Care lettrici, cari lettori,
se devo pensare a una cosa, una sola, che ricordi le mie gite di liceale, non c’è gara: vince il pullman. Con i suoi scarichi fumogeni, la similpelle dei sedili e Lucio Battisti a manetta col mangianastri (o mangiadischi?). È vero, stiamo parlando del secolo scorso, ma credo che nulla sia davvero cambiato almeno nella piccola fiamma che, bruciacchiando, alimentava la nostra voglia di allora. L’idea di scoprirsi diversi fuori dall’aula e dalle sue ovvietà: i secchioni, i lazzaroni, le ragazze permale...