X Factor 10, le nostre pagelle alla quinta puntata dei Live

E alla fine anche Fedez l'invincibile perde una delle sue mini donne: ma se l'eliminazione di Caterina non coglie di sorpresa, abbastanza inaspettato è stato invece il ballottaggio contro Eva, tra le più forti fin dai casting

Puntata confusionaria, questa del quinto Live di X Factor 10, che ci lascia con quesiti insoluti, non dico urgenti ma fastidiosamente in sospeso. Primo fra tutti: a che cosa si riferisce Alvaro Soler, il giudice più mollato della storia del talent, quando più volte chiede ai concorrenti di fargli vedere «una cosa di verza»? E chi è, di grazia, il misterioso Giuseppe al quale una sempre strepitante, più che straripante come piacerebbe a noi, Arisa si rivolge per trovare conferma e conforto alle sue analisi musicali? E infine: Fedez, che non per niente oggi è pure stilista, ci può gentilmente dire dove ha trovato la t shirt più clamorosa della sua invidiabile collezione, ovvero quella con ritratta Britney Spears all'apice del suo crazy moment? Una visione, quella maglia, che per un po' ci ha distratte dalle esibizioni dei fantastici, più o meno, 7 di questa puntata. Che tra nuove vittime di assegnazioni paragonabili per piacevolezza ai malanni di stagione (vedi alla voce Loomy) e outsider che si fanno largo a gomiti in faccia agli avversari (occhio che Gaia è pronta ad asfaltare tutti), ha visto Caterina mollare il colpo di fronte all'avversaria che non avrebbe voluto mai avere, ovvero Eva. Ma è ora di parlare di numeri, e quindi eccovi le nostre insindicabili pagelle della quinta puntata di X Factor 10.

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1 Roshelle: voto 5/6 alle assegnazioni, 6+ alle performance, 8 al look

Quella che fin dalla prima puntata è diventata, alla faccia della sua faccia da schiaffi (o se preferite RBF, ergo resting bitch face che è ormai definizione attestata dall'autorevole Wikipedia) la nostra preferita, alla quinta puntata si è spiaggiata come un pesce nelle rete, dando anche un senso metaforico ai suoi, per noi giustissimi, outfit. Sì, perché la bombastica Roshelle s'è dovuta prima cimentare con un pezzo di Imogen Heap che prevedeva la voce effettata (cielo, che fastidio, l'avessero almeno tenuto qualche secondo, quel filtro,invece che per tutta l'esibizione), poi con Umbrella di Rihanna in versione, come da tema della seconda manche, "reloaded". Una versione, insomma, tip tap, di quelle perfette come sottofondo a quelle cose chiamate apericena, che ha messo la concorrente di Fedez a proprio agio più o meno come un gatto lanciato in una vasca da bagno piena d'acqua. L'effetto è stato solo una gran voglia di salvarla da tutto quel disagio, e per la prima volta un moto di affetto e tenerezza per la più badass di quest'edizione. Ad ogni modo stupendi i dred lock multi color, omaggio, crediamo, riuscito all'ultimo look RiRi

2 Andrea: voto 6/7

Il buon Biagioni il suo lo fa, intendiamoci, è che proprio manca di magnetismo. Cioè: quali domande vi state ponendo intorno alla sua persona dai casting a oggi? C'è qualcosa di lui che vi non dico intriga ma almeno incuriosisce un po? Anche in questa puntata, insomma, l'interrogativo più vivace che ci si poteva porre era se si fosse trovato più a suo agio con la riga di lato, in una versione meno scalata di McGiver, o se si preferisse con la riga in mezzo, un po' Lorenzo Lamas, un po' Grignani. Nessuna traccia, purtroppo, del Lenny Kravitz intravisto da Arisa (ma ancor più da quel Giuseppe, celato tra il pubblico) nella sua versione tristanzuola di Upton Funk. 

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3 Gaia: voto 9 alle performance, 5 alla scelta della pizza

Peccato non ci fossero i crauti, perché la giovane Gaia avrebbe messo volentieri pure quelli sulla sua marinara con würstel. E nonostante la sventagliata d'aglio sia arrivata fino a casa al solo vederla addentare cotanta pizza, subito dopo quelle immagini di backstage che la ritraevano mangiona e naif, la nuova punta di diamante della squadra di Fedez se ne è uscita con una versione non solo super sexy ma soprattutto vocalmente paurosa di Lean On dei Major Lazer, in un arrangiamento anni 70 che è stata la cosa migliore della puntata. 

4 Caterina: voto 6

Dai, Cate, a noi puoi dirlo: in realtà non ce la facevi più a stare lì dentro. Lo dimostrano le borse, diventate crateri sotto gli occhi, che spuntano a ogni immagine di backstage e che si riuscivano a spianare solo con le luci di scena. Lo dimostrano i sorrisi tirati di una che per provarci ci prova, ma sta davvero sparando le ultime cartucce. Per provarci, ci hai provato,peccato non ti abbiano, no neppure a te, messa nella tanto citata comfort zone: prima piazzata su dei trampoli che senza colpa non sai portare e che ti hanno impedito di muovere alcunché tranne la testa, in una versione inquietamente robotica di Wake me up di Avicii, poi in una versione che voleva essere simpatica e invece è stata sciapa della già non eccezionale Burn di Ellie Goulding. Brava comunque per aver tenuto botta fino a metà percorso.

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5 Eva: voto 7

Bellissima e tristissima, così ci è sembrata Eva in questo quinto Live. Forse, la buttiamo lì, il suo giudice Manuel Agnelli invece di continuare ad appiopparle addosso pezzi energici come accappatoi fradici, dovrebbe andare alla ricerca di qualcosa di più luminoso, che la ragazza, sennò, qui ci si spegne man mano. O quantomeno spegne la voglia degli spettatori di votare per lei, tant'è che per la prima volta s'è trovata a rischio eliminazione, nonostante abbia cantato senza pecca alcuna. 

6 Soul System: voto 8

A parte che solo Alvaro Soler poteva entusiasmarsi per una giacca fatta di cinture di sicurezza di un'auto, a parte il «piumino uguale a un mio amico che faceva il pusher» (cit. Fedez versione Amici Miei), insomma a parte come li hanno conciati, i Soul System hanno preso Midnight City degli M83, ovvero la roba più bianca, musicalmente parlando, ed eterea del mondo e ci hanno tirato fuori del black, anzi del nigga. Tifiamo per una finale. 

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7 Loomy: voto 7 a lui, 4 al suo giudice

Quanta pazienza ha, il giovane Loomy, con il suo giudice allo sbando? Forse proprio la sua santa pazienza e la faccia sorridente e calma con cui ha accolto la difesa più che zoppicante di Arisa di fronte a commenti soft dei colleghi sul genere di «castrazione artistica» o «versione macchietistica del rap» per la scelta di fargli fare Il Piccolo carrozziere, sono stati la ragione della sua salvezza. Il pubblico non pensiamo abbia premiato Rosalba Pippa, sommersa di fischi e capace di difendere il suo unico concorrente rimasto in gara con argomenti forti come «ha scherzato sulla sua bassa statura», ma proprio il rapper da borsetta con, sì, qualche problema di sudorazione, ma con tanta buona volontà. E pazienza a palate. 

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