Pokemon Go: 10 assurdità legate al videogioco di cui tutti parlano

Dal tizio che ha mollato il lavoro per cacciare i mostriciattoli alla start up a cui consegnare lo smartphone per farseli catturare, ecco i fatti più assurdi intorno al videogioco del momento, diventato in pochi giorni ossessione collettiva

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Tutti ne parlano, gli esperti lo analizzano: Pokemon Go è senza dubbio il fenomeno sociale del momento. Perché dagli Usa all'Europa all'Africa all'Oriente fino all'Australia, mai prima d'ora un videogioco aveva mandato in fissa così tante persone simultaneamente ed immediatamente. Giusto un paio di dati a riguardo: Pokemon Go ha frantumato diversi record, con più di 50.000 download in meno di 48 ore su Google Play e il contemporaneo primo posto su App Store, con tanto di scavalcamento di Tinder nelle prime 24 ore dal lancio. Insomma, la caccia agli animaletti della Nintendo, da scovare muovendosi nella realtà aumentata, perché, per i pochi che ancora non lo sapessero, il lato davvero innovativo del videogioco è che non si svolge chiusi in una stanza e attaccati a una console, bensì in giro per parchi, strade, monumenti, centri commerciali, montagne, spiagge e quant'altro, è già una mania collettiva.

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E dato che per catturare i Pokemon bisogna andarsene in giro e sgambettare, proprio in queste ore non si fa altro che parlare dell'affollamento da record che sta vivendo Central Park, preso d'assalto da frotte di giocatori a caccia di Vaporeon, un particolarmente raro mostriciattolo (altro dettaglio importante: i Pokemon di Pokemon Go sono unici, quindi solo una persona può spuntarla e fare proprio il bestiolino di cui ha bisogno per proseguire nel gioco). 

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Ma fenomeni di costume a parte, la potenza del gioco ha causato anche fatti più inquietanti e bizzarri, che vi elenchiamo qui, giusto per mettervi in guardia da un possibile, probabile contagio da febbre di Pokemon. 

  1. Il 25enne neozelandese Tom Currie si è licenziato e ha deciso che per i prossimi due mesi penserà solo a viaggiare, zaino in spalla e smartphone in mani, in lungo e in largo per il suo Paese a caccia dei buffi animaletti. Dei 151 Pokemon disponibili, Tom ne ha già raccolti 51.
  2. Le 2 giovani amiche Kelsey Thomson e Lizzy Eden si sono avventurate in kayak nell'Oceano Pacifico per catturare un Pokemon comparso nella fontana di Wellington Harbourpadding. 
  3. Negli Usa la 19enne Shayla Wiggens era così presa dalla caccia al mostro che, senza staccar gli occhi dallo smartphone, ha oltrepassato un cavalcavia per finire la corsa di fronte a un fiume dove c'era il cadavere galleggiante di un uomo che, secondo le prime indagini della polizia, sarebbe morto per annegamento
  4. Sempre negli USA le autorità di O' Fallon hanno rilasciato un comunicato dove spiegano che «alcuni gruppi armati stanno attirando in luoghi isolati giocatori a caccia di Pokemon per poi rapinarli».
  5. Ha fatto mettere le mani nei capelli le donne di mezzo mondo e più, la storia di Jonathan Theriot, che mentre assisteva la moglie in sala parto non ha resistito alla tentazione di dare la caccia al volatile Pidgey. Il tutto immortalato su Instagram.
  6. Notizie più liete dall'Australia, dove un fan del gioco ha lanciato su Facebook un evento per una passeggiata collettiva nel Royal Botanic Garden di Sydney per andare a caccia di Pokemon con gli amici. Risultato oltre le attese, con oltre 5.000 appassionati a circolare nelle aree verdi.
  7. Anche i professionisti del Washington Post si sono fatti contagiare, tanto che qualche giorno fa sala relax del famosissimo giornale alcuni giornalisti hanno si sono accorti della presenza di un Tauros, una delle centinaia di Pokemon, scatenando esaltazione generale e lotta all'ultimo click pur di acchiapparlo.
  8. Invito, poi, l'elenco dei luoghi più assurdi e talvolta inopportuni in cui le persone si sono messe a giocare: dai matrimoni ai funerali alle zone di guerra fino ad Auschwitz dove però da qualche giorno è stato indetto il divieto assoluto di giocare, come anche nel Museo dell'Olocausto. E diventi a parte, davvero a volte basterebbe il buonsenso. 
  9. La vasta area del Nationwide Children's Hospital di Columbus (Ohio, Usa) è stata invasa durante il pomeriggio da ragazzini che, telefono in mano, correvano in ogni direzione per cercare i piccoli mostri. Peccato che si trovavano in un luogo privato e sono stati, quindi, invitati caldamente ad andarsene.
  10. Esiste la concreta possibilità si tratti di uno scherzo, ma al momento sembra davvero che una start up di San Francisco di nome Pokewalk si offra (a pagamento, ovviamente) per mandare a casa dei suoi clienti una persona deputata a prendere in consegna lo smartphone dei giocatori, camminare per la città e catturare Pokemon. Le tariffe, che variano in base alla distanza percorsa, partono da 10 dollari per una passeggiata di due chilometri.
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