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Posta di Barbara Alberti: «Sono gay: ho lasciato il mio ex per la libertà, ma me ne pento»

«L'ho lasciato perché mi sembrava noioso, ma ora mi ritrovo spesso a pensare a lui»: ecco la risposta della scrittrice Barbara Alberti

Getty Images

La scrittrice Barbara Alberti risponde alle lettrici di Gioia! che vogliono sottoporle i loro problemi di cuore: scrivetele all'indirizzo maleducazione.sentimentale@hearst.it. Ecco il suo consiglio a un lettore a cui manca l'ex compagno.

«30 anni, gay, mai avuto problemi nemmeno a scuola, perché menavo. Cioè ho menato al primo che voleva sfottermi, e non è successo più. Due anni fa mi sono invischiato in una convivenza con un gay moderno cioè noioso, col sogno del caminetto. Finché ho trovato uno libero come me. Quando ho detto al mio partner che lo lasciavo, mi aspettavo una scena da casalinga disperata, piatti rotti, lacrime… Invece mi ha lasciato andare senza ricatti. Sto bene col libero, ma lui mi manca».

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(Sorpreso72)

Lo credo. Lui che pareva così perbenino, così conformista, alla fine si è rivelato il più libero di tutti, lasciandoti libero. La tua lettera è un monito per quelli che quando vengono lasciati fanno il diavolo a quattro, frantumano cristalli, tirano zoccoli e minacce. Credono così di rendersi indimenticabili. E fanno un gran regalo a chi se ne sta andando, aiutandolo a scappare senza rimorsi, il più ratto possibile. Invece, nelle sembianze del tuo casalingo si nascondeva un innamorato vero. La sua compostezza, la sua sincerità sono stati un'insuperabile prova d'amore. Se colui al quale dici sai, me ne sto andando con un altro, non cerca di darti una martellata, non strepita non starnazza non minaccia il suicidio, ma sorride mesto uno quasi si innamora, andando via, sulla porta. Solo in quel momento hai capito quanto ti voleva bene. Saggio ragazzo. Ti ha condannato a una punta di rimpianto, esile ma acuta.

Scrivete a Barbara Alberti all'indirizzo: maleducazione.sentimentale@hearst.it

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