Anche il Moma dice no al Muslim Ban di Donald Trump

Per protesta contro il Muslim ban di Donald Trump - la chiusura delle frontiere americane a cittadini stranieri di determinate nazionalità - il Museo d'arte moderna di New York ha esposto opere di artisti provenienti da Paesi non graditi al presidente Usa

L'arte non ci sta al famigerato Muslim Ban di Donald Trump e il Museo d'arte moderna di New York (il Moma) si fa portavoce di questa ribellione. Nei giorni scorsi, infatti, il celebre museo ha deciso di rimuovere temporaneamente opere di Pablo Picasso, Henri Matisse, Francis Picabia, Oskar Kokoschka, James Ensor e Umberto Boccioni e mettere al loro posto lavori di artisti provenienti dai Paesi musulmani messi al bando dal Presidente Usa.

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Sono 7 le opere esposte al quinto piano del Museo e comprendono lavori del pittore sudanese Ibrahim el-Salahi, dell'architetta d'origine irachena Zaha Hadid e della videoartista iraniana Tala Madani. Inoltre, una scultura dall'artista iraniana Siah Armajani è stata collocata nella sala d'ingresso.

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Se il messaggio non fosse abbastanza chiaro, accanto a ogni opera è stata allegata la seguente didascalia:

Questo è il lavoro di un artista di uno dei Paesi ai cui cittadini è negato l'ingresso negli Stati Uniti, secondo il decreto del presidente. Questo è uno dei lavori della collezione del museo installati per affermare l'ideale di libertà come vitale per il museo e per gli Stati Uniti.

Scelta quanto mai azzeccata quella del Moma, perché, come diceva anche lo scrittore francese André Suarès, «L'arte è il luogo della perfetta libertà».

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