6 artigiane del gioiello al Maker Faire di Roma raccontano il futuro del made in Italy

6 artiste che ci dimostrano che quando si parla di gioielli, non sempre (e non solo) i diamanti sono i migliori amici delle donne

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Esiste il mondo della tradizione artigianale ed esiste il mondo della tecnologia avanzata. Poi esiste chi, questi due mondi apparentemente lontanissimi, li ha uniti riuscendo a dare vita a vere e proprie idee geniali. È questo il caso dei maker presenti alla Maker Faire di Roma, l'evento dedicato a creatività, lavoro, idee e processi produttivi innovativi (1-3 Dicembre, tutte le info qui). Tra i 7 padiglioni quest'anno ne spicca in particolare uno, dedicato al tema della Fabricationovvero al futuro della manifattura: in questa area creazioni di artigiani innovativi, moda, progetti di riciclo e riuso ma soprattutto donne. Ed accessori. Qui in anteprima vi sveliamo i profili di 6 creatrici made in Italy che ci dimostrano che quando si parla di gioielli, non sempre (e non solo) i diamanti sono i migliori amici delle donne.

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1. Marcella Stilo, Cartalana Gioielli di Carta

Formazione classica e studi in comunicazione, in seguito una carriera nel marketing e nelle pubbliche relazioni. Poi la svolta: nel 2012 fonda il brand Cartalana. Il nome viene dall'unione di due termini: carta come materiale di ri-uso e lana invece come fuso a mano, uno strumento antichissimo per trasformare la lana. Dalla loro unione nasce la lana di carta il cui filo è realizzato utilizzando quotidiani, volantini e qualsiasi tipo di carta a bassa grammatura e scarsa porosità. Il risultato? Gioielli ecologici e dal design moderno: così alla preziosità dei materiali nobili Marcella sostituisce il valore etico delle sue creazioni, salvaguardando ambiente e tradizione artigiana.

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La sua più grande ispirazione: la carta con la sua plasticità intrinseca, l'arte, il cinema e soprattutto la lettura. Poi senza dubbio la natura, che osserva sempre e costantemente, anche sotto casa. A volte, non c'è bisogno di chissà quale altrove per attivare la voglia di vedere.

Per lei avere un'idea geniale significa: creare un nuovo linguaggio a partire da uno o più preesistenti. Genialità è anche incoscienza e follia, un rischio che non tutti sono disposti o capaci di assumersi. Infondo di Picasso ce n'è uno solo.

2. Jessica Montecchiari e Krizia Mariani, KRICA DESIGN

Krica è un nome che porta l'identità delle due creatrici, Jessica e Krizia, socie ma prima di tutto amiche, accomunate dall'idea di fondere nei loro gioielli le tradizioni artigiane del territorio (Italia, ma soprattutto Marche) e stile contemporaneo. La loro storia è un viaggio di continua scoperta e sperimentazione che si traduce nella possibilità di reinventare l'artigianato attraverso le potenzialità delle nuove tecnologie digitali. Da una parte Jessica, fotografa e social media marketing specialist, dall'altra Krizia, designer "con la cultura del saper fare". Nelle collezioni di Krica emergono storie e luoghi che si concretizzano in prodotti unici e in grado di esaltare l'arte degli antichi mestieri, degli oggetti di design da indossare.

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Per loro la più grande ispirazione è: qualsiasi cosa. Le persone, la tradizione e l'innovazione sono le muse principali ma l'animo di Krica è curioso ed è sempre alla ricerca di nuovi mondi.

Per loro l'idea geniale è: prima di tutto esigenza. L'idea geniale viene sempre da un'esigenza, dallo studio di una determinata situazione. Un'idea non arriva mai per caso, ogni casualità è in realtà frutto di un'esperienza e del contesto dove è nata. La molletta piuttosto che la caffettiera sono oggetti di incredibile genialità, ma in pochi sanno chi li ha ideati ed è questo è il bello della genialità!

3. Lavinia Franceschini, Lavinia Franceschini Industrial Designer

Lavinia è una ventitreenne marchigiana laureata in Design Industriale. Si definisce attratta dalle cose semplici e funzionali e ha una vera e propria passione per il dettaglio. Da qui nasce la sua collezione CUTE che si pone come obiettivo quello di verificare quale fosse il più piccolo dettaglio ottenibile con la resina stampata in 3D. Il risultato sono 4 anelli forgiati in bronzo: Leopardo, Serpente, Naturale e Gentile. I gioielli di Lavinia nascono da sfide, verso se stessa e verso i traguardi che la velocità del digitale le mette a disposizione: la sperimentazione di nuovi materiali e macchine, dice essere la cosa che la tiene volentieri sveglia la notte.

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Per lei la più grande ispirazione è: la natura con le sue forme organiche e la possibilità di poterle imprimere su di un gioiello. Ispirazione è la possibilità di riportare le morfologie naturali su un supporto fisico e combinare natura e macchinari a controllo numerico.

Per lei l'idea geniale è: non il prodotto in sé né la conclusione del progetto, ma il processo sistemico che scaturisce da più persone che decidono di collaborare, permettendo uno scambio di informazioni e sapere. Per ottenere un prodotto finale coerente e saturo di valori è fondamentale che ci sia interconnessione tra mentalità e personalità diverse.

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4. Valeria D'Annibale, Valeria D'Annibale Jewellery

Metà australiana (per formazione) ma con il cuore 100% made in Italy, Valeria D'Annibale ha iniziato a creare gioielli fin da quando era bambina, un hobby si è poi trasformato in un lavoro a tempo pieno. I suoi gioielli sono una rielaborazione del suo mondo fatto di esperienze uniche e quotidianità: la sua gioia più grande però è vederli indossati dagli altri, lo definisce un modo per liberare tutte le emozioni che condensa nella creazione. I suoi manufatti sono realizzati utilizzando modellazione e stampa 3D insieme a tecniche di prototipazione rapida, i materiali poi sono i più disparati: dal nylon all'argento Valeria riesce a mixare innovazione australiana e tradizione orafa italiana.

La sua più grande ispirazione: il fascino della natura e delle regole matematiche che la guidano e la rendono così perfetta e allo stesso tempo imperfetta, quando invecchia e cambia.

Per lei avere un'idea geniale significa: novità e freschezza, qualcosa che stupisca e che una volta realtà diventi irrinunciabile. Deve essere qualcosa che suscita una reazione (che sia un sorriso, stupore, disgusto o semplicemente riflessione). L'idea geniale risolve i problemi (anche semplicemente il non volersi sentire uguale agli altri, l'essere creativi, dare espressione al proprio io individuale ed unico).

5. Evgenia, EVCLIDEAN Laser cut Jewelry Collections

Se il suo brand fosse un brano musicale sarebbe Aerodinamic dei Duftpank. Evgenia è una designer russa, ormai italianissima per studi e lavoro. Le sue collezioni realizzate con la tecnologia del taglio al laser unito alle tecniche dell'oreficeria classica, si distinguono per la ricorrenza di nette forme geometriche, quelle euclidee per la precisione. I contorni netti e minimali esaltano i materiali (dal legno all'acciaio passando per l'argento) e le loro qualità unendo semplicità e tradizione con la tecnologia dei processi di produzione.

Per te la più grande ispirazione è: le nuove tecnologie, e in particolare quella del taglio al laser. Con un background da designer/architetto amo tutto ciò che è geometria, precisione e la purezza di forme e materiali. Il taglio al laser mi ha conquistata perché finalmente mi ha permesso di ottenere i gioielli con la finitura formale impeccabile che con un lavoro interamente manuale non erano realizzabili.

Per te l'idea geniale è: un progetto che risponde alle necessità di chi lo utilizza, mettendo la tecnologia al suo servizio. Genialità è saper declinare l'innovazione tecnologica per raggiungere traguardi prima impossibili: per questo l'osservazione e la profonda conoscenza dei processi tecnologici sono fondamentali per poterli sfruttare al meglio e dare vita alle proprie idee.

6. Francesca Leone, RicicloLab

Francesca Leone è una 39enne romana che di lavoro fa l'architetto: esperta di design e arredamento (mondo nel quale lavora da anni) qualche anno fa di realizza finalmente uno dei suoi sogni, trasformando la sua passione in un lavoro vero e proprio. I suoi gioielli hanno un filo conduttore ben preciso: sono realizzati con materiali di riciclo. In particolare Francesca predilige camere d'aria di biciclette che recupera nelle ciclofficine e da amici e parenti (ma è sempre pronta ad accoglierne di nuove, anche le vostre!). A volte impreziositi con maglie di catene, perle in ceramica, a volte al naturale: quello che conta per Francesca è dare nuova vita al suo materiale.

La sua più grande ispirazione: l'infinità dei punti di vista che esistono al mondo. Non sempre ciò che appare è quello che sembra.

Per lei avere un'idea geniale significa: poter realizzare, poter dare nuova vita a qualcosa. Un nuovo utilizzo che si allontani da quello convenzionale a cui viene attributo l'oggetto tradizionalmente e in cui si riconosce.

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