Come non ingrassare a Pasqua: 7 consigli salva linea degli esperti

Le semplici regole suggerite dai medici per godersi Pasqua anche a tavola senza mettere su peso e restando in salute in vista della prova costume

pasqua-come-non-ingrassare-consigli
Getty Images

Uova di cioccolata, torta pasqualina, colomba, dolci tipici: anche a Pasqua la tradizione culinaria italiana è ricca di cibi tanto squisiti quanto ipercalorici. Ma come affrontare i pranzi in famiglia e i picnic fuoriporta di Pasqua senza abbandonarsi a esagerazioni ed errori alimentari? L'Associazione Italiana gastroenterologi ed endoscopisti ospedalieri (Aigo, webaigo.it) promuove alcune semplici raccomandazioni per tutelare la salute e non ingrassare (prova costume in vista) senza rovinare il piacere del "mangiar bene".

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

1. No ai fuoripasto

Prima regola d'oro: i gastroenterologi raccomandano di rispettare la cadenza dei pasti e di non concedersi spuntini: in particolare dopo l'abbondante pranzo festivo.

Getty Images

2. Limita le porzioni

Meglio non esagerare con le porzioni e non concedersi il bis. Per diminuire le quantità senza frustrazione è utile usare i piatti da dessert, che aiutano a mangiare meno perché riducono lo spazio per il cibo (e se li scegli quadrati rendono più difficile raccogliere sughi e condimenti). Un altro espediente classico è masticare a lungo durante il pasto per aumentare il senso di sazietà.

3. Scegli i cibi giusti

Consuma la carne con moderazione, e limita l'aggiunta di condimenti come panna, burro, besciamella, che rendono anche gli alimenti più magri come le carni bianche ricchi di grassi e calorie. Mangia frutta e verdura durante i pasti invece di pane e grissini e non bere più di un bicchiere di vino. È invece importante bere molta acqua prima e durante i pasti, per saziarsi più velocemente. Al bando gli agli avanzi, meglio distribuirli tra gli invitati preparando tante doggy bag: accumularli in frigo significa prolungare il pasto festivo per giorni. Approfitta del fatto che a Pasqua i giorni di festa sono limitati rispetto al periodo natalizio per contenere i "danni".

Getty Images

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

4. Come bruciare calorie se si è mangiato troppo nel giorno di festa?

Il dispendio energetico dell'attività fisica rimane l'arma migliore per combattere gli eccessi calorici. Già nelle passeggiate di Pasquetta, a piedi o in bici, si possono consumare una parte delle calorie ingerite a tavola. Bisogna impegnarsi però: occorrono 90 minuti di camminata o mezz'ora di bicicletta per bruciare le calorie di una fetta di colomba pasquale.

5. Cosa fare per tornare in forma dopo Pasqua

No alle diete drastiche dopo le abbuffate. I rimedi come digiuno, dieta liquida, dieta disintossicante mettono a dura prova il nostro organismo, che subisce un vero stress perché passa drasticamente dall'abuso alimentare alle ristrettezze dietetiche.

La cosa migliore da fare è seguire il consiglio di Gioacchino Leandro, presidente dell'Aigo: «Nei giorni che seguono la Pasqua serve solo il buon senso, tornare un regime alimentare sano ed equilibrato, senza eccessi e golosità, evitando dolci, cibi grassi e fritture».

Getty Images

6. Quante calorie hanno uova di Pasqua e colomba?

Colomba e uova di cioccolata non possono mancare in tavola a Pasqua, ma tenete sempre a mente che il loro apporto calorico è notevole: la colomba ha circa 400 calorie per 100 grammi, è dunque consigliabile concedersene solo una fetta sottile, soprattutto perché chiude un pasto già di per sé molto calorico. Meglio scegliere un pezzo di cioccolata extra fondente come dolce. Il cioccolato è un alimento molto calorico ma se consumato con moderazione fornisce nutrimento e piacere. Il consiglio è di fare attenzione al tipo di cioccolato acquistato perché gli elementi benefici e antiossidanti risultano proporzionati alla percentuale di cacao puro presente.

7. L'olio di palma fa male?

Questo prodotto si ottiene dalla spremitura dei frutti di alcune specie di questa pianta coltivate in Africa, Asia e America centro meridionale. È impiegato dall'industria alimentare per mantenere umidi e stabili i prodotti da forno, le farciture, evitando i più costosi imballaggi in alluminio e l'aggiunta di alcol. L'accusa che viene mossa all'olio di palma è l'elevato di acidi grassi saturi, che favoriscono l'accumulo di colesterolo del sangue e quindi potenzialmente l'insorgere dell'aterosclerosi. La European Food Safety Authority (Efsa) raccomanda per queste ragioni un livello di acidi grassi saturi e trans (margarine) "il più basso possibile", al di sotto del 10 per cento del fabbisogno energetico. Attenzione anche alle uova di Pasqua, perché per la nuova normativa europea possono contenere anche olio di palma.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Pasqua