X Factor 10, le nostre pagelle alla seconda puntata dei Live

​Fuori i Les Enfants, ancora bravissime le donne di tutte le categorie, spietato il giudice Agnelli: ecco i nostri voti

La seconda puntata dei Live di X Factor 10 ci ha resi tutti un po' più cattivi. Roba da aver voglia di calpestare aiuole, rubare biscotti ai bambini e dire no al pranzo domenicale dalla nonna. Il tutto sfoggiando neri stivali da cavallerizza. La colpa di cotanto livore è naturalmente tutta di Manuel Agnelli, il giudice spietato (ma pure permalosissimo), che rispetto alla prima puntata del talent di Sky, ha alzato l'asticella della cattiveria mista a spocchia. Senza prendersi mezzo fischio, segno che, per ora, sta riuscendo nella sua manovra di seduzione del pubblico italiano. E per un Agnelli che, come ha detto Mara Maionchi, poco prima di concentrarsi sui talenti incompresi del nuovo format Strafactor, «le ha date di santa ragione», ecco un Alvaro Soler che le ha prese, e pure di brutto, senza scomporsi mai, confermando l'indole strutturata di cui ci aveva raccontato. Fedez, in tutto questo, battibecca con la sua strepitosa e capricciosissima Roshelle, dando il via sui social a un bel gossip malizioso e pruriginoso che vedrebbe la rapper (no, scusate, lei ha ribadito di essere «prima di tutto una cantante») dalla chioma sbiadita come una minaccia per la fidanzata, sempre più hot, Chiara Ferragni. Ma, lasciando per un attimo da parte i pur succulenti pettegolezzi, veniamo alle fatidiche pagelle della seconda puntata dei Live di X Factor 10.

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Les Enfants: voto 5 e 1/2

Il loro giudice Soler aveva promesso di fargli il mazzo per gli errori commessi la scorsa volta. E invece, a sto giro, li sabota palesemente affidandogli quello che, a ragione, lo spietato Agnelli definisce «un orrore, uno dei pezzi più brutti della storia della musica» ovvero The rhythm of the night. Che ancora ancora cantato da Corona con quella selva di treccine ondeggianti a distrarre dalla noia che solo un pessimo pezzo dance regala, ma fatto in versione Bastille, con suoni ricercati e per questo tanto più stonati, proprio no. E infatti l'arca dei Les Enfants, con cui un Tomassini precog li aveva accompagnati, affonda senza speranze e la band degli scout milanesi che ci era così piaciuta agli Home visit saluta per sempre la gara. Almeno nelle prossime puntate ci sarà risparmiato un Cattelan che ogni volta si chiede se ha pronunciato correttamente il loro nome.

Loomy: voto 8

Lo spietato Agnelli si aggrappa al calzino bianco (d'altronde lui con i calzini bianchi è dai tempi di Sui giovani d'oggi ci scatarro su che ce l'ha a morte) per trovare motivo di critica, mentre gli altri suoi due colleghi Soler e Fedez non si sbilanciano granché. E invece questa del più sottovalutato (anche da noi, lo ammettiamo) concorrente di questa decima edizione è stata una performance di tutto rispetto. Primo perché il rap, stavolta costruito su Could you be loved di Bob Marley, di Loomy è notevole, secondo perché le cose che ha scritto erano scevre di cliché da rapper, terzo perché è stato uno degli unici, insieme al buon Andrea Biagioni, a cantare in italiano, quarto perché ha il coraggio di conciarsi come si concia e accettare la presa in giro dello spietato senza avvilirsi.

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Eva: voto 8

In un tripudio saffico-militare che d'ora in poi popolerà i sogni erotici dei sostenitori dei Marò, Eva scivola sinuosa, intensa e impeccabile tra le difficoltà di un pezzo non troppo conosciuto degli Alabama Shakes, Don't wanna fight. La buttiamo lì: per noi è già in finale.

Gaia: voto 7 e 1/2

Lo spietato Agnelli la vorrebbe addirittura «rubare alla squadra di Fedez», mentre Arisa sostiene che abbia «ancora parecchio da lavorare» e, data la qualità dell'esibizione, ci chiediamo se l'abbia costretta, a fine gara, a riassettare lo studio, smontare le scenografie e dare una passata di straccio, perché davvero c'è poco da aggiustare nel canto di questa giovanissima. Che, oltretutto, è stata splendida con un pezzo come Human di Rag'n'Bone Man davvero tosto.

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Soul System: voto 7

Ringrazio personalmente i Soul System innanzi tutto per avermi fatta elevare dalle nebbie della mia ignoranza, costringendomi a googlare il termine «swagga», di cui sono sani portatori essendo il significato assimilabile più o meno a «cosa che spacca». Più colta e più saggia di prima, mi sento di promuovere a pieni voti questa loro versione di All that she wants degli Ace of Base, brano nuovamente additato dallo spietato Agnelli come orrido, inascoltabile, imbarazzante. E invece qui lo spietato sbaglia e pecca di boriosità, perché, come sostiene la brava Arisa sempre più «simonaventurizzata», questo, poche balle, è un gran pezzo.

Andrea: voto 6 +

Il buon Biagioni lascia intendere, nella clip che introduce la sua prova, che non abbia mai sentito prima il brano degli Afterhours che lo stesso spietato leader degli Afterhours ha deciso di appioppargli. Ballata per la mia piccola iena, per chi ama la band di Agnelli, è una di quelle canzoni che si fatica particolarmente a sentire cantata da una voce diversa dall'originale. E per quanto il buon Biagioni si difenda bene sul finale, la partenza timida e incerta (d'altronde il suo è il giudice spietato, chissà che ansia il poveretto avrà avuto addosso) pregiudica in parte la prova. Ci rallegriamo che, a esibizione finita, Agnelli si sia alzato per applaudire il suo concorrente, che pare essersi messo in salvo da temibili vendette da parte del rocker-cavallerizzo.

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Daiana Lou: voto 7

Dei Daiana Lou amiamo soprattutto la metà maschile, silenziosa, laboriosa, destinata al cono d'ombra e quasi mai considerata al momento dei giudizi. Tuttavia stavolta anche la metà rosso fuoco femminile ci è piaciuta, perché meno straziata del solito da grandi sofferenze e animata, in modo garbato, da una teatralità che ha trovato una giusta misura. Alvaro, poi, stupisce tutti staccandosi dal troncone dance anni Novanta delle altre assegnazioni e dando al duo Running with the wolves della scandinava Aurora, che non sarà una bomba di energia ma calza bene al duo più «bio» della competizione.

Roshelle: voto 9

La ragazza capace di beccarsi una valanga di complimenti, in una gamma che va da bomba a pazzesca, con la faccia di una che ha appena saputo di dover andare a raccogliere cacche di cane in tutta Milano, alza ancora il livello della sua esibizione. In parallelo, però, alza anche il livello di lagne e pure quello di amore-odio (e pure di flirt, c'è chi mormora sul web) con il suo giudice Fedez. Il quale, e ci complimentiamo, non perde le staffe dinnanzi a tanta fastidiosa tracotanza della super brava Roshelle, ma anzi si prodiga per essere capito nelle sue scelte. Scelte, a onor del vero, impeccabili solo e soltanto con lei, che stavolta se ne esce con una versione della praticamente impossibile Animal di Yelawolf straordinaria e gagliardissima. Talmente brava da superare la sua innegabile antipatia.

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