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Out of control causa stress e a risentirne è la tua salute mentale (oltre che spirito e corpo)

Occhi puntati sullo stress alla Mental Health Awareness Week dove si impara a riconoscerlo, prevenirlo e gestirlo al meglio

Stacey Rozells / Unsplash.com

Proviamo a fare un rapido calcolo: quante volte al giorno diciamo di sentirci stressate? Quante volte attribuiamo un sintomo fisico allo stress? Sorprendentemente tante, tantissime volte. Arriviamo al punto di non farci più caso, eppure la nostra testa e il nostro corpo ci stanno mandando un messaggio molto chiaro.

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Sì, perché siamo portate a sottovalutare troppo lo stress, a considerarlo una medaglia al valore (sono stressata uguale lavoro tanto uguale sono brava). È giunta l’ora di riconsiderare tutto quello che sappiamo sullo stress e riscoprirlo per quello che è davvero: un problema di salute mentale da tenere d’occhio perché porta a gravi conseguenze - tra le quali ansia e depressione, ma in casi estremi anche autolesionismo e suicidio.

First things first, è imperativo lavorare sul modo in cui parliamo di problemi di salute mentale: ancora oggi li viviamo come uno stigma, qualcosa di cui vergognarsi, qualcosa che non ci riguarda. Un errore gravissimo.

Florence Kosky, l’ambasciatrice della Mental Health Awareness Week 2018, spiega come i problemi di salute mentale possano colpire tutti. Anche l’amico sempre allegro in compagnia, il collega che ha fatto carriera e sembra soddisfatto, un familiare apparentemente sereno, noi stesse: “la cosa più importante da realizzare subito è che CHIUNQUE può soffrire di problemi mentali. Non importa come appaia la vita di qualcuno vista da fuori perché qualsiasi persona potrebbe soffrire moltissimo senza manifestarlo. Dobbiamo iniziare a prendere seriamente ogni richiesta d’aiuto, anche se arriva da una persona che non sembra avere problemi psicologici”.

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Il tabù sopravvive, anzi, regna sovrano: citiamo più volte al giorno lo stress, ma abbiamo ancora troppa paura di parlare di depressione, ansia, suicidio (e non solo). Perché sentiamo che confidarci è ancora troppo difficile: il terrore di essere giudicati crea un mix esplosivo con il senso di vergogna. Il risultato? Preoccupante: chi soffre si sente sempre più alienato, solo, impotente.

Quindi: occhi aperti. Nessuno è immune, ma tutti possiamo imparare ad aiutare/farci aiutare. Scopriamo come grazie ai consigli degli esperti coinvolti nella Mental Health Awareness Week 2018 (14-20 maggio).

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Lo stress in numeri

La Mental Health Foundation ha condotto lo studio più esaustivo di sempre sullo stress: quasi 5mila esperienze raccolte e studiate, principalmente in UK.

Le statistiche ottenute sono allarmanti a dir poco. Nel corso dell’ultimo anno il 74% degli intervistati si è sentito così stressato da definirsi sopraffatto o incapace di farvi fronte. Il 46% sostiene di aver cercato rifugio nel cibo (mangiando troppo oppure molto male). Il 29% ha dichiarato di aver iniziato a bere alcool o di averne aumentato i consumi e il 16% ha iniziato a fumare o ha aumentato la quantità di sigarette fumate.

Gli effetti psicologici sono altrettanto preoccupanti: il 51% degli adulti stressati ha sviluppato depressione, il 61% ansia. Il 16% ha cercato di alleviare i sintomi con l’autolesionismo e il 32% ha ammesso di aver pensato al suicidio. Il 37% racconta di essersi sentito solo. Molto solo.

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Quali sono le cause dello stress? Anche in questo caso ci vengono in aiuto i numeri. Il 36% degli intervistati accusa una condizione di salute (o quella di un amico/parente) cronica. Percentuale che sale al 44% degli adulti con più di 55 anni. Il 22% si è sentito stressato a causa dei debiti, mentre il 21% è vittima della tecnologia: il bisogno di rispondere immediatamente ai messaggi si è trasformato in un forte fattore di ansia.

Il 36% delle donne ammette problemi psicologici legati alla propria immagine corporea (la percentuale di uomini è sul 23%). Trovare una casa e riuscire a pagarla è un’altra delle grandi preoccupazioni per il 32% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni. Le pressioni sul lavoro? Fanno soffrire il 60% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni, il 41% dei giovani tra i 25 e i 34 anni e il 17% dei 45-54enni.

Come riconoscere lo stress

Prevenire o combattere lo stress è possibile, ma la prima cosa da fare è imparare a riconoscerlo. Nonostante colpisca chiunque in modo diverso, esistono sintomi tipici da tenere sotto controllo:

  • preoccupazione o ansia costanti
  • sensazione di impotenza
  • difficoltà di concentrazione
  • sbalzi o cambiamenti continui d’umore
  • irritabilità e rabbia facile
  • difficoltà a rilassarci
  • depressione
  • scarsa autostima
  • desiderio di mangiare più o molto meno del solito
  • cambiamenti nel sonno
  • uso di alcool, tabacco o droghe per cercare sollievo
  • dolori e fitte per tutto il corpo, grande tensione muscolare
  • diarrea o costipazione
  • sensazione di nausea o vertigini
  • perdita di desiderio sessuale

    Se i sintomi si fanno sentire per un lungo periodo è giunto il momento di rivolgerci a un medico di fiducia, a uno psicologo o ai centri dedicati previsti dalle Regioni.

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    Combattere lo stress è possibile: 3 modi efficaci

    Gli esperti della Mental Health Awareness Week spiegano come imparare a gestire lo stress in tre step:

    1. Capire cosa ci sta causando problemi: riflettiamo su ciò che ci accade e cerchiamo di collegare le sensazioni di stanchezza e malessere fisico con le pressioni che stiamo affrontando. Teniamo d’occhio i segnali che il nostro corpo ci invia mentre stiamo vivendo un evento stressante: muscoli tesi, stanchezza eccessiva, mal di testa che diventa emicrania.

    2. Capire perché quel qualcosa ci causa stress: dovremmo dividere le possibili cause in tre categorie, ovvero quelle con una soluzione pratica, quelle che richiedono tempo per arrivare a un miglioramento e quelle per le quali non possiamo fare nulla. Riconoscere le primi due categorie ci farà sentire subito meglio: ci ricordano che possiamo agire e cambiare le cose.

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    3. Riflettiamo sul nostro stile di vita: lavoriamo troppo? Ci sono cose che possiamo delegare a qualcun altro? Esiste il modo di rendere più piacevole quello che stiamo facendo? Possiamo cambiare in meglio le nostre giornate?

    Riorganizzare una vita troppo stressante è ormai imperativo.

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    Come prevenire lo stress in 7 step

    Conoscendo il nemico possiamo prevenirlo. Come? Con questi 7 consigli:

    1. Cibo sano sempre: una buona alimentazione riduce i rischi di malattie croniche, ma non solo. Il cibo è in grado di influenzare il nostro umore. Inoltre mangiar sano ci fa sentire più in salute, più soddisfatte del nostro autocontrollo. I must: acqua, vitamine e minerali essenziali.
    2. Adieu fumo e alcolici: diminuire la quantità o smettere del tutto può solo farci bene. All’inizio sembrano aiutarci a ridurre la tensione, ma in realtà peggiorano progressivamente il nostro stato di salute.
    3. Esercizio fisico? Sì, grazie! Essenziale per alleviare lo stress, ci aiuta a vederci più forti e in forma. L’umore ringrazia. Non servono sforzi folli: una camminata all’aria aperta o un po' di esercizio fisico leggero bastano.
    4. A tutto relax: impariamo a prenderci del tempo SOLO per noi. Sì, perché trovare l'equilibrio tra la responsabilità che sentiamo verso gli altri e quella verso noi stessi può ridurre di molto i livelli di stress. Priorità alla cura della nostra persona, agli hobby e alle serate con le BFF.
    5. Consapevolezza sempre: dobbiamo imparare a essere consapevoli, ovvero a prestare attenzione ai nostri pensieri e sentimenti istante per istante. Ricordiamoci di focalizzarci sul momento presente, non pensiamo più a passato né al futuro. La meditazione Mindfulness è la soluzione perfetta: ci insegna a concentrarci sul qui e ora.
    6. Alla ricerca del sonno riposante: un buon sonno è essenziale. Dobbiamo fare tutto il possibile per aiutarci a dormire meglio: sport durante il giorno, mangiare più leggero la sera, evitare smartphone e tablet a letto, meditare, leggere libri rilassanti…
    7. Autocritica sì, ma… : impariamo ad accettarlo, avere una brutta giornata è normale. Avere momenti NO è un'esperienza umana universale. Smettiamo di criticarci duramente e ricordiamoci che dobbiamo essere gentili con noi stesse, imparando ad apprezzare tutti i nostri pregi.

      E non dimenticate la cosa più importante: sfogatevi, parlatene sempre. Il coming out safe - ovvero il poter parlare dei vostri problemi psicologici senza temere le conseguenze - è un diritto fondamentale di tutte noi che dobbiamo sopravvivere alla frenesia moderna. Rivolgetevi alle amiche, ai familiari, ai medici: troverete sostegno, storie simili alle vostre e l'aiuto che vi cambierà la vita. MAI più vergogna, benvenuta consapevolezza.

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