Tutta la verità sulla dieta Lemme, tra alimenti vietati e consentiti e i dubbi dei medici

Tutto quello che c'è da sapere sul discusso regime alimentare, messo fortemente sotto accusa anche dall'Ordine dei Medici

La dieta Lemme
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La dieta Lemme non smette di far parlare di sè, anche se il programma televisivo che l'ha portata alla ribalta, ovvero il salotto di Barbara d'Urso, e che ha scatenato un'infinita serie di polemiche, non sta andando in onda. Ci si scontra infatti anche a distanza soprattutto tra vip e volti noti, divisi tra sostenitori (come Francesca Cipriani, che ha raccontato di aver seguito la dieta con successo) e accusatori (tanti, tra cui anche la cantante e vincitrice di Sanremo Arisa, che ha rivelato durante una puntata di Domenica Live di essersi rivolta ad Alberico Lemme per dimagrire, di essere addirittura svenuta per colpa della dieta, e di avergli per questo chiesto indietro i soldi spesi).

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Come funziona la dieta Lemme, gli alimenti vietati e quelli consentiti

Alberico Lemme, che non è un dietologo ma, come già detto, è un farmacista, ha ideato un regime alimentare, a detta degli esperti molto drastico, che promette una perdita di peso rapida e consistente, fino a 10 chili in un mese: per dimagrire bisogna mangiare grandi quantità di carboidrati, carne e pesce. Sono da evitare invece il sale, lo zucchero, il pane, la frutta e la verdura. La dieta prevede una prima fase, più aggressiva, in cui si può mangiare tutta la pasta che si vuole, insieme a carne rossa, bianca e pesce, sempre in quantità a piacere, a colazione, a pranzo e a cena. Segue una fase di mantenimento in cui si possono introdurre tutti gli alimenti esclusi in precedenza tranne i pomodori, il gelato e il grana.

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Per spiegare meglio tutti i principi su cui si basa la sua dieta recentemente Alberico Lemme ha anche pubblicato un nuovo libro, La dieta Lemme (edito da Mondadori), che segue La rivoluzione dimagrante, uscito alla fine del 2016 sempre per la stessa casa editrice. Nel volume promette: «Vi insegnerò a cucinare, e a mangiare a sazietà, e a dimagrire o non ingrassare, o a guarire o non ammalarvi, con gioia e senza nessun sacrificio».

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Dieta Lemme, le opinioni e perché gli esperti la sconsigliano

La visibilità che ha la dieta Lemme ha ottenuto in tutti questi mesi ha però mosso medici e farmacisti, preoccupati per i principi su cui si basa il regime alimentare inventato da Alberico Lemme (convocato a gennaio dall'Ordine dei farmacisti) e non solo. Antonio Caretto, presidente ADI-Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, aveva ribadito l'importanza di rivolgersi sempre ad uno specialista prima di intraprendere qualsiasi dieta: «Ricordiamo prima di tutto agli autori e ai conduttori di programmi televisivi che trattano argomenti di natura scientifica, come la nutrizione o l'alimentazione, che la dieta è una terapia e come tale richiede una diagnosi prima di essere prescritta. L'unico professionista autorizzato alla prescrizione terapeutica non è il 'tuttologo', che siede il più delle volte nei salotti televisivi, ma il medico, ovvero uno specialista adeguatamente preparato in materia come il dietologo (medico specializzato in scienza dell'alimentazione)».

Il suo intervento è in linea con la campagna di denuncia portata avanti a febbraio di quest'anno dall'Ordine dei medici di Roma contro i pericoli delle cosiddette popular diets, che pubblicizzano «benefici e terapie mediche attraverso metodi non riconosciuti (o meglio sconosciuti) dalla letteratura scientifica», come si legge in una nota. I medici della Capitale avevano spiegato anche che per contrastare il sovrappeso, come confermato «inequivocabilmente» dalla letteratura scientifica, «l'unico modo è incrementare l'attività fisica e ridurre la quantità di calorie assunte».

Per questo il presidente Giuseppe Lavra aveva sottolineato le importanti responsabilità dei media quando trattano questi argomenti così delicati, anche perché offrono una grandissima visibilità se pensiamo alla potenza del mezzo televisivo: «Nel contesto mediatico non devono trovare ingresso professionisti 'improvvisati' che possono mettere a repentaglio la sicurezza dei pazienti».

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