4 diete popolari che secondo i nutrizionisti dovremmo smettere di seguire nel 2018 e per sempre

Dieta militare, gluten-free o chetogenica: dietisti e nutrizionisti ci spiegano perché non fanno poi così bene al nostro organismo

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Rachael Gorjestani / Unsplash

Buoni propositi per il 2018? Tornare in forma of course, ma con un diktat imprescindibile. Infilarsi senza trattenere troppo il respiro nei jeans comprati prima delle feste, ma senza cimentarsi in diete che promettono di diventare Cara Delevingne in un battito di ciglia o sperimentare rigidi regimi alimentari che non fanno poi così bene al nostro metabolismo. Con l'aiuto di Reader's Digest, che ha interpellato fior fior di dietisti e nutrizionisti, ecco quattro diete che dopo essere state in super tendenza nell'anno appena trascorso, nel 2018 dovrebbero andare ufficialmente in pensione, per la gioia del nostro organismo.

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1. Dieta Militare o Dieta dei Tre Giorni

Non ci vuole molto a capire che la dieta militare, più semplicemente chiamata dieta dei tre giorni, fondata su un regime a basso contenuto calorico (si parla di 1000 calorie al giorno) giusto il tempo di un fine settimana, non sia esattamente una dieta equilibrata, anche se continua ad attirare seguaci perché promette di perdere fino a cinque chili a settimana.

Il problema, però, è che oltre ai liquidi e alla massa grassa diminuisce anche la massa muscolare, senza contare che un regime alimentare che dura solo tre giorni non può considerarsi una buona abitudine alimentare da seguire a lungo termine.

2. Dieta Chetogenica

Tra le più gettonate dello scorso anno, la dieta chetogenica, una dieta iperproteica con un alto apporto di proteine e l'assenza di carboidrati che si basa principalmente sul meccanismo della chetosi o acetonemia (alterato metabolismo del glucosio che porta a una prolungata ipoglicemia e ad un accumulo di corpi chetonici nel sangue). Riducendo drasticamente i carboidrati e aumentando le proteine e i lipidi si può ridurre l'accumulo di grasso per utilizzarlo a scopi energetici: la diminuzione dei livelli di glucosio, così, costringe il corpo ad attingere l'energia dal grasso.

Nella dieta chetogenica, sono presenti molte carenze nutrizionali (in particolare fibre, vitamine e minerali) e senza dubbio non può rientrare tra i regimi definiti sani e benefici. Inoltre, costringe fegato e reni a lavorare il doppio per eliminare l'azoto in carenza di glucosio, intossicando l'intero organismo.

Anche la reale efficacia della dieta chetogenica è messa in dubbio: molto spesso, infatti, dopo un primo risultato entusiasmante in termini di perdita di peso, appena si interrompe il ciclo dietetico, si torna a ingrassare annullando in poco tempo tutti i benefici raggiunti.

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3. Dieta Paleolitica

La dieta paleolitica (Dieta Paleo o Paleodieta) è un regime alimentare tanto di moda quanto discusso. Ideata da Loren Cordain, nutrizionista dell'Università del Colorado si ispira all'alimentazione dell'era paleolitica. Via libera, quindi, alle proteine animali e stop a carboidrati (ad eccezione di quelli contenuti in frutta e verdura), legumi, latte e latticini, sale, zucchero, olio, burro e tutti i cibi lavorati e la birra.

Molti nutrizionisti vedono in questo tipo di dieta iperproteica un potenziale rischio per la salute, soprattutto se seguita per lunghi periodi. Le controindicazioni della dieta paleo sono sostanzialmente quelle delle altre diete iperproteiche che eliminano quasi del tutto nutrienti importanti come i carboidrati e quindi non sono equilibrate e non infondono una corretta educazione alimentare.

Effetti dannosi a lungo andare si riscontrano su reni e fegato costretti a smaltire troppe sostanze derivanti dal metabolismo delle proteine animali, in particolare l'acido urico, ma anche affaticamento, cefalea, stitichezza e sbalzi d'umore.

4. Dieta gluten-free

La moda, tanto insensata quanto dilagante, di escludere il glutine dal regime alimentare è da condannare. Certamente, una dieta gluten-free è appropriata per i celiaci o gli intolleranti, ma in caso contrario, non è consigliata, senza contare che alcuni cibi gluten-free contengono più calorie rispetto alle loro controparti con glutine.

Le diete prive di glutine devono essere monitorate, in quanto possono essere carenti di nutrienti nobili (molte vitamine del gruppo B, fibre e ferro). Anche se non è una cattiva idea evitare i carboidrati raffinati che contengono glutine (biscotti, torte, farina 00, pasta di semola, pane, riso bianco) non è raccomandato evitare i cereali integrali (frumento integrale, segale, orzo, farro, kamut, avena, riso integrale, selvatico, mais).

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