La dieta di Audrey Hepburn, dall'amore incondizionato per la pasta all'unico suo peccato di gola

L'indimenticabile Holly Golightly di Colazione da Tiffany, per l'80% della sua dieta mangiava frutta e verdura, poi pasta, poca carne e si concedeva un quadratino di cioccolato fondente dopo cena

image
Gettyimages.com

Audrey Hepburn icona di stile senza tempo, attrice elegante e raffinata, mamma presente e amorevole ma anche «pragmatica». Audrey Hepburn uno nessuno centomila e forse anche di più. L'indimenticabile Holly Golightly di Colazione da Tiffany amava mettere tutta se stessa nel lavoro (iconica in Vacanze romane, Sabrina e My fair lady) ma anche nella cura della sua famiglia allargata e dei suoi due figli (nel luglio del 1960 nasce Sean, frutto del matrimonio con Mel Ferrer e nel 1970 il secondogenito Luca, avutodallo psichiatra Andrea Dotti quando aveva già 40 anni ndr). Stessa determinazione, disciplina, rigore e dedizione nel riguardo della sua persona e della sua salute. Il suo senso di morigeratezza coinvolgeva il suo modus vivendi a 360 gradi, e ovviamente, anche la sua dieta.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Getty Images

Madre natura è stata particolarmente generosa con Audrey. Il suo fisico asciutto e minuto che è riuscita a conservare, proprio come la sua eleganza, fino alla sua morte a 63 anni, è stato più volte oggetto di dibattito. In molti si sono interrogati su quale fosse il suo segreto di bellezza, che l'ha portata a rimanere forever divina. Ma c'è da dire che non erano in pochi a pensare che la Hepburn soffrisse di disordini alimentari e che mangiasse «a giorni alterni».

Intervistato dal settimanale People non molto tempo fa, Robert Wolders, compagno della Hepburn dal 1980 fino alla sua scomparsa nel 1993, ha ribadito le parole della donna più importante della sua vita, svelando alcuni retroscena sul suo tanto chiacchierato regime alimentare. «La mattina, a colazione, mangiavamo pane di segale e marmellata, mentre a mezzogiorno c'era sempre la pasta, oppure pollo e vitello con ortaggi del nostro giardino. La sera, zuppa con pollo e verdure», ha confessato ricordando le loro abitudini in cucina durante i 13 anni passati uno a fianco dell'altra. Ma non solo. Secondo Wolders, Audrey sarebbe stata solita concedersi anche qualche peccato di gola, come «un po' di cioccolato fondente dopo cena, ma anche «due dita di scotch». Innamorati come il primo giorno, i due trascorrevano il loro tempo insieme facendo lunghissime passeggiate. Robert, 81 anni, ha ricordato, con una certa nostalgia, che Audrey «aveva un metabolismo straordinario, ma non era mai eccessiva in quello che faceva».

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Getty Images

Versione confermata anche dal figlio dell'attrice, Luca Dotti, nato dal matrimonio della diva con lo psichiatra Andrea Dotti. «La gente credeva che fosse così magra perché aveva qualche disordine alimentare, ma non è vero. Amava il cibo italiano e la pasta. Mangiava un sacco di cereali, poca carne e un po' di tutto in generale», spiega nel suo libro Audrey at Home, Memories of My Mother's Kitchen. «Gli spaghetti al pomodoro erano in modo assoluto i suoi preferiti. Avrebbe potuto vivere mangiandolo solo quelli».

«Mamma, come consiglierebbe ogni medico, non rinunciava mai ai benefici di una buona colazione. Non la saltava mai, ma faceva un giorno detox al mese, a base di yogurt e mela grattugiata», si legge sempre nel libro celebrativo di una delle star più rappresentative del cinema internazionale. «Ricordo che una volta mi è venuta l'idea di allevare polli e conigli. Mia madre mi ha guardato come a dire che era una buona idea ma chi li avrebbe uccisi? Così abbiamo coltivato patate. Per l'80% della sua dieta mangiava frutta e verdura».

Getty Images

Anche il difficile passato di Audrey, secondo Luca, avrebbe segnato fortemente il suo approccio con il cibo. «Uno dei motivi per cui mia madre è sempre stata così magra risale alla sua infanzia. Dai 9 ai 16 anni, durante la Seconda Guerra Mondiale, si è trovata a vivere momenti di grave malnutrizione. Il periodo in cui più aveva bisogno di sostanza nutritive è stato quello in cui ne era sprovvista. È il periodo in cui i Nazisti occuparono l'Olanda, nel 1944, soprannominato l'Inverno della Fame. Mia madre non aveva abbastanza cibo. Si è portata dentro i ricordi della guerra per tutta la sua vita», ha continuato Dotti ricordando poi come la madre ai tempi della guerra fosse stata vicino alla morte, riuscendo a sopravvivere «mangiando solo ortiche e bulbi di tulipani».

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Diete