​E se per trovare il profumo perfetto l'olfatto non c'entrasse proprio nulla?

Magari lasciandoti ispirare da un'immagine, una situazione, una canzone

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ImaxtreeSzymon Brzoska

Piccolo riassuntino su cosa ormai sappiamo a memoria sul profumo: non va spruzzato da vicino, non va strofinato sui polsi, per farlo durare più a lungo andrebbe applicato nelle zone più calde del corpo, magari precedentemente idratate con una crema ad hoc, magari dopo una doccia calda, e non in quelle a rischio sudorazione. Piccolo riassuntino su cosa non sospettavamo minimamente del profumo: abusarne potrebbe rovinare la tua vita sociale perché camuffa il tuo odore più ferino e inibisce gli istinti primordiali, e sì, Marilyn Monroe non amava solo Chanel N°5 (sopra e sotto le lenzuola). Il secondo vademecum si sta per arricchire di una nuova teoria poco tradizionalista sulla scelta del profumo perfetto. Come si legge su wellandgood.com, per trovare l'essenza giusta, quella che viene chiamata autografo olfattivo per intenderci, potrebbe non essere necessario annusarla, provarla, testarla, conoscerla. Ma basterebbe lasciarsi guidare da tutti gli altri sensi, senza coinvolgere proprio l'olfatto. Magari facendosi raccontare un'emozione da un susseguirsi di immagini, magari lasciandosi ispirare da un video o coccolare da una canzone.

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Ne sono convinti i fondatori del marchio di profumi Phlur, che ti invitano sul loro sito web ad affidarti a occhi e orecchie, accantonando per un attimo il naso, per scovare la fragranza più in linea con il tuo io. Ogni profumo è presentato con una playlist, una storia e una serie di immagini proprio come un mood board. Immagina: tu e i tuoi amici che saltate fuori da una Jeep tra le montagne rosse mentre note speziate ispirate al deserto, chiodi di garofano e gelsomino si diffondono nell'aria mixate alle strofe di Inside Out di Spoon. Ecco, questo è Moab.

«Quando lavoriamo con i profumieri, diamo loro degli storyboard visivi, composti di musica e parole e lasciamo che sia l'artista e creare la fragranza», spiega Eric Korman, fondatore e CEO di Phlur, convinto che non ci sia nulla di strano nel loro approccio alla scelta di un profumo senza di fatto annusarlo, almeno non quanto sia di per sé poco ingegnoso provarlo su un cartoncino in una profumeria di un grande magazzino con l'aria inflazionata da migliaia di jus diversi. Prima di procedere all'acquisto, Phlur ti manda il campioncino del profumo per vedere se «scatta il colpo di fulmine», perché le relazioni a distanza prima o poi vanno messe alla prova.

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