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Di che cosa parlano le persone che si iscrivono al Forum dei brutti

C'è un luogo del web che ha deciso di dare libera voce e scambio di idee e consigli a tutti coloro che si considerano brutti, e, nell'epoca del ritocchino vero virtuale a ogni costo, non è cosa da poco

Nigel Tadyanehondo Unsplash

C'era una volta Ciao Darwin, la trasmissione un po' trash di Paolo Bonolis che faceva scontrare gruppi di persone antitetiche, e in quel contesto lo scontro degli scontri era quello dei belli contro i brutti. In sostanza, il c*lo verso la sfiga. Ecco, se ieri era la tv ad essere il regno dei fighi, oggi è il web a sembrare, tra influencer e fashion blogger, dominato da bonazzi e bonazze. Ebbene, vi raccontiamo qui come, invece, esista anche un luogo dell'Internet dove trovano rifugio i racchi, e questo è il Forum dei brutti. E in un momento storico in cui la bellezza, che spesso è sinonimo anche di magrezza, è messa davanti anche alla nostra salute, un angolo, seppur virtuale, come questo strappa d'istinto un moto istantaneo di simpatia. Perché riconoscersi come brutti e discorrere di questo e dei problemi che comporta con altri simili è un atto gagliardo e, concedete, molto sano di vivere la cosa. Perché fare gruppo e condividere le proprie pene è il primo passo per mettersi, in parte, al riparo dal pericolo incombente che è, oggi, quello del bodyshaming. Perché non è vero che il mondo è dei belli e nemmeno (iniziamo a denunciare l'ingiustizia insita in certi proverbi) che il sole bacia solo loro.

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Ma che cosa succede esattamente in questo Forum dei brutti? La struttura è piuttosto semplice: le discussioni si concentrano in tre sezioni: una dedicata all'aspetto, una ai rapporti sociali e una a tutto il resto, dalle esperienze della vita di ogni giorno all'esposizione di teorie e opinioni sulla società. Ma si parla anche di figure-simbolo del popolo dei poco avvenenti, come la scrittrice, regista, attrice e molto altro Lena Dunham, una che non ha, o meglio aveva, paura a essere chiamata c*lona invece del più politically correct curvy e che per questo è vista come un punto di riferimento virtuoso da chi non si giudica affatto avvenente.

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Gli utenti, a sorpresa, sono sopratutto maschi di età media tra i 20 e i 35 anni, che, ca va sans dire, in comune hanno il fatto di considerarsi o di essere definiti da altri come "brutti". Qui, in questo spazio di incontro e di discussione, entrano a far parte di una comunità di persone per cui l'aspetto fisico è spesso un problema, una fonte di ansie o un peso che impedisce loro di relazionarsi serenamente con l'altro. C'è, tuttavia, anche un aspetto più ambiguo in quello che a prima vista è soprattutto un Forum per condividere pensieri che solitamente ci si tiene dentro e per trovare spunti di body positivity (anche se nessuna discussione incoraggiante potrà eguagliare il meraviglioso chi se ne frega di Mariah Carey), ed è l'ossessione di buona parte degli utenti nel voler classificare le persone sulla base della loro bellezza/bruttezza e dei loro comportamenti. Gli uomini sono molto spesso giudicati sulla base del loro modo di comportarsi in gruppo e classificati come maschi alfa, beta, gamma e così via. Per indicare le donne, invece, si usano, in maniera del tutto sgradevole, quasi sempre numeri da 1 a 10. «Sono sul 5,5», «Quello è un 8», «Ho incontrato una ragazza sul 7», «Una 9 con il giusto trucco può diventare una 10, e una 7 diventare una 8» e via dicendo. E quando qualche utente obietta che queste classificazioni sono inutili e che nelle relazioni e nella vita reale in generale non si ragiona in termini puramente numerici, viene puntualmente zittito.

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Ossessione, dicevamo. Perché se l'aspetto è il chiodo fisso dei belli, ebbene lo può diventare anche per i non belli, oppure per coloro che, consapevoli o meno, soffrono di una forma di dismorfofobia, che altro non è se non la fissazione per un difetto immaginario dell'aspetto esteriore. Molti, all'interno del Forum, c'è da scommettere, non hanno alcun oggettivo problema nell'aspetto, ma solo una questione irrisolta con la propria autostima. Ecco che, allora, quello che era partito come qualcosa di liberatorio, rigenerante e positivo, trova in sé anche aspetti più subdoli che lo rendono un po' crogiolo di un certo tipo di maniacalità riguardante l'aspetto fisico che poco o nulla di buono può regalare ai propri utenti. Salvo, poi, risollevarsi con discussioni più positive e piene di, come direbbe la buona Mariah, «ma chi se ne frega, usciamo e viviamo la vita, alla faccia della nostra faccia». Ed è qui che applaudiamo.

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