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Frédéric Malle, il mecenate del profumo di nicchia che avrebbe tanto voluto creare una sua fragranza

Le Editions de Parfums diventa maggiorenne ed è tempo di bilanci

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Il profumo al centro. No testimonial, no packaging invitanti, no pubblicità, no marketing aggressivo. Per Frédéric Malle il profumo è arte, è come un quadro, un libro, un'opera. É qualità, e non una questione di business. I profumieri al centro, cuore pulsante dell’intero processo produttivo, liberi di esprimere la loro creatività senza costrizioni, che dall'anonimato dei laboratori escono allo scoperto e ci mettono naso e faccia. La misson de Le Editions de Parfums da 18 anni a questa parte è chiarissima. La riscoperta di una profumeria contemporanea, lussuosa e artistica, simile a quella dei grandi classici del passato con lo scopo dichiarato di permettere ai migliori parfumeur in circolazione di creare quelle fragranze che sognano ma che il mercato non gli permette di realizzare, di creare liberamente affidandosi a tecniche e a materie prime altrimenti precluse dai limiti di budget spesso imposti dalle maison che commissionano i profumi. Il risultato è sorprendente: una gamma di profumi lussuosi capaci di soddisfare i clienti più esperti ed esigenti.

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Nato nel 1962, Frédéric è cresciuto nella più pura tradizione della profumeria francese (è il nipote di Serge Heftler Louiche, tra i fondatori della maison de parfums Christian Dior), ma all'inizio non sembra molto interessato a note di testa o note di fondo. Dopo gli studi di Economia all'Università di New York e una breve esperienza nella pubblicità, decide di seguire il suo destino (e la sua inclinazione) e nel 1988 entra nei Laboratori di profumi Roure Bertrand Dupont, dove conosce i nasi più importanti del settore. A giugno 2000 fonda Editions de Parfums per «dare più dignità al profumo e rendere liberi i parfumeur di creare capolavori artistici unici». La prima creazione è stata Iris Poudre in collaborazione con Pierre Bourdon, poi con Dominique Ropion ha pensato a Portrait of a Lady e Carnal Flower, con Edmond Roudnitska al visionario Parfum de Thérèse e al celebre Musc Ravageur con Maurice Roucel. Tutti profumi innovativi, grandi classici moderni, destinati a durare nel tempo e non a risentire delle mode.

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In un'intervista rilasciata aTheCut.com, Malle si racconta a tutto tondo e ammette di avere un debole per le scarpe di Christian Louboutin, per il cioccolato fondente, il vino bianco bordeaux e gli spaghetti al pesto e pomodoro piccante del Sant Ambroeus, di essere affezionato a una vecchia borsa di Valextra, di non poter fare a meno della app di Spotify, e che molto probabilmente, Luigi XIV sarebbe diventato il suo migliore amico («Mi piacciono le persone semplici», scherza). Parlando di ciò che gli sta più a cuore, Frédéric è convinto che tra le sue fragranze, quella che non è stata capita fino in fondo e che dovrebbe essere un best seller è Dans Tes Bras di Maurice Roucel. «È uno dei nostri profumi più belli, ma devi indossarlo e conviverci. Non lo scopri necessariamente quando lo senti per la prima volta. Bisogna avere la pazienza di provarlo». Idee chiare anche quando si parla delle tendenze beauty del 2018. «Un ritorno a qualcosa di meno rumoroso e meno fashion-centric. Le persone cercano qualcosa di tranquillo». E quando gli chiedono che cosa avrebbe voluto aver inventato, risponde senza esitazioni «il profumo». Che domande.

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