I 64 enigmi di Gianluca Magi

Il filosofo e orientalista, nel suo ultimo libro ha rivisitato i ching. A uso e consumo di noi occidentali

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Gianluca Magi ha fondato a Rimini la Scuola superiore di filosofia orientale e comparativa , di cui è direttore scientifico con Franco Battiato. È convinto che ciascuno di noi può raggiungere, se non la piena illuminazione del Budda, almeno la consapevolezza di poter crescere nella mente e nello spirito. Come? Seguendo gli antichi insegnamenti adattati alle scelte e sfide della vita contemporanea. O i suoi consigli, fuori dagli schemi e dalle sbarre di discipline o teorie troppo rigide. Da quando è nata la divinazione fai da te (dadi, carte, consigli degli angeli etc.) siamo tutti lì a consultare almattino i nostri piccoli strumenti per sapere come butterà la giornata. Un gioco, anche se molti religiosi facevano lo stesso, aprendo a caso la Bibbia o i Vangeli. Ma ci sono anche possibilità e libri più seri che ci insegnano come e cosa scegliere in ogni momento della nostra vita. Il suo ultimo libro, I 64 enigmi, è una sorta di ginnastica della mente e dello spirito, piacevole e utile. Per fare un passo ogni giorno più in là. E arrivare a quello che ci sostiene nei momenti di crisi: l'autostima e la consapevolezza. È un percorso sulla carte. Provatelo. Senza impegno.

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Ma è proprio sicuro che un occidentale migliori con la filosofia orientale?

Per chi come me e Hermann Hesse considera l'Oriente una fonte del nostro pensiero, il pensiero asiatico è un carburante imprescindibile. Non lo capiscono solo i vecchi dinosauri. Destinati all'estinzione. La filosofia orientale ci è indispensabile. Come la filosofia occidentale è indispensabile per gli orientali. Che infatti studiano da tanto tempo. Loro sanno molto di noi. Noi poco di loro. 
L'Oriente è come l'emisfero di uno stesso cervello. Che cervello sarebbe se un emisfero non riconoscesse l'esistenza dell'altro?

Lei parla di strategia evolutiva per vincere, la teoria di imparare dal fallimento è falsa?

 Il fallimento è trattato in diverse parti de I 64 Enigmi. Uno in particolare: il 36° Enigma. Il fallimento è una percezione, non è un fatto. È un'opinione oscillante. Una parte naturale del processo creativo.Successo e fallimento sono tra loro inscindibili, proprio come la materia e l'energia. Se vengono separati, l'uomo muore. Sta a te vedere il fallimento come un segno di sconfitta sul quale adagiarti come su un sofà e piangerti addosso, oppure come un trampolino di lancio verso il successo. Quelli che si piangono addosso non comprendono che il fallimento è tale solo nel momento in cui si comincia a dar la colpa a qualcun altro, a sfogare il proprio malessere personale sugli altri. Sono quelli che si adagiano sul sofà. Quelli, invece, che usano il fallimento come trampolino di lancio provano un metodo e se fallisce, lo ammettono con franchezza. E ne provano un altro. Soprattutto, provano qualcosa. L'attitudine dei vincenti è accettare di fallire, ma non accettare di non tentare.

Altro tema ricorrente è l'Eroe. Forse facendo i suoi corsi si impara a esserlo. Ma spesso nella vita ci sono vincitori e vinti. Come la mettiamo? 

Eroe è chi considera la propria vita come una magica sfida, ininterrotta e non più come una noiosa abitudine. Eroe significa essere un punto a fine frase e non una virgola in eterno. Imparare a guardare vecchie forme con occhi nuovi piuttosto che forme nuove con occhi vecchi. Ciò vuol anche dire che l'Eroe ha a cuore la logica della condivisione e della collaborazione e non la logica della competizione. Che ha fatto il suo tempo. Oggi la logica è: vinco io se vinci anche tu.
L'Eroe è competitivo con se stesso, non con gli altri: cerca di essere superiore rispetto alla persona che era sino a ieri, alleandosi e collaborando anche con le parti ostili di se stesso. Sul come fare, lascio il lettore in compagnia de I 64 Enigmi, dove ne parlo diffusamente anche con esercizi pratici e immagini divertenti.

Da dove le è venuta l'idea di una rilettura contemporanea de I Ching?

Ti rivolgi all'Oracolo per un istinto e desiderio di felicità, di appagamento delle tue necessità profonde: quelle di cui parla la saggezza.
Ti rivolgi all'Oracolo perché alle nostre religioni manca la confessione incoraggiante, il permesso di stare bene. Ti impongono troppi devi e non devi e ti danno pochi permessi.L'Oracolo ti libera dal senso di colpa necessario e pone l'accento sul tuo rinnovamento continuo fatto di possibili trasformazioni infinite. All'idea rigida che ha fatto un mondo di danni del "mi spezzo ma non mi piego", preferisce l'idea flessibile del "mi fletto ma non mi spezzo".L'Oracolo rivaluta il tuo diritto alla felicità (che per ciascuno è diversa), ammette la realtà delle risorse che possiedi (e che hai accumulato dal giorno in cui sei nato) e ti dà il permesso del desiderio. È un miracolo avere desideri. Anche se non riesci a soddisfarli, ti regalano la sensazione di essere vivo. Quando il desiderio non è ossessivo, quando non c'è attaccamento ai desideri, alle cose e alle persone, è sublime bontà. 
Per queste ragioni ho sentito l'impellenza di rileggere lo I Ching, sintonizzandolo col tempo, il luogo e l'interlocutore. Il quale non è un antico cinese di 4.000 anni fa. Ma è l'essere umano contemporaneo.

Come consiglia di leggere il suo libro? C'è differenza di percorso a seconda del sesso?Mi hanno scritto dall'uscita del libro oltre un migliaio di lettori, di ogni età: dal colto novantaduenne alla ragazzina di 10 anni.
Ciascun lettore ha scelto il modo che preferisce. Chi lo legge pagina dopo pagina. Chi aprendolo a caso. Chi consultandolo come l'antico oracolo cinese, lanciando una moneta per sei volte. E le risposte di sincronicità che mi hanno riportato sono folgoranti. Lasciano sbalorditi.
In un caso o nell'altro, nel libro opera sempre il principio analogico, lo stesso tipo di pensiero dei bambini, dei creativi, dei popoli originari e di tutti noi quando ci troviamo in stato emotivo e percettivo. Quello stato di percezione insolita e creativa che ti consente di osservare al di là del tuo naso.
In questo l'intelligenza femminile è privilegiata. La donna è tutta intuizione. Chiaroveggente. Col suo cervello splendidamente irrazionale vede ciò che l'uomo non vede, comprende in un baleno ciò che l'uomo non capirà mai.

I 64 enigmi, Sperling & Kupfer, pp. 139, euro 15,90

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