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Milano Zucchero e Catrame, questa città ha un calendario tutto suo

Quando ti trasferisci in una nuova città le priorità sono trovare un tetto a buon prezzo, individuare i rifugi dove sentirti a casa e capire usi e costumi: io lo sto facendo

Milano Zucchero e Catrame, questa città ha un calendario tutto suo
Matteo Maffucci

Canzone per leggere l'umore: Nightcall di Kavinsky

Quando ti trasferisci in una nuova città le priorità sono:

1. Trovare un tetto a buon prezzo.

2. Individuare i "rifugi" (ristoranti, negozi, librerie) dove sentirti a casa.

3. Modellare la tua vita anche in funzione di usi e costumi della città.

E proprio per questo in questi mesi ho scoperto che anche Milano ha un calendario tutto suo. Lo so, può sembrare assolutamente superfluo, ma quando ho deciso di lanciarmi in quest'avventura, ho giurato a me stesso che avrei vissuto tutto "il pacchetto Milano". È una questione di onestà verso una città che, per il momento, mi ha accolto in maniera splendida. Si chiama onestà intellettuale. Ho chiamato l'unico amico nato e cresciuto a Milano che ho, per ora, e mi ha spiegato un po' di cose abbastanza interessanti.

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Prima di raccontarle, faccio un breve ricordo del mio primo Sant'Ambrogio in città - 7 dicembre - di cui (penso) di aver capito la sacralità. La città si ferma - si ferma, si spegne e si svuota davvero - davvero - non si lavora neanche sotto tortura (da non credere…), c'è la prima alla Scala, per l'occasione arrivano orde di turisti e i milanesi doc, quei pochi rimasti, che spariscono dalla circolazione senza lasciare traccia. Dove vanno? Tutti al lago? Perché durante il week end scappate? Com'è la vita sulle rive del lago di Como, il lago Maggiore o quello di Garda? (devo provare!).

Prima cosa.

Sono appena terminati i famigerati Giorni della Merla (29-30-31 gennaio). Secondo tradizione sono le settantadue ore più fredde dell'anno. Al di là che la situazione meteorologica non è stata poi così difficile da gestire, c'è da sottolineare l'aspetto scenografico. Sono entrato a fare colazione da Cova (via Montenapoleone 8) e vi giuro che ho incontrato almeno quattro o cinque "sciure", che tra una brioche e un cappuccino, parlando tra loro, dicevano: "Le fa on frecc de biss!" (sembra quasi portoghese!). Meravigliose.

Seconda cosa.

Il 3 febbraio è San Biagio e secondo la tradizione bisogna mangiare un panettone, rimasto lì, in uno scaffale della cucina, da Natale. Perché? Sembra che eviti di farti venire il mal di gola. Se non lo avete, non potete fare nulla, non funzionerà, e soprattutto non potete comprarlo.

Terza cosa.

Il Carnevale, che qui esiste solo se lo dite aggiungendo l'aggettivo Ambrosiano, a Milano, si festeggia un altro giorno. Lo so, è strano, ma è così. E se chiedi perché tutti ti dicono "perché qui siamo a Milano e si festeggia con il Rito Ambrosiano", e basta. Per tutti quest'anno il carnevale si festeggia il 28 febbraio (Martedì grasso), ma qui il 4 marzo (Sabato grasso). Quindi, quando a Viareggio si smontano i carri, a Milano ci si traveste da Brighella e Arlecchino. Ottimo.

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Quarta cosa.

E poi c'è San Firmino, che si festeggia l'11 ottobre, detto anche il giorno delle matricole firmate. Non so come spiegarvelo, ma sembra che gli studenti più grandi firmino zaini, vestiti e corpi umani degli studenti del primo anno. Vero e proprio bullismo. È come se fosse la festa patronale di "San Bullo". Da vedere almeno una volta nella vita.

(to be continued)

P.S. Preso dall'entusiasmo per queste nuove scoperte ho anche acquistato il calendario dei calendari: El Milanes. Girano voci che sia tra i più venduti insieme a quello dei Carabinieri e di Padre Pio. (allego foto).

Matteo Maffucci

Maurizio Zorat
Matteo Maffucci, cantante degli Zero Assoluto, lascia Roma per Milano: qui potete seguire (e commentare) le sue peripezie di expat.

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