Chris Pratt, da cameriere a guardiano della galassia nel sequel della saga Marvel

Protagonista del film Guardiani della galassia Vol 2. al cinema dal 25 aprile 2017, l'attore americano ci racconta la sua storia: come un ragazzo (sovrappeso) è diventato una star senza chiedere aiuto a nessuno

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Chris Pratt incarna perfettamente il ritratto dell'attore di successo che si è conquistato una delle carriere più brillanti di Hollywood contando su se stesso: single e squattrinato, sgraziato («ho perso parecchi ruoli perché ero grasso»), venuto dal nulla, scoperto per caso mentre faceva il cameriere. Ora è protagonista de I guardiani della galassia, il cui secondo capitolo esce in Italia il 25 aprile. Nel cast ritroviamo tutti i protagonisti del primo, oltre a nuovi personaggi tra cui Sylvester Stallone e Kurt Russell.

Chris Pratt in una scena del film I guardiani della galassia Vol. 2.
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In questo film finalmente conosce suo padre, interpretato da Kurt Russel. Com'è stato lavorare con lui?

L'ho sempre ammirato, è un mito, ci siamo intesi subito. Kurt è uno spirito libero, gli ho chiesto di adottarmi ufficialmente ma ha detto che è una decisione che non può prendere senza consultare prima la sua famiglia! Non è stato facile avere una figura paterna in questo film, mio padre prima di morire di sclerosi multipla, ha sofferto molto. Dopo che ha perso il controllo del suo corpo, non ha più avuto voglia di vivere, era un uomo un po' all'antica, definito dalla sua fisicità. Fortunatamente ho iniziato ad avere successo così ho potuto occuparmi di lui, guardava tutti i miei show tv, recitare è stato il mio modo per ringraziarlo di tutto quello che ha fatto per me.

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Com'era Chris Pratt da bambino?

Disegnavo e dipingevo tantissimo, lo faccio ancora oggi. Mio padre riparava case, e spesso, per risparmiare soldi, finivamo per vivere in quelle che stava sistemando. Ci faceva dipingere sui muri, poi prima di venderle, gli dava una bella imbiancata e si ricominciava l'avventura. Ero anche un lettore accanito di fumetti Marvel. Che altro... La mia stanza puzzava parecchio perché avevo parecchi animali; proibivo a mia madre di entrare a pulirla ed evitavo di portarci le ragazze.

Che animali aveva?

Un'iguana, vari serpenti, alcuni gechi, un drago barbuto. Li sfamavo con una dieta a base di grilli, topi, vermi.

Passione che condivide con suo figlio Jack?

No, lui preferisce gli insetti, è incredibile come possa toccare anche quelli più ripugnanti. Una volta ha rischiato di essere morso da una vedova nera, in California ce ne sono molte.

La sua infanzia è stata diversa da quella di suo figlio?

Sì, io non ho mai avuto l'accesso che ha lui a un mondo agiato, a quattro anni ha già girato mezzo mondo. Io sono cresciuto con poco, ma ero molto amato e non mi è mai mancato nulla. Anche con lui cerchiamo di limitare la tentazione al consumismo − i figli hanno bisogno d'amore non di giocattoli. Al contrario io non ho mai dovuto condividere l'attenzione di sconosciuti per i genitori, il fatto che spesso veniamo fermati per strada dai fan non è una situazione facile da gestire per nessuno, soprattutto per un bambino della sua età.

Chris Pratt, compirà 38 anni il 21 giugno 2017.

Come molti attori, prima di diventare famoso, anche lei ha fatto i lavori più disparati...

Sì, il venditore porta a porta, il gelataio, il cameriere. Mi sono iscritto all'università, ma dopo il primo semestre ho mollato e sono andato a vivere a Maui, alle Hawaii, con alcuni amici.

E cosa faceva?

Vivevo in un furgone e lavoravo il meno possibile, giusto quello che serviva per pagarmi la benzina. Mangiavo al ristorante e, spesso, quando un cliente chiedeva cosa c'era di buono sul menu, gli consigliavo di prendere una bella bistecca, la più grande che avevamo, sperando che non riuscisse a finirla così che potessi mangiare gli avanzi! Ho praticato anche dumpster diving, quella tecnica particolare che ti permette di trovare cibo nei cassonetti della spazzatura: non potete sapere quanto sprecano i ristoranti. Poi, un giorno, ho iniziato a conversare con una bella ragazza, Rae Dawn Chong e, quando ho scoperto che faceva l'attrice, le ho chiesto come potevo fare per recitare anch'io. Alla fine mi ha preso per un ruolo nel suo primo film come regista, Cursed part III, sono partito per Los Angeles e... il resto è storia.

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