"È così spropositamente grassa che qualunque cosa indossi non può donarle" la storia di Maria Callas prima di Maria Callas

Un po' di chiarezza sulla misteriosa storia dietro alla folle perdita di peso della Divina Callas

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Maria Callas la Divina. Maria Callas che ha fatto delle sue imperfezioni la sua perfezione. Occhi grandi e fragili, naso importante e fiero, labbra carnose e sanguigne: l'immagine di Maria Callas è impressa nella storia.

The Voice ha incantato il mondo, non solo per la sua agilità come viene definita dagli esperti del bel canto, ma soprattutto per la complessità emotiva e artistica della sua anima.

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Cantante, attrice, ma anche personaggio dei jet set internazionale e soprattutto icona di stile. Maria Callas diventa Divina per la sua voce, ma anche per la sua immagine. Un'immagine che ha fatto di tutto per plasmare. All'inizio della sua carriera, Maria Callas pesa cento chili per un metro e 73 di altezza e proprio non si piace. Non si riconosce nel suo aspetto che non rispecchia le sue aspirazioni e ambizioni.

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Fatale l'incontro con la sarta milanese Biki (la leggendaria Elvira Leonardi Bouyeurein) nel 1951.

«Se dovessi mettermi a vestire una donna come lei diventerei pazza, è talmente, spropositamente grassa che qualunque cosa indossi non può donarle. Non potremmo rendere onore al protagonismo di una donna talmente affascinante, se prima la signora non perdesse qualche chilo». Bastano queste poche (e dure) parole della sarta decantata da Gabriele D'Annunzio ad accelerare la metamorfosi del soprano da sempre in conflitto con lo specchio (e la sua anima).

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Così, tra il 1952 e il 1954 la cantante perde 36 chili come documentato da lei stessa sul calendario di scena: se sul palco per la Gioconda alla Scala del 1952 la bilancia segna 92 chili, per la Norma di Trieste del 1953 è già arrivata a 80. Nel 1954 per il Don Carlo sempre nel Tempio del Piermarini, Maria esulta per aver raggiunto i 64 chili. Ma l'obiettivo è un altro.

La musa di Pier Paolo Pasolini e Luchino Visconti negli anni 1955–1957 arriva a sfiorare anche i 54 chili e ad avvicinarsi al suo ideale di bellezza.

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Di questo dimagrimento così rapido e repentino si è data una versione molto romanzata, che lei tuttavia non si è mai preoccupata di smentire, sostenendo che avesse ingerito volontariamente una tenia, parassita intestinale comunemente noto come verme solitario, assumendolo dentro una coppa di champagne.

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Secondo la cognata, Pia Meneghini, invece, la Callas riuscì a dimagrire con tutta questa velocità grazie a una serie di iniezioni applicate direttamente alla tiroide, responsabile dei centri nervosi, che sarebbero state la causa della sua depressione latente.

Secondo altri amici vicina alla Divina, in realtà è stata una dieta ferrea a base di carne e verdura a modificarle il metabolismo, associata a molto movimento e a una buona dose di superlavoro.

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