E se fare sesso con un robot non fosse un'esperienza così assurda?

Un viaggio nel mondo dei sex robot che ci fa capire tantissimo sul desiderio umano

Nel 2050 i sex robot saranno una realtà. Ad affermarlo con convinzione più di dieci anni fa David Levy nel libro Love and sex with robot, nel quale preconizzava come i rapporti intimi uomo-macchina sarebbero entrati nell'ordinaria routine entro il 2050. Non solo sesso, ma amore, amicizia, matrimonio, tutto. Un futurologo di nome Ian Pearson, è andato oltre profetizzando che tra 30 anni gli umani faranno più sesso con i robot che con altre persone. Perché i robot sessuali sapranno come interpretare ogni tuo desiderio non chiedendo nulla in cambio. Perché avranno come unico obiettivo quello di soddisfare ogni tua volontà. I cosiddetti sex robot o sexdroid, che da questa estate verranno lanciati sul merctao, sono progettati per dare piacere all'essere umano, ma non solo dal punto di vista fisico. Sono in grado di conversare, dire barzellette, recitare poesie e ridere a una tua battuta. La giornalista del New York Magazine, Allison P. Davis, come raccontato a The Cut, ha deciso di approfondire la questione e di recarsi di persona alla Abyss Creations di San Diego, leader del settore dei sex robots di silicone che una volta sincronizzati con un'app corrispondente, possono fare complimenti e sedurre. Allison ha conosciuto il suo ideatore Matt McMullen e ha incontrato Henry, il primo robot sessuale maschio della storia.

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Le RealDoll di McMullen sono diventate più che un oggetto erotico, tanto che molti le considerano delle vere e proprie compagne di vita, alternative a fidanzate in carne ed ossa. Harmony è il primo modello-robot dotato di un software di intelligenza artificiale. Creata in collaborazione con Realbotix, costa dai 15mila ai 50mila dollari a seconda degli optional. Non cammina (per scelta: sarebbe troppo costoso e le batterie troppo voluminose), ma in compenso è dotata di una testa robotizzata che muove le labbra, ammicca e riproduce con grande realismo un’ampia gamma di espressioni facciali. Al di là delle meccaniche, l’aspetto davvero rivoluzionario di Harmony è il suo software di intelligenza artificiale. Una testa robotica, controllata tramite Bluetooth tramite un'app per Android che la differenzia dalle altre bambole di silicone. Mentre una normale bambola è stazionaria e muta, le teste robotiche hanno occhi, bocche e facce in movimento; possono parlare in vari campi e accenti (scozzese e inglese), ricordare nomi e preferenze (film e libri preferiti) e mostrare tratti di personalità (da Intellettuale e Chiaccierone a Insicuro e Moody) selezionati dagli utenti. Puoi plasmare la sua personalità (intelligente, romantica, lunatica, timida, intraprendente) che si evolve in base a come il partner interagisce con lei. In pratica, se è impossibile che Harmony decida di mollare il suo proprietario perché si è invaghita del vicino di casa, è invece plausibile che si offenda e risponda male se si sente trascurata. Come lei anche Solana e Henry, oggetto del desiderio della Davis.

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Henry è alto un metro e ottanta, ha occhi verdi, labbra piene, addominali da paura, e ovviamente è super dotato. «Henry, in pratica, è essenzialmente un dildo di alta qualità collegato a un manichino elegante con un altoparlante Bluetooth nella sua testa. Ma il divario tra ciò che immaginiamo e ciò che è possibile rende i robot sessuali il veicolo perfetto per riflettere sul nostro futuro sessuale e tecnologico», spiega Allison centrando il punto della sua inchiesta. Ma provare attrazione per un robot è accettabile e possibile? Se si pensa a quanto si è affezionati al nostro smartphone e a quello che rappresenta forse sì. Le persone hanno un'incredibile capacità di provare empatia e amore per gli oggetti inanimati e le entità non umane. In questo caso la tecnologia verrebbe utilizzata per schivare le difficoltà del rapporto vis à vis, alla ricerca di un surrogato dell'imperfezione dei rapporti reali. Una finestra sui nostri desideri. Su cosa significhi il sesso nella nostra società, forse un atto fisico che non richiede emozione o reattività o sorpresa. Un/a compagno/a che puoi personalizzare in tutto e per tutto. Un'evoluzione (estrema) delle app per appuntamenti in cui scegli il partner come su un sito di shopping on line.

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Harmony e Solana esemplificazione del concetto donna oggetto mai caldo come in questo periodo storico? Secondo la docente di matematica del Mit di Boston Cathy O'Neil su Bloomberg, nel lungo periodo saranno gli uomini, e non le donne, a doversi preoccupare per la competizione dei robot in quanto degni sostituti del partner maschile. Presto, insomma, potrebbero essere le donne a stancarsi degli uomini e dei loro comportamenti misogini, tanto da rimpiazzarli con Henry senza troppe esitazioni. In realtà, almeno, per ora, il quadro sembrerebbe opposto. In un sondaggio della Tufts University del 2016 su 100 persone, due terzi degli uomini intervistati hanno dichiarato che avrebbero fatto sesso con un robot e due terzi delle donne hanno dichiarato che non l'avrebbero fatto. «No, oggi non ho fatto sesso con Henry. Ma la risposta alla domanda che tutti vi state facendo è: non faro sesso con Henry nel futuro più vicino», conclude Allison non escludendo la possibilità, un giorno, di intrattenersi con il robot dagli occhi verdi e la risposta pronta.

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