Aprire le porte di casa a un clochard? Succede al cinema (e a Milano)

​​​Una commedia francese immagina i parigini costretti a convivere con i senzatetto: ce ne parla la protagonista Karin Viard, e a Milano l'idea del film diventa realtà

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In un gelido inverno che registra un freddo record, il governo francese obbliga i parigini ad accogliere nelle proprie case i lavoratori senzatetto. È lo spunto di Benvenuti... ma non troppo, commedia francese che il 28 aprile, con Karin Viard (la mamma sordomuta de La famiglia Bélier) che mostra come la via della condivisione e dell'altruismo sia un percorso umano difficile e irto di conflitti. 

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Un tema di strettissima attualità, almeno per i milanesi: entro il 30 aprile, ha annunciato Pierfrancesco Majorino, assessore al welfare, partirà il bando per la ricerca di famiglie disposte a ospitare un senzatetto in cambio di un contributo mensile di 350 euro; proposta che, oltre a sollevare polemiche, metterà alla prova le buone intenzioni dei cittadini. «Perché è facile coltivare belle idee, più difficile è metterle in pratica», spiega Karin Viard, che nel film è Kristine, casalinga altoborghese e benpensante costretta a ospitare un certo numero di clochard.

Karin Viard, protagonista di Benevenuti... ma non troppo, al cinema.
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Si è chiesta: che cosa farei io al posto della sua Kristine?

No, mi è bastato provare a entrare nella sua pelle. Il mio personaggio è una sorta di archetipo della società francese: donne votate alla famiglia, al marito, in fondo alla propria funzione. Mi diverte molto interpretarle e mostrare come sotto la superficie della buona educazione covi sempre qualche forma di follia.

Kristine reagisce quasi meglio dei suoi vicini illuminati...

Possiamo firmare petizioni e manifestare a favore dei sans-papiers, ma poi facciamo fatica ad aprire le porte di casa a persone meno fortunate di noi. Un esercizio difficile, ma credo che dal momento in cui apri quella porta in qualche modo cominci a liberare anche dentro di te gioie ed emozioni che tenevi blindate. 

La Francia e Parigi sono luoghi da tempo abituati all'accoglienza; qualcosa è cambiato dopo gli attentati terroristici?

Non sono d'accordo con lei nel dire che Parigi è accogliente, ma nel complesso devo dire che la paura non è riuscita a cambiare le nostre abitudini. È più forte la voglia di vivere, di continuare a ritrovarsi nei caffè e ai concerti. Di stare insieme. Tutti.

 Ed ecco, in esclusiva per Gioia!, una clip del film Benvenuti... ma non troppo.

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