Roberto Bolle danza in tv in una serata evento su Rai Uno

Il celebre ballerino va in scena su Rai Uno sabato 8 ottobre 2016 in un programma che unisce spettacolo e danza: ce ne parla in questa intervista

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Silenzio in sala… e anche in salotto: l'8 ottobre 2016 Roberto Bolle va in scena in prima serata su RaiUno. L'ammiraglia pubblica ha voluto omaggiare il celebre ballerino con la serata evento La mia danza libera. Uno show che si annuncia tutt'altro che tradizionale o soporifero… 

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Il balletto in tv: un bell'azzardo…

Quando mi hanno proposto lo show, avevo due scelte: realizzare una serata classica e istituzionale oppure aprirla a nuove sinergie, mostrando come il balletto classico al suo più alto livello potesse mischiarsi e giocare con tutte le arti, divertendo ed emozionando. Va da sé che ho scelto la seconda opzione invitando amici della danza – artisti di primissimo livello internazionale – e amici della musica, del teatro, della tv. Alla conduzione ho fortemente voluto la splendida Luisa Ranieri, che è anche una mia cara amica.

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In questo gioco di contaminazione di generi, ci sarà anche spazio per l'ironia?

Francesco Pannofino mi tratterà male, ma ci divertiremo: la sua ironia e cattiveria mi hanno conquistato! E poi ci saranno Virginia Raffaele, con la quale sognavo di fare qualcosa dal nostro incontro a Sanremo, Paola Cortellesi, Elio e molti altri ospiti. Quanto agli amici della danza, posso anticipare che avremo in studio artisti del calibro di Asaf Avidan e il mito della danza americana Misty Copeland, mia meravigliosa partner in un grande classico che sono sicuro emozionerà il pubblico.

Ma il balletto non era un mondo d'élite, refrattario alle contaminazioni?

Combatto contro questo pregiudizio da sempre. Purtroppo si vuole il balletto come un'arte elitaria, richiusa nei teatri, disponibile solo per quei pochi in grado di apprezzarla. Invece la danza può emozionare e incantare tutti: basta saper coinvolgere il pubblico. Per questo sono sempre aperto a nuove sfide e ho portato la grande danza ovunque: nelle piazze, in tv, al cinema. Ogni volta l'obiettivo è il medesimo: portare nuova linfa alla danza, che può ammaliare tutti. 

Quanto i talent show hanno realmente contribuito a diffondere la conoscenza e la bellezza del balletto? 

Non sono mai stato contrario ai talent, anzi! Tutto quello che può far scaturire una passione è utile e prezioso alla causa. Certo, poi bisogna sapere che il percorso del ballerino professionista non si esaurisce nello spazio di una trasmissione: si costruisce con la fatica e lo sforzo quotidiano, con la fatica e i sacrifici.

Proviamo a sfatare anche un altro luogo comune: la danza è sinonimo di una vita ritirata, all'insegna del sacrificio?

Danzare implica tanti sacrifici e rinunce ma quello che ho ricevuto in cambio è impagabile. In questa trasmissione ho voluto proprio dimostrare tutta la gioia che un'esistenza votata all'arte può regalare. Danzare è la mia vita. Ho avuto la fortuna di capirlo da subito, fin da bambino, e da allora non ho mai mollato.

Dica la verità, non si è mai concesso nessuna trasgressione?

Non molte, a dire il vero. Le mie trasgressioni sono verso gli affetti, la famiglia, gli amici: solo loro riescono a strapparmi dalla danza. Però ho un debolezza: il cioccolato, fondente.

E come vive l'inevitabile scorrere del tempo? Pare che la vecchiaia sia una delle maggiori preoccupazioni dei danzatori, anche per i giovani come lei.

Per il momento non mi dà problemi. Con il nostro corpo abbiamo un rapporto molto intimo e di conoscenza. Impariamo a riconoscerne limiti e debolezze sin da bambini, per superarli il più possibile e spingerci oltre. Questo è un momento bellissimo per me, di massimo controllo e sviluppo. Quando non sarà più così, vedremo.

L'anno scorso si è cimentato con la regia per Milano 2015. Nel suo futuro potrebbe esserci spazio anche per la Settima Arte?

Mi sono divertito moltissimo a fare il regista. Al momento sono troppo impegnato a danzare, ma se mi venisse prospettato un bel progetto sono pronto a sperimentare!

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