X Factor 10, le nostre pagelle alla prima puntata dei Live

​Tra esibizioni toste, assegnazioni altalenanti e giudici ben calati ognuno nella sua parte, il primo Live di questo X Factor 2016 porta a casa il risultato: ma vediamo chi ci è panciuto e chi invece no

Ed eccoci a parlare, finalmente, della prima puntata, con tanto di novità fresche di annuncio, dei Live di X Factor 10. Puntata ben confezionata, piacevole, talvolta divertente seppur non frizzantissima (ma niente a che vedere con i semi soporiferi home visit) e che soprattutto porta già a galla alcune verità degne di nota, ovvero: le donne in questa edizione 2016 sono le più forti (ma già si era intuito durante i Boot Camp), Manuel Agnelli in versione Gary Oldman in Dracula è lì lì per soffiare al bel Soler il ruolo di sexy giudice, Arisa (che comunque ci diverte come ci ha già divertite durante i suoi Boot Camp) ha diverse questioni da risolvere, primo con il suo stylist che ha pensato fosse una buona idea vestirla da big bubble, poi con se stessa e la sua capacità di tenuta fino a tarda ora, ma ne parleremo a breve. E Fedez in tutto questo? Beh, lui, che al posto delle solite t-shirt sfoggia una giacca dai bottoni dorati che sa di aiutino da parte della nuova fidanzata Chiara Ferragni, è placido, tranquillo e poco in vena di sciorinare le sue solite metafore, eccetto il colpo di genio: «Voler rendere omaggio a Lucio Dalla con un pezzo rap è come proiettare un porno sul Vaticano per omaggiare papa Francesco». Ma veniamo, dunque, alle fatidiche prime pagelle dei Live di X Factor 10.

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Marco Mengoni: voto 8 alla performance, 5 alla cera

Ospite per la 300esima volta del talent che lo ha avviato al successo, Marco Mengoni regala sempre esibizioni gagliarde. Quello che non abbiamo capito, però, è la ragione per cui si sia dovuto complicare la vita cantando avvolto prima da una giacca a vento piazzata sopra il vestito, poi infagottato in una maxi felpa manco fosse Drake. Il risultato sono stati fiumi di sudore sul volto terreo del povero Marco e un'aria sofferente che nemmeno i Daiana Lou.

Caterina: voto 7 e 1/2

Fossero tutti così garbati e gentili, quando si approcciano a canzoni praticamente impossibili come La canzone di Marinella di Fabrizio De André. Caterina oltre che garbata e gentile è pure emozionante, quindi le diamo 7 e la ringraziamo per aver tirato fuori dal giudice Agnelli un felice ricordo di infanzia: «Mia mamma mi cantava sempre questa canzone e quando io le chiedevo se la poveretta poi ritornava lei mi rispondeva che quando si muore non si torna più. Questo spiega molte cose». Eh già.

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Fem: voto 6 - -

Alvaro Soler che è severissimo e glaciale al punto da insinuare in Mara Maionchi, finalmente fuori dallo sgabuzzino, il dubbio che non sia davvero spagnolo (e infatti ci aveva già raccontato di essere non solo metà teutonico ma pure ingegnere) è l'unico giudice a riconoscere un certo disordine nell'esibizione del filiforme Fem, che sfoggia, tuttavia, una barba invece ordinatissima. Dopo le due ultime stratosferiche prove, sia ai bootcamp che agli home visit, ci aspettavamo qualcosa di più caldo al posto dell'urlato pezzo dei One Republic.

Les Enfantes: voto 6 +

Bravo Fedez nel dire che i 4 scout milanesi sono «fortissimi quando rendono attuali brani vintage del repertorio italiano, ma nel caso di questo Bologna è una regola non era necessario». E infatti l'arrangiamento risulta un po' pesante, per un pezzo di Luca Carboni che emana, invece, morbidezza. Loro, però, ci piacciono e siamo felici che abbiano una seconda possibilità. Ma mal che vada il cantante può sempre proporsi come controfigura di Nicolas Vaporidis.

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Silva Fortes: voto 5 all'assegnazione, 7 alla voce

Eh no, caro sexy Manuel Agnelli di rosso vestito, non ci faremo intimidire dalla tua sexy chioma, né dalla tua sexy voce e neppure da quell'aria altezzosa ma pronta a sgretolarsi al primo accenno di bravura e bellezza che, lo abbiamo già detto?, ti rendono sexy. Alla faccia di tutto questo sex appeal dobbiamo bocciare la scelta di assegnare a Silva Fortes (e le bocciamo anche il nome d'arte, sorry) The Blower's Daughter di Damien Rice, ergo la canzone più suonata come marcia nuziale ai matrimoni in ogni parte del globo. Se il brano in origine era pure bello e coinvolgente, oggi è diventato il corrispettivo musicale del «mappazzone» dello chef Barbieri.

Roshelle: voto 8 e 1/2

E non le diamo di più solo per via delle lagne con cui ci ha fatto sbuffare nelle immagini del backstage. Per il resto è stata una bomba con Heavy Dirty Soul dei 21 Pilots e se tiene questi standard, è già in finale, a meno che non si renda antipaticissima al pubblico tra capricci e la brutta abitudine di parlare in terza persona. Ragazzi, a meno che non soffriate di allucinazioni e stiate davvero vedendo qualcuno di fronte a voi, piantatela una buona volta con questa terza persona.

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Diego: voto 6

L'eliminato di questa prima puntata a noi non è sembrato così al di sotto degli altri, come invece l'hanno dipinto i 4 giudici, compreso il suo. Il povero Diego, già spacciato dai giudizi, primo fra tutti quello di Arisa che invece di prenderne le parti si è lanciato in una sconclusionato e non necessario mea culpa a tratti imbarazzante, ha retto il colpo alla grandissima, sfoderando un bel sorriso e zittendo tutti con uno schietto «io mi sono molto divertito». E si vedeva, che si divertiva con sincerità e senza mossette, e per questo ci dispiace per la sua uscita.

Eva: voto 8 e 1/2

Nella serata delle ballate strappa sbadiglio assegnate da Manuel Agnelli è ancora Eva a spiccare come migliore della squadra degli Over. Perché se Wise Up di Aimee Mann è folgorante quando accompagna le immagini del film Magnolia, fatto dal vivo al piano è una bella gatta da pelare. Ma lei, che per Agnelli sembra «l'ospite internazionale della serata» punta tutto sull'eleganza e va a segno.

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Arisa: senza valutazione per «doping»

Parte bene, finisce in stato confusionale. In ogni caso meno male che c'è, perché senza di lei quest'anno al tavolo dei giudici ci sarebbe la stessa vivacità che durante un reading di poeti georgiani. Sta di fatto che la cantante da un certo punto in poi, oltre a rimanere a pieni nudi ben prima che l'orario ci facesse pensare che, povera, non ne potesse proprio più, ha iniziato a dare segni di stanchezza o, come ipotizzato da il popolo dei social che l'ha sommersa di tweet cattivelli, segni di alterazione. E avevano ragione, perché la stessa Arisa ha scritto sulla sua pagina Facebook: «Ieri sera ero brillina. Ero molto ansiosa, in camerino mi avevano regalato una bottiglia di champagne di ottima marca e, quindi, mi sono fatta prendere, un brindisino a destra, uno a sinistra e mi sono inciuccata tutta. Almeno non avevo più l'ansia». Ecco la vera erede di Morgan. Cheers, Arisa.

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