Sessismo a Hollywood: 22 celeb ne parlano

Che cosa hanno detto le celeb sulla disuguaglianza di genere nello showbiz: un dato di fatto, perché l'attrice più pagata del 2016, Jennifer Lawrence, prende 46 milioni contro i quasi 65 dell'attore più pagato, Dwayne Johnson

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1) Jessica Chastain

«Abbiamo bisogno di maggiore diversità. Non stiamo raccontando le storie di molti, ma quelle di pochi. C'è un problema con la narrazione, con i protagonisti: e non è dinanzi la telecamera, bensì dietro. Non vogliamo lavorare così e abbiamo bisogno di raccontare le storie di tutti.

C'è disinformazione in giro. È stato scritto che io ho guadagnato una certa somma per The Martian. In realtà, ho guadagnato meno di un quarto di quello che hanno sbandierato. E così le persone già dicono: «Lei si impegna meno dei colleghi uomini perché ha già guadagnato tanto». Ho guadagnato meno di un quarto di quello che si dice. C'è un enorme divario salariale nel settore» (HuffPost Live, ottobre 2015).

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2) Jennifer Lawrence

«Mentirei se non dicessi che c'è stato un elemento che mi ha spinto a prendere la decisione di chiudere la contrattazione senza una vera discussione. Non volevo sembrare una che crea "difficoltà" o "imbarazzi". A quel tempo mi sembrava una buona idea, fino a quando ho scoperto in rete che ogni uomo con cui lavoravo non si preoccupava certo di fare il "difficile" o di creare "imbarazzo". Sto ancora cercando il modo "adorabile" di affermare la mia opinione e di continuare a piacere! Al diavolo!» (Lenny, ottobre 2015).

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3) Emma Watson

« Sia gli uomini che le donne devono sentirsi liberi di essere sensibili. Sia gli uomini che le donne devono sentirsi liberi di essere forti: è tempo di pensare al genere come uno spettro, e non come a due insiemi di valori opposti» (al lancio della campagna HeForShe, settembre 2014).

«Ho sperimentato il sessismo durante il lavoro, 17 volte da parte di registi uomini e solo 2 volte da donne» (The Guardian, settembre 2014).

4) Ava Duvernay

«Finché le donne costituiranno solo il 20% del Congresso, finché i dirigenti dell'industria cinematografica saranno al 93% uomini con solo il 4% di film sono diretti da donne; fino a quando il Presidente degli Stati Uniti, il Vice Presidente, lo Speaker, il Presidente Pro Tempore, i Segretari di Stato, del Tesoro, della Difesa saranno tutti uomini – dobbiamo scendere di ben sette livelli per trovare una donna tra l'alta dirigenza del Paese, la Procuratrice Generale Loretta Lynch – allora direi che sì, abbiamo bisogno di "media femminili". Abbiamo bisogno di molte donne unite insieme per sognare» (Elle, ottobre 2015).

5) Zoe Saldana

«Sono conosciuta per essere selettiva nella scelta delle parti e quel che conta per me è ci siano ruoli femminili in cui il personaggio non sia una bella statuina o un oggetto, ma abbia una importanza reale. Niente fidanzate generiche o mogli e nessuna bomba sexy. Ce ne sono già troppe!» (Manhattan magazine, dicembre 2013).

6) Kristen Stewart

«È un business dominato e guidato dagli uomini… Devi fare qualcosa che per forza è buono. Se una donna fa un brutto film, o fa qualcosa di stupido, subito le si chiudono tutte le porte. Al diavolo!» (The Daily Beast, settembre 2014).

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7) Lena Dunham

«Le femministe ritengono che uomini e donne dovrebbero avere le stesse opportunità. Se sei femminista credi nella parità di diritti per tutti. Questo non è un concetto che si può ignorare. Dobbiamo essere pagate equamente per il nostro lavoro» (JFL42 Comedy Festival di Toronto, autunno 2014)

8) Meryl Streep

«Nessuno ha mai detto a un attore: "Interpreti un uomo deciso". Partiamo dal presupposto che gli uomini siano decisi o, per lo meno, che abbiano delle opinioni precise. Ma una donna decisa è vista come un animale strano» (60 Minutes, dicembre 2011).

9) Carey Mulligan

«Penso che abbiamo un'industria cinematografica sessista e le storie delle donne sono ampiamente ignorate» (Reader's Digest, settembre 2015)

10) Kerry Washington

«È visto ancora come un qualcosa di radicale raccontare la tua storia come donna, come persona di colore, come lesbica, come persona trans o come appartenente a una qualunque comunità priva di diritti» (durante il discorso per l'accettazione del GLAAD Vanguard Award, marzo 2015)

11) Natalie Portman

«Vorrei che ogni sfumatura di un uomo o di una donna fosse possibile… L'errore di Hollywood è che se stai girando una storia "femminista" allora si vince. Questo non è femminismo, ma maschilismo. Un film su una donna debole, vulnerabile può essere femminista nel senso genuino del termine se mostra una persona reale con la quale possiamo provare empatia» (Elle UK, novembre 2013)

12) Nicole Kidman

«Abbiamo bisogno di creare più opportunità. Abbiamo anche bisogno di mettere le telecamere in mano alle giovani donne e dare la possibilità di raccontare le storie, aumentando così la loro autostima» (al Women in Film's Crystal + Lucy Awards, Los Angeles, giugno 2015)

13) Beyoncé

«L'uguaglianza è un mito e per qualche ragione tutti accettano il fatto che le donne guadagnino meno degli uomini. È qualcosa che non capisco. Perché dobbiamo sederci sempre sul sedile posteriore?» (GQ, febbraio 2013).

14) Kathryn Bigelow

«Ho sempre fermamente creduto che ogni regista debba essere giudicato esclusivamente in base al suo lavoro, e non il lavoro in base al genere del regista. Si ritiene che Hollywood sia una comunità che guarda in avanti e, purtroppo, ancora persiste questa orrenda situazione per quel che riguarda le registe. La discriminazione di genere stigmatizza tutta la nostra industria. Il cambiamento è essenziale. L'assunzione di un genere neutro è essenziale» (Time, maggio 2015).

15) Amanda Seyfried

«Le persone pensano che siccome mi viene facile un certo tipo di lavoro, allora mi limiterò ad accettare il minimo che mi viene offerto. Non si tratta del quanto, ma se sia giusto o meno» (The Sunday Times, luglio 2015).

16) Rooney Mara

«Per me, la cosa più ingiusta è la terminologia che viene usata per descrivere le attrici che hanno un loro punto di vista e che vogliono dire la loro sulla propria carriera e che scelgono quello che vogliono fare. Sono stata chiamata in modi orribili. Se un uomo si fosse comportato come mi sono comportata io, sarebbe stato considerato del tutto normale. Quello che trovo frustrante è che se lo faccio io sono bollata come viziata e puttana. Vogliamo solo avere voce nella nostra vita e credo che questo atteggiamento dovrebbe essere spronato per ogni persona» (The Guardian, ottobre 2015).

17) Patricia Arquette

«A tutte le donne che hanno partorito, a tutte le cittadine e alle contribuenti di questa nazione: abbiamo combattuto per i diritti di tutti gli altri, adesso è ora di ottenere la parità di retribuzione una volta per tutte, e la parità di diritti per tutte le donne negli Stati Uniti» (dal discorso di accettazione del Premio Oscar 2015 come Miglior attrice non protagonista).

18) Charlize Theron

«Le giovani devono sapere che essere femministe è una buona cosa. Non vuol dire che odi gli uomini. Significa uguali diritti. Se stai facendo lo stesso lavoro, devi essere trattata e pagata allo stesso modo» (Elle UK, giugno 2015)

19) Gwyneth Paltrow

«Può essere doloroso. Il tuo stipendio è un modo per quantificare quello che vali. Se gli uomini vengono pagati di più per fare la stessa cosa che fai tu, alla fine ti senti da schifo» (Variety, ottobre 2015)

20) Oprah

«Se dovessi dirti quanto ho guadagnato per i film, scoppieresti a ridere» (CBS This Morning, ottobre 2015)

21) Amy Poehler

«Quando incontro uomini molto potenti mi sento chiedere sempre: "Dove sono i tuoi figli? I tuoi figli sono qui?". È una domanda così strana. Nemmeno in un milione di anni chiederei a un ragazzo dove sono i suoi figli!» (Fast Company, giugno 2015).

22) Mindy Kaling

«Se prendo una decisione, ci sarà sempre un po' di discussione intorno. L'ho notato in The Office: se decidevo che qualcosa per un uomo dovesse andare in un certo modo nella sceneggiatura, si trattava comunque di una decisione aperta; se fossi stato un uomo, sarebbe stata vista, invece, come una decisione definitiva» (NPR, ottobre 2014).

Da: HarpersBAZAAR
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