Cosa succederebbe se Facebook sparisse?

Quali sarebbero le reali conseguenze se il social network più famoso al mondo d'improvviso non esistesse più? Beh, che non rimarrebbe traccia delle nostre parole, ovvero un oblio che va contro tutto ciò che Internet rappresenta: la parola a due esperti

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Ti sei mai chiesta che cosa succederebbe se, di colpo, Facebook non esistesse più? Posto che un futuro senza il più popolare dei social network potrebbe non essere nemmeno pura fantascienza, visto che per molti smettere di usarlo è il buon proposito per eccellenza del 2017, a oggi i numeri sono ancora, più delle intenzioni, dalla parte del fondatore Mark Zuckerberg. Secondo i dati dell'esperto Vincenzo Cosenza, infatti, ogni mese 30 milioni di italiani utilizzano Facebook e lo fanno pure con una frequenza molto alta: alla faccia della scienza che afferma che stare senza social renda più felici, 24 milioni di nostri compaesani utilizzano il social network ogni giorno. Si tratta in gran parte di adulti, di cui oltre la metà (53%) ha più di 35 anni, mentre l'unico vero calo si osserva fra i giovanissimi, tra, cioè, i ragazzi fra i 13 e i 18 anni dove poco più di uno su due ha un profilo Facebook.

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Negli States più che uso e abuso di Facebook è invece in corso un dibattito sulla sua «pericolosità». Ma non stiamo parlando di temi scottanti come il cyberbullismo, intorno al quale fioccano manuali utili a genitori e figli per stare in guardia da eventuali minacce, bensì della perdita dei contenuti. Gli esperti Dave Winer e John Gruber hanno su questo scritto un post dal titolo Fuck Facebook dove spiegano come i contenuti del «faccia di libro» non siano indicizzati dai motori di ricerca, e per questa ragione qualsiasi discussione rilevante che avviene da quelle parti rimarrà confinata agli iscritti. Linkare, in sostanza, simili contenuti da fuori è quasi impossibile, specie se non possiedi un profilo Facebook.

Cosa accadrebbe quindi, per tornare alla domanda originaria, se domani Facebook dovesse chiudere? Le nostre parole scivolerebbero via senza lasciare traccia, in un oblio che è l'esatto opposto di quello che Internet ha da sempre immaginato. Già oggi Facebook vieta all'Internet Archive, l'anima documentale di Internet, di salvare schermate rilevanti da archiviare per i posteri. Ecco, dunque, che quello che non t'aspetti è la realtà dei fatti: non esiste, almeno per ora, un archivio delle cose più o meno significative, più o meno divertenti, più o meno inutili che da anni postiamo sulla nostra bacheca. E questo, anche per chi ha già mezzo piede, o meglio dito, fuori da Facebook, fa comunque una certa impressione.

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