, viaggiare da soli rappresenta l'unico momento della vita in cui avere la possibilità di sentirsi completamente liberi: nessuno ti conosce, nessuno sa niente di te, nessuno si aspetta che tu abbia o faccia qualche cosa di particolare, non devi mediare o scendere a compromessi. Questa condizione regala subito una grande sensazione di libertà e di potere

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2. Essere padroni del proprio tempo 

Il viaggiatore solitario si sente completamente padrone del suo tempo, anche per decidere di non andare in tutti i musei o in tutti i locali, ma di non fare nulla di particolare, magari starsene seduto in un bar a leggere, a scrivere o a guardare chi entra e chi esce. Questa condizione è possibile solo se la durata del viaggio lo permette: in genere serve almeno una settimana per liberarsi dagli schemi che solitamente adottiamo quando viaggiamo.

3. Verificare sul campo i propri limiti

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Viaggiare in solitudine permette a ciascuno di vagliare i propri limiti e la propria autosufficienza. Generalmente ciascuno di noi ritiene di avere, o non avere, dei limiti, senza mai essersi messo davvero alla prova. In viaggio una persona sperimenta sul campo la capacità di gestire il denaro, capisce qual è il livello di comfort al quale non sa rinunciare, quanto gli mancano le persone che stanno a casa, se è in grado di instaurare un rapporto con le persone che può incontrare. E tanto altro ancora.

4. Affrontare (e sconfiggere) la paura

Tutti abbiamo qualche genere di paura e di per sé questa è una cosa positiva. La paura arriva quando uno non sa che cosa l'aspetta o a che cosa va incontro. È la paura dell'ignoto e il viaggio è sempre la scoperta di qualcosa che non si conosce. Il problema sorge se la paura ci blocca. In questi casi va analizzata la situazione: ci sono casi in cui i problemi sono oggettivi (ho paura di non essere abbastanza allenato per fare un trekking molto impegnativo), in altri casi le paure sono indotte da convenzioni sociali (le donne che si sentono in pericolo anche in una situazione molto normale solo perché non sono accompagnate). Poi c'è chi ha paura di annoiarsi o della solitudine soltanto perché non l'ha mai sperimentata. Io invito ad analizzare queste paure, a capire cosa celano, a confrontarsi con questi blocchi e quindi a superarli.

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5. Fare incontri emotivi intensi 

Uno degli aspetti più interessanti del viaggiare da soli è la possibilità di incontrare facilmente altre persone. Il viaggiatore solitario attrae sia la curiosità di chi vive nel luogo che si visita sia di altri viaggiatori incontrati on the road. Da soli si può avere l'occasione di essere invitati a casa o a cena dai locali, cosa che difficilmente capita a chi viaggia in gruppo. È molto frequente fare amicizie interessanti e costruire legami profondi, seppur in poco tempo, perché è la cornice emotiva che lo consente. Non sarà l'anima gemella, ma spesso è una persona che poi diventa una presenza nella nostra vita. Sulla stessa strada è più facile trovare persone simili a sé, con le quali condividiamo emozioni profonde.

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6. Mostrare un sé inedito 

Uno dei motivi per cui le persone che incontriamo viaggiando lasciano un segno deriva dal fatto che in viaggio abbiamo la possibilità o la voglia di mostrare parti di noi che normalmente non mostriamo. Quindi prendiamo consapevolezza che c'è dell'altro in noi stessi. Altro da quello che ci hanno fatto credere, da come ci hanno etichettato, dai giudizi che hanno espresso su di noi.  In questo modo scopriamo di poter fare quello che ci avevano detto che non avremmo mai saputo fare. Questa scoperta può non essere indolore. Bisogna capire come gestirla nella vita di tutti i giorni.

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7. Fare il pieno di autostima

In viaggio possiamo essere sollecitati da mille criticità più o meno gravi, possono succedere imprevisti, cambi di programma, può capitare di perdersi o semplicemente di trovarsi in luoghi o situazioni che non avevamo contemplato. Uscirne, trovare una soluzione, superare la prova – e in genere tutto si supera – aiuta a rafforzare la nostra autostima che misuriamo sulla base di una effettiva verifica sul campo. Viaggiando da soli capita di dover sfoderare il proprio istinto di sopravvivenza oppure il pensiero laterale, quella creatività di cui noi italiani siamo fortunatamente molto ben dotati, che ci facilita a risolvere i problemi. Un genere di esperienza che vale più di qualunque corso o di tanti consigli dello psicologo.

Una volta tornati, come prolungare il benessere del viaggio? Lo scopriamo la prossima settimana. 

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