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La Francia frena su Photoshop: se lo si usa, bisogna dichiararlo

Il governo francese ha emesso un provvedimento che impone a chi modifica delle fotografie con Photoshop di scriverlo: perché? Perché quelle gambe lunghissime, quegli zigomi taglienti e quella pelle perfetta non devono essere presi per reali, ma per quello che sono, cioè finzione

Getty Images

Se c'è un merito che, oggi, dobbiamo riconoscere ai cugini francesi, beh quello è il saper imparare dai propri sbagli. E così, se solo fino a qualche mese fa, li avevamo bacchettati per l'uso smodato di Photoshop, per i manifesti del Festival di Cannes dove una splendida Claudia Cardinale risultava più sottile che in origine, oggi non possiamo che applaudirli per l'obbligo imposto dal loro governo di segnalare se una fotografia viene modificata.

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Perché, diciamolo, questa mania della levigatura di qualsiasi difetto, ha stufato persino coloro che, in teoria, ne beneficiano, ovvero le star. E l'elenco, a dimostrazione che le famose hanno molto più in sale in zucca di quanto qualcuno maligni, è infinito: ricordate, per esempio, Cara Delevingne, furiosa dopo aver scoperto che il suo personaggio in Suicide Squad era stato snellito? Piuttosto che Jennifer Lawrence vittima a sua insaputa di una non richiesta e neppure desiderata dieta dimagrante in un celebre servizio fotografico passando per quella semi dea di Emily Ratajkowski, che certo non è una che se le tiene per sé le rimostranze, alla quale solo pochi giorni fa sono parecchio girate le scatole perché un suo scatto è stato levigato da un magazine, senza chiederle il permesso. Ora, date un'occhiata all'immagine originale e chiedevi pure che sostanze avessero assunto i responsabili di un così inutile intervento.

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Everyone is uniquely beautiful in their own ways. We all have insecurities about the things that make us different from a typical ideal of beauty. I, like so many of us, try every day to work past those insecurities. I was extremely disappointed to see my lips and breasts altered in photoshop on this cover. I hope the fashion industry will finally learn to stop trying to stifle the things that make us unique and instead begin to celebrate individuality.Un post condiviso da Emily Ratajkowski (@emrata) in data: 15 Set 2017 alle ore 08:12 PDT

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E a dimostrazione che la cosa è realmente sfuggita di mano a chi manipola questo genere di materiale, entrano nello squadrone delle «ritoccate senza volerlo» anche Gigi Hadid e Kendal Jenner, apparse senza ginocchia (dai, ma almeno fatele bene le cose, se proprio non potete farne a meno!) in una campagna pubblicitaria, Selena Gomez, fatta diventare praticamente scheletrica in post produzione di un sevizio fotografico, e la ben nota per le sue battaglie contro il body shaming, Lena Dunham, che dopo essersi pubblicamente indignata per il servizio di restyling non richiesto fattole da un magazine spagnolo, ha decido di diventare testimonial di un marchio di lingerie che non usa Photoshop.

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«I'm so sick and tired with the Photoshop», canta il rapper, atipico, Kendrick Lamar nel suo pezzo, stupendo, Humble, ed è la stessa cosa che devono aver pensato i francesi: basta, non ne possiamo più di questa finzione! Ma dato che non è possibile chiedere ai brand di rinunciare a Photoshop, è stato stabilito che il suo uso debba essere esplicitato dalla scritta «Photographie retouchée» (fotografia ritoccata). Così che chi guarda sappia che c'è il trucco e c'è l'inganno e che non spetta alle celeb, quando anche loro ne sono vittime, smascherare l'uno e l'altro.

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