Kristen Stewart: «Sono così, senza ipocrisie»

​Dopo anni di amore etero e vampiro in Twilight, è diventata icona gender fluid, conquistando non solo il pubblico e gli stilisti ma anche Woody Allen, che l'ha voluta in Café society, film presentato a Cannes

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Il segreto del successo di Kristen Stewart, ciò che da anni fa di lei una delle attrici più pagate e desiderate dai registi, sta probabilmente in questa frase: «Non amo compromessi e ipocrisie. Non sono una che parla dietro le spalle. Preferisco dire in faccia ciò che penso e trovo sia una forma di codardia nascondersi dietro parole o falsi atteggiamenti». E infatti non ha mai nascosto la sua bisessualità. Quella cortina di reticenza che riesce sempre a mettere tra sé e il mondo ce la fa amare smisuratamente a dispetto del perenne broncio, della sfrontata disinvoltura con cui infrange i codici. Senza esibizioni, ma con un sottotesto forte e chiaro: «Sono così. Problemi?». Come quando si sfila i sandali altissimi sul red carpet di Cannes, o abbraccia languidamente l'ultima fidanzata in pubblico. 

Kristen Stewart a Cannes con la sua assistente e attuale compagna Alicia Cargile.
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Dopo la storia con Robert Pattinson, dopo il flirt che le è stato attribuito con Nicolas Hoult, suo partner in Equals, dopo la relazione con la musicista e attrice francese Soko, ora fa coppia con la sua assistente Alicia Cargile. Le ricordo che in Sils Maria, film che le ha fatto vincere un prestigioso premio César, era lei l'assistente che si innamorava dell'attrice navigata interpretata da Juliette Binoche. Sorride e non commenta. Ma aggiunge: «Sostengo il movimento Lgbt, ma non credo che la sessualità debba essere etichettata. Nella vita si ama e basta». 

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Insomma Kristen non è più la ragazza timida e impaurita della saga vampiresca di Twilight: crescendo ha quasi imparato a controllare le ansie che, talvolta, l'hanno portata a fare scelte sbagliate. «Da giovani si tende a seguire la corrente, lasciarsi trasportare da ciò che succede. Quando arrivò il successo per me fu un po' così: mai avrei creduto, o voluto, diventare una star». Cosa che ormai invece è, a tutti gli effetti. Bellissima e sofisticata, in Café society di Woody Allen, dove la vedremo dal 29 settembre 2016, come nei vari spot che la ritraggono come nuova musa di Chanel.  

Il suo personaggio in Café society è diviso tra l'amore per un uomo potente, sposato e più vecchio di lei e l'attrazione per un giovane squattrinato e romantico, un bravissimo Jesse Eisenberg. Lei chi sceglierebbe?

Faccio le scelte delle donne che interpreto come se fossero le mie. Ma in realtà, se toccasse davvero a me, probabilmente sceglierei Jesse. Con lui mi trovo da sempre benissimo! E mi fa ridere un sacco. Ci assomigliamo, si vede quello che siamo, non abbiamo maschere.  

In Café society c'è  una grande chimica tra voi.

Allora vuol dire che la recitazione ha funzionato. In fondo, due amici che si adorano è come se si amassero in maniera platonica. Jesse ha un incredibile senso dell'umorismo, è anche un bravo scrittore e pensa di dedicarsi sempre di più alla regia.  

Kristen Stewart e Jesse Eisenberg in una scena del film Café society di Woody Allen.

Come lei? Ha girato il suo primo cortometraggio…

Si dovrebbe intitolare Water e tratta di un tema femminile (fa parte del progetto Refinery29, che ha chiamato 12 donne a dirigere opere inedite, ndr). In principio  volevo fare la sceneggiatrice o la regista. O anche la cantante. Mi sono messa a recitare perché dicevano che avevo talento, ma ancora scrivo poesie che mando agli amici o alle persone care. Le parole si mescolano nella mia testa dal nulla, le scrivo perfino su bigliettini di carta o fazzolettini.

Certain women, che ha spopolato al Sundance film festival 2016 e  in cui recita con Michelle Williams, è una storia d'amore tra donne nell'America profonda. 

Sono una giovane avvocatessa che decide di insegnare e si innamora di una ragazza che lavora in un ranch. È la storia di una connessione mancata per difetti di comunicazione. Mi piace approfondire ruoli di donne normali, che vivono drammi dimenticati dalla società. 

Il mondo della moda la ama. Karl Lagerfeld l'ha perfino scelta per girare il cortometraggio Once and forever, dedicato a Coco Chanel.

E io amo la moda, come forma di espressione artistica. Gli abiti che indosso in Café society sono autentici capolavori. Mi piace il vintage, anche se nella vita di tutti i giorni tendo a essere meno glamour, a girare spesso con jeans e T-shirt, alcune hanno pure scritte rock o un po' dark.

 Ha un'anima buia come quella di Bella in Twilight

Penso che tutti ce l'abbiano, chi più chi meno. Ma è interessante conoscere tutti gli aspetti della propria personalità. A Bella poi sono rimasta legata: ha segnato un periodo importante della mia esistenza.

Anni fa non parlava molto delle sue relazioni, dall'amore con Robert Pattinson, fino allo "scandalo" per la sua avventura con il regista sposato Rupert Sanders. Ora sembra più rilassata sull'argomento. 

Non mi piace nascondere le cose. Avrei potuto mentire e, magari, provare a smentire, ma sono per la sincerità, anche se a volte è pericolosa. O può far male.

Non sembra una che resta in una storia se non è convinta completamente.

Sì, sono una "tutto o niente". A volte si commettono errori, siamo umani. Penso che si debba imparare a perdonare, piuttosto che giudicare. 

Nel film di Allen lei e Blake Lively siete antagoniste in amore. Perché le donne sono sempre in competizione tra loro?

Non so, ma mi dispiace, perché dovremmo invece sostenerci l'una con l'altra. Essere felici per i successi delle colleghe e lasciarci ispirare da loro, invece che farci male con energie negative, come invidie e gelosie.  Allo stesso modo, a volte, tendiamo a essere troppo dure con noi stesse e le altre, ipercritiche. Comunque Blake è favolosa, molto positiva e bellissima, era inevitabile trovarsi bene con lei sul set. 

Café society è girato principalmente a Los Angeles e poi a New York. Quale città preferisce?

Los Angeles è la mia casa, ci sono nata e cresciuta, mi piace la sua luce, il suo senso di isolamento, i grandi spazi, la natura selvaggia, l'oceano: per me resta in ogni caso la città dei sogni. A New York, dove pure vivo di tanto in tanto, pare che tutto sia possibile e mi piace poter mangiare in un locale senza essere riconosciuta da nessuno. È come, se a volte, riuscissi finalmente a sentirmi invisibile. 

Soffre ancora di attacchi di panico come una volta?

Sì, che mi mi provocano  mal di stomaco e  dolori pazzeschi. Ma nel frattempo ho anche imparato che non posso avere sempre il controllo su tutto e, se mi impegno, riesco a rilassarmi. Mi preoccupo ancora troppo, ma l'esperienza mi aiuta a non lasciarmi rovinare dall'ansia. Inoltre, ho imparato ad aprirmi, a essere me stessa. Questo mi ha aiutato a essere totalmente libera. E, finalmente, davvero felice.  

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