Saoirse Ronan e il premio alle ragazze ribelli, con un consiglio: "Sognate in grande"

Pochi anni, molto talento, un Golden globe nuovo di zecca come miglior interprete brillante per il film Lady Bird e la terza nomination agli Oscar in vista: cosa volete di più? L'attrice irlandese, con il suo coraggio di osare, è un esempio per tutte le ventenni

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Ventiquattro anni ad aprile, un Golden globe in tasca, grazie alla splendida interpretazione in Lady Bird, esordio alla regia di un'altra ragazza di grande talento, Greta Gerwig. Saoirse Ronan non è tipo da perdere tempo. Dopo due nomination agli Oscar, questo film potrebbe garantirle la tripletta, per il ruolo di Christine, figlia eccentrica e ribelle, a cui sta stretta la provincia californiana: lei sogna la Grande Mela. Il suo personaggio è una delle più belle sorprese cinematografiche dell'anno. Ma non lo è certo l'interprete, irlandese nata a New York e poi tornata a casa, il cui talento è già stato messo alla prova da registi come Wes Anderson e Peter Jackson.

Timothée Chalamet, Laurie Metcalf, Greta Gerwig e Saoirse Ronan dopo la vittoria del Golden Globe.
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La vedremo spesso nel 2018. Dopo Lady Bird, che uscirà nelle nostre sale il 1° marzo, nei mesi successivi sarà in Chesil beach, tratto dal romanzo di Ian McEwan, e poi nei panni di Maria Stuarda in Mary queen of Scots, dove dividerà lo schermo con la sua potenziale rivale nella corsa all'Oscar, Margot Robbie (protagonista di I, Tonya). Ragazze in gamba, la generazione del dopo Weinstein: anche di questo abbiamo parlato con Saoirse quando l'abbiamo incontrata a Londra.

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La Christine di Lady Bird è un personaggio molto autobiografico per la sua regista, Greta Gerwig.

C'è sicuramente qualcosa, ma in realtà Christine è nata da sola, in chissà quale parte della testa di Greta, e piano piano l'abbiamo fatta crescere insieme. Credo di essere stata molto simile a Greta da adolescente, entrambe ci preoccupavamo di far contente le persone intorno a noi e non avevamo la carica ribelle di Christine. Abbiamo creato la persona che avremmo voluto essere.

Saoirse Ronan (23 anni) in Lady Bird, della regista Greta Gerwig, al cinema dal 19 aprile.

Lei è nata a New York ma è cresciuta in Irlanda. È stato difficile mettersi nei panni di una ragazza di Sacramento?

Sarebbe stato più facile se fosse stata di Los Angeles, ma la cosa più complicata è stata immedesimarsi in una giovane americana subito dopo l'11 settembre, oltretutto in una realtà scolastica che non mi appartiene. Ma sono stati problemi relativi, l'essenza di Christine è universale: è una ragazza alla scoperta di se stessa, questa è la cosa importante.

Saoirse Ronan con Lucas Hedges in Lady Bird.
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Christine frequenta una scuola cattolica: da irlandese, immagino conosca bene l'ambiente.

Sì, ho avuto un'educazione cattolica e ho frequentato scuole cattoliche. Sono contenta di come abbiamo trattato l'argomento nel film, Greta mi ha chiesto molte informazioni. Negli ultimi anni, la Chiesa ha affrontato tanti scandali, ma non è tutto così. Durante la mia infanzia, ho incontrato preti e suore che mi hanno insegnato molto e che sono stati di grande esempio. Sono contenta che qui venga data un'immagine positiva.

Saoirse Ronan con Beanie Feldstein in Lady Bird.
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Oltre che in Lady Bird, la vedremo presto anche in Chesil beach. Come si sente a essere cresciuta sul grande schermo, davanti agli occhi di tutti?

Benissimo, e oggi più che mai, perché c'è un grande bisogno di rappresentare sullo schermo le donne in ogni momento della loro vita, come accade normalmente per gli uomini. Quando ho iniziato a lavorare, da bambina, mi dicevano che avrei vissuto un momento difficile, perché nessuno scrive storie interessanti su una ragazza di 16, 18 anni. Ed è vero, ho scoperto che mi serviva un ruolo per fare il passaggio da attrice bambina ad adulta. Ho aspettato, e sono arrivati Grand Budapest Hotel e Brooklyn, ed è stato bellissimo. Mi auguro che parti del genere non siano più un caso fortuito per attrici con il mio stesso percorso.

Dopo il caso Weinstein a Hollywood è venuta l'ora di fare progetti femminili importanti, dal punto di vista sociale e professionale

Il movimento #MeToo, nato dalle donne che hanno deciso di denunciare le molestie subite, è stato nominato personaggio dell'anno da Time. Che cosa ne pensa?

È fantastico, perché nell'ambiente si ha adesso una maggiore consapevolezza. Tutti sapevano, a diversi livelli, che accadevano cose spiacevoli, anche solo la diversa considerazione di cui gode il lavoro di una donna rispetto a quello di un uomo. Credo che una conseguenza importante debba essere il supporto che ognuna di noi può dare all'altra, in modo che il coraggio di chi ha denunciato non venga dimenticato nel giro di un paio di mesi. Al contrario, dovrebbe portare alla realizzazione di progetti al femminile importanti, sia dal punto di vista del cambiamento sociale che di quello professionale, come è accaduto nella serie tv Big little lies.

C'è una ragione particolare per cui cita proprio questa serie?

Quello che ha fatto Reese Witherspoon è stato eccezionale. Ha messo insieme un gruppo di attrici incredibili che ammira, dando a ognuna di loro, anche in ruoli apparentemente minori, la stessa importanza. Guardando Big little lies non pensi mai che sia solo lo show di Reese, ma un lavoro collettivo in cui tutte hanno la stessa importanza, da Shailene Woodley a Laura Dern. È al livello di ciò che hanno fatto in passato donne straordinarie come le comiche Tina Fey e Amy Pohler, che hanno scritto per se stesse ciò che nessuno avrebbe mai scritto per loro, realizzando prodotti di qualità e di successo.

Saoirse Ronan con Greta Gerwig al Critics' Choice Awards 2018.

Lo stesso vale oggi per Greta Gerwig. Sarà così anche per lei? Il prossimo passo sarà scrivere e magari dirigere un film?

La regia mi ha sempre affascinata, giravo i miei corti già prima di iniziare a recitare. Poi, essere un'attrice è diventata la mia sola priorità, sempre pensando che prima o poi avrei avuto tempo per occuparmi di altro. Conoscere Greta Gerwig è stato molto importante per me, credo di poter affrontare la sfida di raccontare storie in altri modi. Devo solo aspettare che arrivi quella giusta.

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