Dal recente Nina a Jobs, ecco i 5 più contestati biopic

L'ultimo è Nina, film sulla vita della jazzista Simone interpretato da una contestatissima Zoe Saldana, prima di lui, però, molti altri biopic hanno suscitato più di una perplessità: ecco i cinque più bersagliati

Ci sono mostri sacri di fronte ai quali il paragone diventa una inesorabile disfatta. Così come ci sono progetti che, pura nati dalle migliori intenzioni, nascono complicati e diventano facilmente bersaglio di polemiche. Come nel caso di Nina, il biopic sulla cantante jazz Nina Simone il cui trailer è uscito a inizio marzo ha fatto infuriare i già nervosetti fan della cantante. Di seguito le ragioni di tanto livore e gli altri film biografici più spernacchiati dal pubblico.

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1 Nina

I fan, tantissimi, della musicista, scrittrice e attivista Nina Simone non hanno mandato giù che a portare sullo schermo la loro beniamina sia stata un'attrice non afroamericana come Zoe Saldana, che ha origini domenicane, portoricane e libanesi. Saldana è, infatti, colpevole ai loro occhi di aver dovuto ricorrere alla "blackface", ovvero il make up per scurire la pelle, e di aver dovuto indossare un naso posticcio. Nulla di nuovo sotto il sole di Hollywood, ma, visto il momento delicato che la questione razziale sta vivendo negli USA, sufficiente a scatenare le ire per la mancata convocazione di un'attrice di colore. Anche Miriam J. Petty figura cruciale e carismatica nella comunità afroamericana ha affermato che «è irrispettosa, fuorviante la scelta di Zoe, e dimostra l'ignoranza di molte persone.». E mentre fioccano le esortazioni a boicottare il film, che uscirà negli States ad aprile, la protagonista di Nina si difende dicendo che «questo progetto per me rappresenta una grande prova d'attrice, ma le polemiche non sono mancate anche in fase di lavorazione. A mio parere, paradossalmente, quanto sta accadendo è un altro esempio di razzismo, a doppia mandata» e suTwitter conclude: «Vi dico ciò che per me è la libertà. Non avere paura.». Lapidaria la risposta arrivata dal profilo ufficiale di Nina Simone: «Non nominare più il nome di Nina Simone. Per il resto della tua vita.».

2 Whitney

A tre anni dalla tragica scomparsa di Whitney Houston, avvenuta l'11 febbraio 2012 per annegamento mentre era in preda a sostanze stupefacenti, l'emittente americana Lifetime ha mandato in onda Whitney, film per la tv diretto dall'attrice (e amica della cantante) Angela Bassett, al suo esordio dietro la macchina da presa. E se il pubblico ha premiato la pellicola, che ha visto la splendida Yaya DaCosta nei panni di Houston, con ascolti da record, la famiglia l'ha invece criticata aspramente pubblicando sul sito ufficiale della cantante, una lunga lettera, firmata dalla suocera di Whitney e presidente della The Whitney Houston Estate. «Questo film - si legge nella dichiarazione - è stato fatto senza la benedizione della famiglia e nonostante la richiesta esplicita della madre di Whitney di non farlo. Se lo guardate sappiate che Lifetime è nota per fare pessimi film biografici di celebrità decedute e preparatevi al peggio. La regista ha calpestato la sua amicizia con Whitney in modo irrispettoso e disonesto, dando uno schiaffo in faccia a quelli che erano i suoi veri e leali amici.».

3 Jobs

Nonostante un più che ligio al dovere Ashton Kutcher, che per essere più fedele possibile al personaggio (gigantesco) di Steve Jobs ne seguì anche la dieta fruttariana finendo ricoverato in ospedale, il film del 2013 Jobs fu spernacchiato a destra e a manca. Il buon Kutcher fu accusato di scimmiottare più che recitare e il regista Joshua Michael Stern additato di aver dato vita a un prodotto televisivo di basso livello, il tutto in una gara tra critici cinematografici a rilanciare al ribasso il giudizio sull'opera. Fino a quell'1 su 5 appioppato dal Telegraph che definì «disastrosa la scelta di Ashton Kutcher nel ruolo centrale.». Sta di fatto che oggi il neo papà della piccola Wyatt, avuta insieme all'attrice Mila Kunis, si può consolare pensando che il nuovo biopic su Steve Jobs con il volto del più raffinato Micheal Fassbeneder sta incassando molto meno del suo.

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4 Diana - La Storia segreta di Lady D

Nemmeno la favolosa Naomi Watts è uscita illesa dalla prova del biopic. Anzi, la sua Lady Diana, portata sul grande schermo nel 2013 dal regista Oliver Hirschbiegel, è stata detestata in primis dagli stessi inglesi sempre pronti a divorare qualunque prodotto racconti della loro amata principessa triste. Ebbene, nemmeno i devoti sudditi hanno perdonato un film (che si concentra sulla storia d'amore con il chirurgo pakistano Hasnat Khan) che nelle intenzioni voleva dipingere una Diana meno fragile e più artefice del proprio destino ma nella pratica finisce con il diventare una soap opera zuccherosa e piatta. Nonostante la dedizione della Watts, assai somigliante a Lady D, la donna che viene fuori dal film è poco più di un'adolescente goffa e sprovveduta alle prese con la prima grande passione e i fondamenti di strategia di conquista. Un ritratto di cui, forse, potevamo tutti fare a meno.

5 Grace di Monaco

«Inutile e glamour»: così i figli di Grace di Monaco hanno bollato il film sulla vita della loro madre, girato dal regista francese de La vie en Rose Olivier Dahan e interpretato da una Nicole Kidman messa a durissima prova. Non solo: dopo l'anteprima al festival di Cannes del 2014 la famiglia Grimaldi ha rincarato la dose affermando in un comunicato ufficiale che l'opera «non può in alcun modo essere qualificata come un biopic: il trailer di fantasia conferma il carattere totalmente fittizio di questo film. Per fugare ogni dubbio sulla serietà delle loro affermazioni tutti i membri della famiglia hanno boicottato il Festival di Cannes, dove sono da sempre degli abitué. Stampa e pubblico hanno corroborato l'ostilità della famiglia reale di Monaco: il film, infatti, è stato tanto stroncato (e fischiato) dai critici quanto snobbato dagli spettatori. Il Guardian in occasione della prima scrisse addirittura che «Cannes apre con un film biografico reale peggiore di Diana- La storia segreta di Lady D, ed è tutto dire, visto che il biopic interpretato da Naomi Watts fu davvero pessimo.».

La ragazza che arriva da Hereford, Inghilterra, torna ad occuparsi di colonne sonore: dopo la hit mondiale Love Me Like You Do, che la fece conoscere al mondo grazie anche al successo del film Fifty Shades of Grey, oggi Ellie Goulding dedica anima e voce al nuovo capitolo delle avventure di Bridget Jones con il brano Still falling for you, in rotazione nelle radio italiane dal 16 settembre e che ci farà salire la voglia di vedere che cosa capiterà in Bridegt Jones's Baby (dal 2 settembre nelle sale italiane) all'eroina nata dalla penna di Helen Fielding e interpretata da Renèe Zellweger.Consigliato a chi: ama le ballate romantiche, che più romantiche non si può.
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