Monica Bellucci e le sue riflessioni sull'amore (compreso il tradimento)

Alla vigilia del Festival di Cannes, la madrina della kermesse ci svela alcune verità che le ha insegnato la vita: 1. bisogna avere il coraggio di vivere le storie, 2. il tradimento è una fase necessaria, 3. bisogna dosare le energie per le cose che contano

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Intercetto Monica Bellucci di ritorno dal Beijing International Film Festival, sveglia dalle sei del mattino e apparentemente insensibile a un jet lag che piallerebbe chiunque. In un mondo dove pure le comparse comunicano tramite publicist e assistenti, Monica Bellucci risponde da sola al telefono con una naturalezza che cancella tutti i gradi di separazione. Come scoprirò parlandole, per lei è un'attitudine naturale, ma anche un modo di abbattere certi filtri, per muoversi un poco più leggera in una vita che, vista da fuori, somiglia a un puzzle con centomila minuscoli pezzi: aerei da prendere, film da girare, figlie (Deva, 12 anni, e Léonie, 6) a cui preparare la colazione, copioni da imparare, case sparse per l'Europa da abitare a turno; e poi ancora: festival, red carpet, interviste, anteprime, fusi orari, valigie. E forse anche un nuovo amore, come ha rivelato Paris match la scorsa settimana, glissando però sul nome.

Monica Bellucci con l'ex marito Vincent Cassel.
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Intanto è iniziato un mese campale che culminerà a Cannes, dove sarà madrina del Festival del cinema (dal 17 al 28 maggio): «È l'ottava volta che vado a Cannes. Senza il festival, il mio percorso non sarebbe stato lo stesso», dice. «Poi questa è la settantesima edizione, con Claudia Cardinale simbolo del festival, c'è un'italianità che emerge». È nelle sale con il nuovo film di Emir Kusturica On the milky road e in libreria con le interviste raccolte nel libro Incontri clandestini. Il primo appuntamento, in ordine di tempo, però, è la terza stagione di Mozart in the jungle (in onda ogni mercoledì su Sky Atlantic Hd) in cui interpreta una cantante lirica che torna a esibirsi dopo anni passati lontano dai riflettori. «Esce di scena perché la sua voce sta invecchiando e lei non la riconosce più. Va in crisi e molla tutto», spiega.

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Lei ha mai avuto voglia di dire basta?

Ho lavorato per tanti anni senza fermarmi. Passavo da un film a un festival, fino a quando ho sentito che mi mancava qualcosa. Lì ho capito che volevo diventare madre. Le mie figlie sono il mio modo di dire: fatemi scendere.

Ha continuato a lavorare, però.

Oggi giro un film poi mi fermo, per almeno sei mesi. Ho troppi amici figli di artisti per non sapere che avere genitori che fanno il mio mestiere ti espone a grandi sofferenze. Io ho fatto in modo che le mie figlie mi vedessero come mamma e non come una che fa l'attrice e ogni tanto si ricorda di fare la mamma. Mi sveglio la mattina, preparo la colazione, accompagno le bambine a scuola.

Monica Bellucci con il regista Emir Kusturica sul set del film On the milky road.

Rimpianti?

Nessuno. Avere dei figli ti impone di rinunciare a una parte di te e io ho deciso di farlo nel momento in cui ero sicura che non avrei vissuto come un sacrificio troppo grande togliermi un po' di scena.

Lei che bambina è stata?

Venivo dalla provincia umbra. La vita di provincia, con i suoi rituali, ti protegge. Ma, per me, quei rituali erano troppi. L'Umbria è una regione bellissima, ma piena d'ombra. E io volevo la luce.

A Montecarlo le hanno consegnato un premio alla carriera.

Mi sono detta: «Madonna, sto invecchiando!».

Una scena del film On the milky road.

Anche lei è la ragazza che è stata e non è più, come dice il suo personaggio nel film di Kusturica?

I film non arrivano per coincidenza. Certo che lo sono. Cinquant'anni sono un passaggio.

Che cosa ha perso e cosa ha trovato in questo passaggio?

Ti lasci alle spalle la gioventù del corpo e trovi la gioventù dell'anima. Devi accettare che non hai più la freschezza dei vent'anni, che quel lato lì della vita se n'è andato, che il corpo è cambiato al di là del tuo volere. Il corpo invecchia e tu ci devi convivere, farci la lotta è inutile: vince lui.

Il cinema il suo corpo continua a raccontarlo nello stesso modo.

No. Il mio corpo in Mozart in the jungle o nel film di Kusturica non è quello che era in Malena. Il mio corpo è cambiato, però ancora può raccontare l'amore.

In Mozart in the jungle ha una storia con un uomo più giovane, nel film On the milky road si innamora di un uomo più vecchio. Quale amore sente più suo?

Mi piace l'uomo che si comporta in modo adulto e fa scelte adulte. Riconosco la bellezza sull'uomo giovane, ma l'uomo adulto che ha fatto la guerra con se stesso e l'ha vinta lo trovo più sensuale. Nelle sue rughe vedo le cicatrici di un guerriero.

Monica Bellucci con Gael Garcia Bernal nella terza stagione di Mozart in the jungle.

Lei la guerra con se stessa l'ha vinta?

Io la pace con i miei demoni non l'ho ancora fatta. Spero di arrivarci un giorno. Finché sei giovane non ci fai i conti, poi iniziano a pesarti.

E dell'amore, strada facendo, che cosa ha capito?

Che bisogna avere coraggio di vivere le storie, comunque vadano. Solo così capisci chi sono gli altri e chi sei tu.

Anche se si viene traditi?

Il tradimento è una fase necessaria della vita. A chi non capita? Tradiamo anche noi stessi. Tradiamo le persone che amiamo e viceversa. Siamo vittime e carnefici a turno.

Il libro delle interviste-confessioni a Guillaume Sbalchiero: Incontri clandestini (Rizzoli).

Ha votato alle elezioni francesi?

No. Amo la Francia ma la vivo da straniera. Anche le mie figlie, come me, hanno solo il passaporto italiano.

Lei ringrazierebbe gli uomini che l'hanno amata e quelli che l'hanno abbandonata, come Valeria Bruni Tedeschi?

Sì. C'è sempre una ragione per cui una persona entra nella tua vita. Cresci anche nel non ricevere. È chiaro che l'amore è un rischio, ma vale la pena di correrlo.

Lasciare è doloroso quanto essere lasciati?

Soffri comunque. Magari lasci perché sai che non c'è altra soluzione. Quando due strade prendono due direzioni diverse e non c'è modo di tornare indietro, uno dei due deve avere il coraggio di chiudere. E di solito questo coraggio ce l'hanno le donne.

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