Attrici over 50 anni in forma come a 25 ma solo perché fate una vita da ospedale

Siete spettacolari all’età in cui le nostre nonne dicevano il rosario, il segreto?

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Getty Images

A settant’anni, mia nonna aveva tutti i capelli bianchi chissà da quanto, non usava pittarsi la faccia, e se le si chiedeva delle sue relazioni spiegava che la sua vita era finita quando era morto mio nonno, cioè quando lei aveva quarant’anni. A cinquant’anni, a mia madre era già cascato tutto: le palpebre, le guance, la pancia, le tette. A quarant’anni, io mi sono arresa alla vecchiaia incombente: non avevo la tigna per quel dispendio di tempo, energia, denaro che serviva a mantenersi in forma; avrei potuto continuare a dimostrare sei mesi di meno, ma questo avrebbe significato passarli, quei sei mesi, dall’estetista, dal parrucchiere, in palestra. Ho deciso che, se la vita di mia nonna a quarant’anni era finita, poteva finire anche la mia fatica: potevo rilassarmi e sfasciarmi, me l’ero guadagnato con 25 anni di tacchi e cerette. E invece.

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Jane Fonda ha ottant’anni. In una scena di Grace and Frankie, la serie di Netflix in cui è una signora che si rifà una vita dopo che il marito la lascia perché si è innamorato del suo migliore amico, ha inserito una scena chiaramente consolatoria per noialtre: dice a un corteggiatore (l’attore che lo interpreta ha diciott’anni meno di lei) che non ce la fa più a sentirsi in gara con le giovanotte, che c’è una realtà che lui non ha affrontato; svela le ciglia finte, le extension nei capelli, il tutore al ginocchio; si passa perfino una salvietta in faccia: guarda, senza trucco – noialtre non eravamo così spericolate neanche a trenta. È una scena furba per due ragioni. La prima è che è un’aspirazione per tutte quante, mica solo le vecchie carampane: abbiamo passato i vent’anni ad abbassare le luci prima di sfilarci il reggiseno, per evitare l’effetto “gli casca tutto davanti e poi chissà se mi vorrà ancora” (a vent’anni si è stupide davvero, e non si sa che davanti a un paio di tette un uomo medio è così grato che certo non si formalizza se non stanno su). La seconda è che quella è Jane Fonda: senza protesi è comunque più übergnocca di quanto lo siamo noi dopo trucco e parrucco.

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Qualche mese fa ha messo su Instagram due foto: una di lei a una serata di gala, l’altra la mattina dopo, struccata, ancora in abito da sera ciancicato: «Non riuscivo a tirarmi giù la lampo, non avevo mai voluto tanto un marito». Ciancicata, era più favolosa di quanto lo saremmo noi perfettamente stirate. Un mio amico coetaneo del corteggiatore di Grace and Frankie, dopo aver visto il film in cui Jane Fonda proponeva a Robert Redford di farsi compagnia, mi ha detto che sì, certo, se ti bussa Jane Fonda è un conto, «ma se arriva una coetanea che somiglia alla sora Lella?». Avrei dovuto dirgli «Non è che tu sia Redford», ma non ce l’avevo con lui: ce l’avevo con Jane Fonda.

Here’s me on the red carpet of LA Museum of Modern Art gala

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E anche con Sharon Stone, che tre giorni prima di compiere sessant’anni ha posato per il New York Times con la pancia fuori: io non avrei osato neanche a venti. Nell’intervista, giurava che non si cura per niente. Salvo poi elencare: non bevo caffè, alcolici, bevande zuccherate, non mangio conservanti né farina.

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Ecco, almeno ammettetelo. Siete spettacolari all’età alla quale le nostre nonne dicevano il rosario, ma è perché fate una vita da ospedale. Almeno ditelo, invece di mentirci fingendovi come noi mortali, e facendoci sentire in colpa perché noi, invece, invecchiamo.

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