Giorno della memoria 2017: 10 libri per non dimenticare

Andiamo in libreria e compriamo un libro, per capire cosa è stato l'Olocausto da chi l'ha vissuto

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Il 27 gennaio è il Giorno della memoria. Ne abbiamo bisogno, e non solo per celebrare, ma soprattutto per continuare il ricordo della Shoah. Lo scrittore Jonathan Safran Foer mi diceva in un'intervista che la memoria della Shoah, assottigliandosi sempre più il numero dei sopravvissuti, sta diventando un racconto indiretto, portato avanti per ora da figli e nipoti. «Io ho saputo di quei momenti da mia nonna che era stata in un campo e da mia madre che era emigrata in Israele, ora tocca a me raccontarlo ai miei figli, ma già non sono più un testimone diretto. E cosa ne sapranno i figli dei miei figli? La Shoah diventerà un riquadro nei libri di Storia?».

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Ed è per questo che serve un Giorno della memoria, perché le storie di tante persone non cadano nell'oblio. Una riflessione che hanno voluto fare molti scrittori anche non ebrei , un impegno preso per le generazioni a venire. I libri che abbiamo scelto partono da queste basi, non parlano solo di guerra, di fame e dolore, ma anche di amore, di amicizia, di solidarietà e di futuro. Perché anche nei tempi più bui non si può impedire alla speranza di farci compagnia.

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Il museo delle penultime cose

Una fanta fiction che parla della Shoah da una prospettiva un po' diversa: in una Roma del 2030, sotto elezioni presidenziali, scossa da derive antisemite, Pacifico Lattes, massimo esperto dei sopravvissuti dell'Olocausto e direttore del museo dell'Olocausto (che a Roma oggi non c'è), scopre che c'è ancora un testimone che nasconde una verità che non vuole raccontare. Si parte a ritroso nel tempo, ai rastrellamenti, ai campi, ai bambini persi e scambiati, verso nuovo dolore. Ma è l'unico modo per vaccinarsi contro la paura che quello che è successo torni a ripetersi.

Il museo delle penultime cose, di Massimiliano Boni, 66tha2nd, pp. 383, € 16.
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Oggi siamo vivi

Il racconto, impossibile ma non improbabile, dell'amicizia tra un soldato nazista e una bambina ebrea.Tra Mathias, il bel nazista scelto per infiltrasi tra i soldati americani in arrivo, e Renée l'indomita ebrea senza famiglia. Il periodo storico è preciso: la resistenza nelle Ardenne belghe nel 1944, nel momento in cui gli americani avanzano, i nazisti lanciano l'ultima offensiva e rastrellano i civili. Da una parte e dall'altra ci sono morti tragicamente inutili, mentre la guerra sta per finire. In quell'anno molti bambini ebrei che avevano perduto i genitori, uccisi nei lager, erano nascosti nei villaggi valloni, da contadini che sapevano bene cosa rischiavano. Un giovane "disumanizzato", paladino della morte, si risveglia all'amore, alla vita. Questa è fiction ma, in modi meno eclatanti, ci sono state anche stori simili: vere.

Oggi siamo vivi, di Emmanuelle Pirotte, Nord edizioni, pp. 304, € 16,90.

Il nascondiglio

La storia dell'eccentrica famiglia Boltanski, ebrei esuli a Parigi da Odessa. Si va dalla Seconda guerra mondiale a oggi, i Boltanski sono accumulatori seriali che alla fine vanno a vivere in un garage. È la storia della famiglia dell'autore, ovvio, che setacciando case e ricordi di parenti vicini e lontani, con il piglio di un detective, ci rimanda l'eco di tanti mondi scomparsi, le case avute che non ci sono più, gli oggetti che i profughi si portano ovunque. Un peso leggero che, nell'ironia talvolta amara, ci lascia tanta nostalgia.

Il nascondiglio, di Cristophe Boltanski, Sellerio, pp. 256, € 16.
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La scelta

1944: gli americani arrivano in Italia, i tedeschi si ritirano seminando morte. Siamo alla fine, della guerra, non delle atrocità. Nell'isola sul lago Trasimeno si rifugia un gruppo di ebrei, gli abitanti sono d'accordo, sembrano al sicuro. Ma non è vero. Alla fine c'è sempre una scelta da fare.

La scelta, di Giovanni Dozzini, Nutrimenti, pp.256, € 17.
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La pensione

Ora è un uomo, un adulto, e vuole pagare un tributo alla memoria. Torna nella pensione sulla Vistola dove andava d'estate con i nonni e molti altri ebrei del ghetto di Varsavia. Li rivede tutti che gli vengono incontro con le loro storie fantasiose, le abitudini pedanti, i discorsi interminabili sulla religione, i rancori e le invidie. Tutto è come prima. Ma ora sono solo fantasmi.

La pensione, di Piotr Pazinski, Mimesis, pp. 171, € 12.

Il Minotauro cieco

Il significato della Shoah nel racconto di una nipote, che l'ha subita, senza viverla in prima persona. Ninnì è nata nel ghetto di Roma nel 1938, tutta la sua famiglia non è più tornata da Auschwitz, solo lei è rimasta. Fuggita a Napoli è stata cresciuta dal nonno Gentile, cattolico. Un nonno-padre, che l'ha educata alla libertà di pensiero e al rifiuto di ogni pregiudizio e discriminazione. Il racconto, nella mente di Ninnì procede tra la guerra e il tempo di pace. Tra l'infanzia e l'età adulta. Ninnì deve ricordare e raccontare, lo vuole Saba, sua figlia. Solo così il ricordo vive.

Il Minotauro cieco, di Francesca Romana Mormile, Dario Flaccovio editore, pp. 160, € 17.
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La voce dei sommersi

Da questo libro è stato tratto il film sulla Shoah Il figlio di Saul di László Nemes, premiato nel 2016 con l'Oscar come miglior film straniero. Un accurato e puntiglioso lavoro di ricerca sul campo di concentramento di Auschwitz, sfata la convinzione che siano stati alcuni ebrei a lavorare nei crematori collaborando con i nazisti, Il libro raccoglie le confessione di una decina di sopravvissuti, non solo ai forni, ma anche all'esplosione finale che doveva distruggere quanto rimasto del campo prima dell'arrivo dei russi. E il ritrovamento di alcuni manoscritti redatti con il sangue, perché non c'erano matite, raccontano le storie di chi doveva scomparire per sempre: ebrei, zingari, comunisti. Sono queste parole di sangue le uniche che hanno diritto di parlare.

La voce dei sommersi, a cura di Carlo Saletti, Marsilio, pp. 296, € 17

L'artista

Una avvincente storia che incrocia il mondo dell'arte nell'America degli anni Trenta, una leggenda famigliare su una prozia francese, Alizée Benoi,t pittrice scomparsa nel nulla e la Shoah. Sarà la pronipote Danielle, giovane esperta d'arte di Christie's, a incrociare le tessere di un puzzle che sembra un thriller. E invece, da uno scatolone arrivatole in ufficio, Danielle scoprirà la vera storia della prozia, l'odissea di una nave carica di profughi ebrei, la barbarie della Seconda guerra mondiale e quanto antisemitismo si celava anche nell'amministrazione americana.

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L'autrice insegna scrittura creativa a Boston.

L'artista, di Barbara A. Shapiro, Neri Pozza, pp. 368, 18.
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Non c'è una fine - Trasmettere la memoria di Auschwitz

Piotr Cywinski, direttore del Memoriale e Museo di Auschwitz-Birkenau racconta dei viaggi della memoria che ogni anno vedono arrivare al più grande campo di sterminio nazista oltre un milioni di visitatori, molti dall'Italia e molti giovani studenti. Che cosa cercano quei ragazzi ad Auschwitz, che cosa cerchiamo tutti noi? Che storia ci racconta? Dopo 70 anni molte domande sono rimaste senza risposta: la crudeltà è difficile da razionalizzare, sempre. Auschwitz è molte cose: un luogo, un simbolo, un messaggio dove si infrangono molte di queste domande irrisolte che la Shoah porta con sé. In quel luogo, scrive Cywinski, «l'Europa perse sé stessa». E, purtroppo, la parola fine a tanta sciagura non potrà mai essere scritta. Alle generazioni future il compito di tenere sempre viva la memoria.

Il libro porta una postfazione dedicata ai Viaggi della Memoria in partenza dall'Italia e al loro significato, scritta da Carlo Greppi, storico torinese.

Non c'è una fine - Trasmettere la memoria di Auschwitz, di Piotr Cywinski, Bollati Boringhieri, pp.160, € 15, ebook € 4,99.

Il farmacista del ghetto di Cracovia

L'autore è un polacco cattolico proprietario della farmacia All'aquila in un quartiere periferico di Cracovia che il 3 marzo 1941 diventa, per autorità dei nazisti, il ghetto della città. E lui ci si ritrova a vivere e a lavorare. La farmacia è l'unica del quartiere e non vuole chiuderla, né rifiutarsi di aiutare le migliaia di cittadini ebrei che abitano il quartiere. Sarà lui, Tadeusz il gentile, a essere questa volta il testimone dell'orrore. Diventando ora cronista assettico dei fatti, ora soccorritore dei bisognosi. Oggi è la memoria storica di migliaia di ebrei scomparsi o uccisi dalla città.

Il farmacista del ghetto di Cracovia, di Tadeusz Pankiewicz, Utet, pp. 276, € 16.
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